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Skymetro for dummies, Terrile cerca di fare chiarezza sulla storia di un’opera mai cantierata: tra promesse, bocciature e rischio definanziamento

Sui social e nelle dichiarazioni ai media il cittadino, in questi giorni, ha potuto leggere tutto e il contrario di tutto su un intervento complesso e molto tecnico non solo all’atto pratico, ma anche sotto il profilo amministrativo. Tanto che è anche difficile orientarsi per prendere una posizione. Il vicesindaco ricostruisce in dodici tappe la vicenda del prolungamento della metro verso la Valbisagno: «398 milioni assegnati nel 2022, oggi il progetto è fermo e rischia la cancellazione»

Un’opera attesa da alcuni, criticata e contrastata da altri, finanziata e annunciata in pompa magna, ma mai realmente avviata. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dalla dettagliata cronistoria pubblicata su Facebook dal vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, che ha scelto di ricostruire in dodici punti l’iter travagliato dello Skymetro, il progetto di prolungamento della metropolitana da Brignole verso la Valbisagno.

Una ricostruzione puntuale, densa di date, modifiche progettuali, aumenti di costi, bocciature tecniche e una sequenza di proroghe culminata in un punto fermo: se i lavori non saranno aggiudicati entro il 31 dicembre 2025, il progetto verrà definanziato. Ma ad oggi, tutto lascia intendere che quel termine non potrà essere rispettato.

La ricostruzione di Terrile

1. I fondi e il primo progetto

Tutto comincia il 22 febbraio 2022, quando il Ministero delle Infrastrutture assegna 398 milioni di euro al Comune di Genova per il prolungamento della metropolitana fino a Molassana. L’opera, battezzata Skymetro, dovrebbe correre su un binario sopraelevato, con 7 stazioni, treni doppi da 442 passeggeri e tempi di realizzazione stimati in 5 anni, con inaugurazione nel 2027.

Il 19 ottobre 2023, a 20 mesi dallo stanziamento, il Comune presenta un primo progetto rivisitato: binari doppi, 6 stazioni anziché 7, e un tetto coperto di pannelli solari per fornire metà dell’energia necessaria. Ma il ponte a doppia esse sul Bisagno, previsto subito dopo Brignole, si rivela non conforme alle norme ferroviarie.

2. Prime modifiche e aumento dei costi

Poco dopo, l’allora sindaco Bucci chiede una modifica per eliminare il ponte “a esse”. Il 23 novembre 2023, il costo del progetto sale a 492 milioni, con un incremento del 24%.

3. Le prime bocciature

Tra novembre e dicembre 2023, arrivano due bocciature pesanti:

  • Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici evidenzia gravi lacune progettuali, soprattutto in ambito idraulico (ritardi dello scolmatore e altezza insufficiente dal greto del Bisagno).
  • La Soprintendenza paragona il progetto a una nuova “Sopraelevata”, denunciando l’impatto devastante sul paesaggio urbano e la presenza di oltre 200 piloni che ostacolerebbero la futura rigenerazione urbana.

4. Nuovi progetti e nuove proroghe

A febbraio 2024, il Comune annuncia un nuovo progetto e chiede una proroga al Ministero. L’idea è sostituire il collegamento con Brignole con una nuova stazione autonoma in via Canevari, detta “Brignole-Sant’Agata”. Dopo una prima proroga al 30 giugno 2025, il termine slitta nuovamente al 31 dicembre 2025.

5. Il progetto P4 e la seconda bocciatura

Nel giugno 2024, nasce il progetto P4, che scollega lo Skymetro dalla metropolitana esistente e ne fa una linea autonoma. Ma il 10 luglio 2024, il Consiglio Superiore boccia anche questa versione, criticando l’impatto paesaggistico e la scarsa pianificazione urbanistica. Lo studio trasportistico si basa su dati del 2016-2017.

6. Verso l’impasse: costi in crescita e demolizione di una scuola

Il 30 gennaio 2025, con la versione finale del progetto P4, i problemi si moltiplicano:

  • Il costo sale a 585 milioni (+47%).
  • L’opera viene divisa in due lotti, ma solo il primo è finanziato.
  • I tempi slittano al 2030-2033.
  • I treni saranno singoli, dimezzando la capienza.
  • È prevista la demolizione dell’Istituto Firpo Buonarroti, scuola da 900 studenti, da ricostruire in piazza Giusti. Ma mancano i fondi per acquistare l’area e realizzare il nuovo edificio.

7. Un parere positivo… condizionato

Il 19 maggio 2025, il Consiglio Superiore approva il progetto P4, ma con numerose prescrizioni: modifiche idrauliche, geologiche, architettoniche e trasportistiche. Soprattutto, viene chiesto un cronoprogramma vincolato per la ricostruzione della scuola Firpo, senza il quale l’opera non è cantierabile.

8. Lo stop del Ministero

Il colpo finale arriva l’8 luglio 2025: durante un incontro a Roma, il Ministero comunica l’impossibilità di ulteriori proroghe. Se i lavori non saranno aggiudicati entro il 31 dicembre 2025, il progetto sarà definanziato.

Nel frattempo, mancano ancora:

  • l’approvazione della Conferenza dei servizi,
  • le modifiche al progetto secondo le prescrizioni,
  • i fondi e il progetto per la nuova scuola.

9. 19 milioni già spesi per la progettazione

Tra il 2022 e il 2025, il Comune ha speso 19 milioni di euro in progettazione. Nessuno dei quattro progetti (incluso il P4) ha completato l’iter. Se l’opera verrà cancellata, il Comune rischia di dover restituire quei 19 milioni.


Lo Skymetro doveva essere il simbolo della nuova mobilità sostenibile per la Valbisagno. Secondo Terrile, oggi, a oltre tre anni dal finanziamento iniziale, non esiste un progetto cantierabile, mancano fondi per parti essenziali dell’opera, e la scadenza per non perdere tutto è fissata al 31 dicembre 2025.

«Ciascuno potrà farsi la propria opinione -, scrive Terrile, ma i fatti ricostruiti parlano chiaro: una grande occasione per Genova rischia di finire in nulla, tra errori tecnici, ritardi amministrativi e una visione che non ha retto alla prova della realtà».


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