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Polizia locale, prove di accordo sindacale sulla nuova ordinanza: 15 giorni di primo monitoraggio tra certezze sulla carta e diffidenza sul numero di serali e notti

All’interno dell’articolo: cosa cambia davvero, cosa resta invariato, il ruolo dello SDI e i timori dei sindacati su turni, ferie e carichi di lavoro. I sindacati non sono riusciti a sapere dall’Amministrazione quanti uomini ci mettono polizia di Stato e carabinieri per rinforzare il servizio riorganizzato, di cui, spiegano, non si possono fare carico solo o per la maggior parte i lavoratori del Comune

Oggi i sindacati dei lavoratori della polizia locale hanno incontrato l’amministrazione e il comando del corpo, incontro chiesto da loro perché nemmeno erano stati informati di quanto stava succedendo per quanto riguarda la nuova organizzazione dei servizi nel centro storico. I sindacati erano piuttosto inviperiti anche alla luce della quantità di notizie uscite a mezzo stampa e delle mezze informazioni date ai colleghi via SMS sui nuovi turni. C’era anche la possibilità che chiedessero la sospensione di 30 giorni prevista dalle norme per la trattativa o che oggi, su due piedi, proclamassero l’agitazione.

Al termine dell’incontro hanno spiegato che gli è stato detto che l’ordinanza è settimanale e verrà valutata di volta in volta, come i carichi di lavoro, in base anche alle ferie. Questa era la cosa che in primis, per la sicurezza e il benessere del lavoratore, preoccupava i sindacati. È stato detto all”incontro che le competenze della polizia locale restano invariate, quindi non ci sarebbe una diminuzione della figura dell’agente o ufficiale di PL. i cui compiti, al di là delle chiacchiere da social di chi sostiene che dovrebbero occupare solo di viabilità (niente di più falso) sono comunque stabiliti dalla legge del 1986. È stato messo nero su bianco che le forze dell’ordine hanno l’obbligo di fornire alla polizia locale, su richiesta, i dati contenuti nelle banche dati, lo SDI, cosa che prima avveniva in maniera un po’ affidata alla discrezionalità degli operatori che erano in turno e avevano l’accesso.

Cosa è lo SDI
Lo SDI, acronimo di Sistema di Indagine, è una banca dati utilizzata dalle forze dell’ordine per centralizzare e condividere informazioni utili alle indagini. È gestito dal Ministero dell’Interno e permette agli operatori autorizzati di accedere a dati, documenti e notizie rilevanti per la pubblica sicurezza e la prevenzione della criminalità.
In dettaglio, lo SDI: centralizza informazioni, raccoglie dati da diverse fonti, inclusi documenti, sentenze, operazioni bancarie autorizzate, denunce e attività delle forze dell’ordine, gacilita le indagini, permette agli operatori di accedere e incrociare dati da varie banche dati, inclusi quelli dell’ACI e della Motorizzazione, per svolgere le loro funzioni.
È interforze ed accessibile e utilizzato da diverse forze dell’ordine, come Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, per condividere informazioni e coordinare le attività. la Polizia locale, non essendo forza dell’ordine, è esclusa, pur avendo per legge i compiti che necessitano della consultazione per le indagini. L’accesso e l’utilizzo dei dati sono regolamentati e devono avvenire nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e delle finalità investigative. L’uso improprio dei dati dello SDI, come l’accesso non autorizzato o l’utilizzo per scopi non consentiti, può comportare conseguenze legali per gli operatori coinvolti.

I sindacati, nell’incontro di questa mattina, hanno voluto verificare che ci siano tutte le condizioni necessarie per i colleghi, a partire da evitare sovraccarichi di serali sul riposo, che le mansioni che restassero le stesse, che il nucleo Centro Storico, compreso il Gocs (Gruppo operativo contrasto stupefacenti) resti al suo posto, che non si utilizzi personale del territorio che è già in sofferenza. A fronte della rassicurazione su questi temi, i sindacati hanno accettato una prova per 15 giorni al termine dei quali rincontreranno l’Amministrazione per segnalare tutte eventuali le difficoltà. Se il modello non funzionerà, anche in termine di diritti e qualità del lavoro degli operatori, i sindacati hanno già fatto sapere che cambieranno la loro indicazione.

Viene mantenuta anche l’indennità di ordine pubblico, prima riconosciuta a 27 persone e che sarà ora riconosciuta a 32. Quello che cambia è il modello della divisione in tre zone. Ora, anche a seguito degli incontri con comitati e associazioni di quartiere, sono state individuate sette zone più critiche che saranno monitorate, alcune dalla polizia locale, alcune dalle forze di polizia. In servizio ci sarà sempre una pattuglia interforze a cui, però, la polizia locale non parteciperà. Non è stato possibile, per i sindacati della PL, sapere dal Comune quanti uomini ci metteranno la polizia di Stato e i Carabinieri. Un’informazione che chiedono di avere per valutare se il carico di lavoro è equamente distribuito. La preoccupazione dei rappresentanti dei lavoratori, a incontro finito, è fondamentalmente quella della quantità di turni notturni e serali (alcuni dei quali, ad esempio quelli che vanno dalle 21:00 alle 4:00 del giorno dopo, si svolgono, di fatto, di notte) e questo per la qualità della vita degli operatori. Se ne fossero richiesti troppi ai 65 del nucleo centro storico (questo il loro numero sottratti i colleghi del Gocs e i 4 ufficiali) , che in pianta organica dovrebbero essere un centinaio. Ora c’è anche la questione delle ferie estive, ovviamente già organizzate per tutto il reparto. la consistenza dell’impegno di polizia di Stato e Carabinieri è fondamentale per capire se non si stia caricando troppo (e quindi chiedendo troppi sacrifici) agli agenti comunali. Su questo e altre cose, i sindacati hanno chiesto un incontro politico urgente all’assessora Viscogliosi, anche per chiarirle che la trattativa dell’impegno dei lavoratori, quindi l’informazione alle organizzazioni che li tutelano, deve essere svolta prima di promettere impegni al tavolo per l’Ordine e la Sicurezza o alla Questura, prima di distribuire turni ai lavoratori, e, soprattutto, prima di dare in pasto all’opinione pubblica a mezzo stampa informazioni frammentarie e/o richiedere disponibilità ai lavoratori, tanto più se via sms. Questo anche per evitare il caos dei giorni scorsi. I sindacati hanno chiarito e vogliono chiarire anche sul piano politico che la condivisione è anche nell’interesse dell’amministrazione.

Il vice comandante facente funzioni Fabio Manzo ha spiegato che questa non è una riorganizzazione, che sarà fatta dal nuovo comandante. Ha dato anche la propria disponibilità per il monitoraggio che intendono effettuare i sindacati, che sarà strettissimo, nell’interesse dei lavoratori. Secodo i sindcati, sia il nucleo centro storico (alla luce del carico di lavoro) sia i nove distretti terrioriali sono sotto organico, ma lo è, ad esempio, anche il nucleo Commercio dell’Rsu.

Nel corpo c’è perplessità per i presidi fissi nelle zone sensibili in cui sono “ingabbiati” gli operatori della PL, con personale costretto a piantonare alcune vie con cambio sul posto. Tutti, forze dell’ordine comprese, hanno sempre detto che i posti fissi non servono. Sulla base di cosa sia fondato questo diametrale cambio di orientamento non è dato né saperlo né intuirlo.

Aggiornamento: dal Comune riceviamo e pubblichiamo la nota a seguito dell’incontro urgente richiesto dai sindacati. Nella convocazione fatta in fretta e furia sabato sera, dopo la richiesta urgente delle organizzazioni sindacali, sono state dimenticate le RSU che questa mattina, quindi, non erano convocate.

«Si è tenuto questa mattina negli uffici del Matitone l’incontro tra l’assessora alla Sicurezza e Polizia Locale Arianna Viscogliosi, il vicecomandante della Polizia Locale Fabio Manzo e i rappresentanti dei sindacati per definire le novità in tema di controllo del territorio del Centro Storico. Nel corso della riunione sono state illustrate le modalità di controllo del territorio stabilite dalla nuova ordinanza del Questore di Genova, fornendo ai rappresentanti dei lavoratori alcune precisazioni. «È stato un incontro positivo che ho voluto convocare perché fossero illustrate ai sindacati e ai rappresentanti dei lavoratori i dettagli dell’ordinanza del Questore di sabato – ha detto l’assessore Viscogliosi – con il vicecomandante abbiamo voluto puntualizzare alcuni aspetti a partire dal riconoscimento del prezioso lavoro del Corpo, attestazione emersa in modo unanime durante le ultime riunioni sull’ordine e sicurezza in Prefettura. Il ruolo e la presenza della Polizia Locale nel centro storico resta inalterato e, con alcuni accorgimenti sulla turnistica, condivisi con i rappresentanti sindacali e sull’impianto esistente, sarà possibile dare maggiore copertura nelle ore serali ai servizi in quelle zone indicate come più critiche, in particolare l’ex Ghetto, la Darsena, le Vigne e Prè, dove la presenza degli agenti del Nucleo centro storico e del Gocs, che ben conoscono il territorio e le sue problematiche, possono essere efficaci nella risposta ai residenti, operatori economici e turisti» In particolare, le organizzazioni sindacali sono state rassicurate sia sul riconoscimento delle competenze giuridiche e professionali in seno alla Polizia Locale (e, in particolare, del Nucleo Centro Storico e del Gruppo Operativo di Contrasto agli Stupefacenti di cui conferma la piena operativa e la medesima composizione organica), sia sulla sostenibilità dell’impegno (in termini di personale, orari di lavoro e condizioni di sicurezza) richiesto dai nuovi servizi di controllo.  A tal proposito, l’amministrazione ha proposto alle organizzazioni sindacali di organizzare un nuovo incontro tra circa 20 giorni per valutare l’adozione di eventuali misure correttive alle criticità che potranno emergere nel primo periodo di attuazione del nuovo dispositivo. Le parti sindacali hanno, altresì, ricevuto conferme sul mantenimento dell’indennità economica di ordine pubblico per tutti gli operatori impiegati nei presidi anti degrado del centro storico espressamente indicati nell’ordinanza del Questore di Genova».




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