Ex Ilva, la sindaca Salis apre al confronto: «Serve un percorso partecipato con tecnici, cittadini e lavoratori sul futuro di Cornigliano»

Dopo l’incontro con il ministro Urso, la prima cittadina chiede chiarezza su impatti ambientali e occupazionali del forno elettrico: «Sarà fondamentale un confronto pubblico con dati trasparenti»

Un tavolo di confronto pubblico, con la partecipazione dei tecnici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per spiegare con chiarezza cosa comporterebbe la realizzazione di un forno elettrico a Cornigliano: lo ha chiesto e ottenuto la sindaca di Genova, Silvia Salis, che questa mattina ha incontrato in videoconferenza il ministro Adolfo Urso, insieme al presidente della Regione Marco Bucci, per discutere del futuro dell’ex Ilva e delle ricadute sullo stabilimento genovese della transizione avviata a Taranto.

«È fondamentale avviare un percorso partecipato con cittadini e lavoratori – ha dichiarato Salis – per discutere delle ricadute occupazionali e ambientali della nuova tecnologia prevista. I tecnici del ministero dovranno fornire dati trasparenti e verificabili, in un’assemblea pubblica aperta alla città, per costruire insieme una visione condivisa».
La sindaca ha sottolineato che, al momento, non esiste ancora un progetto definitivo né un investitore industriale, elementi indispensabili per prendere decisioni concrete. «Finché non ci sarà chiarezza su Taranto e il piano che verrà illustrato il 4 agosto a Roma – ha aggiunto – siamo ancora nell’ambito delle ipotesi».
Nel confronto con Urso è stato inoltre ribadito il bisogno di rivalutare l’intera area di Cornigliano. «L’attuale Accordo di programma – ricorda Salis – non ha garantito i posti di lavoro previsti, quindi sarà necessario ridefinire priorità, investimenti e anche possibili nuovi utilizzi per le porzioni di area che potrebbero restare non impiegate».
L’obiettivo, secondo la prima cittadina, è duplice: tutelare ambiente e salute, ma anche valorizzare il potenziale produttivo dell’area, con una visione che superi gli errori del passato e metta al centro la sostenibilità economica, sociale e ambientale.
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