Cronaca 

Gravemente malato, viene portato in ospedale. Poi tenta di tornare in carcere con droga e cellulari: arrestato a Marassi

Detenuto sorpreso con telefoni, droga e accessori nascosti durante una visita ospedaliera per dialisi. La Polizia Penitenziaria sventa il traffico illecito. UIL PA:«Situazione endemica, servono rinforzi e cani antidroga»

Nonostante fosse gravemente malato e in attesa di trapianto renale, un detenuto tunisino del carcere di Marassi ha tentato di introdurre all’interno dell’istituto penitenziario droga, telefoni cellulari, caricatori e cavi USB. L’uomo, classe 1972, con fine pena previsto per il 2027 e condanne per traffico di stupefacenti, resistenza e danneggiamento, è stato scoperto dalla Polizia Penitenziaria durante una visita di dialisi presso l’Ospedale San Martino.

Grazie all’intuito degli agenti del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, insospettiti dall’atteggiamento del detenuto, è scattata una perquisizione che ha portato alla scoperta del materiale illecito nascosto. Una volta smascherato, l’uomo ha consegnato spontaneamente gli oggetti ed è stato arrestato. A breve sarà sottoposto a giudizio per direttissima.

A riferire l’accaduto è Fabio Pagani, segretario della UIL PA Polizia Penitenziaria, che ha espresso soddisfazione per l’operato dei colleghi, sottolineando al tempo stesso l’urgenza di interventi strutturali: “Serve una riforma vera del sistema detentivo, più strumenti tecnologici, più unità cinofile e maggiori risorse. In carcere la droga vale il triplo rispetto al mondo libero, e l’illegalità è diventata endemica”.


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