Centro storico, il Sulpl difende la vivibilità dei carruggi e la polizia locale: «Non smantellate un modello che funziona»

Il sindacato contesta il ritorno al coordinamento “bipartito” da cui la PL verrebbe espulsa e porta i numeri a sostegno del ruolo della “Locale” nei vicoli. Qualche esempio? Il Corpo è intervenuto due volte a Caricamento per un uomo che cercava di colpirne un altro con la katana e un altro che aveva ferito gravemente un ragazzo. In piazza Matteotti un agente, secondo gli stessi medici che poi hanno curato la vittima, ha salvato un altro giovane accoltellato tamponando l’emorragia. Questo è successo perché la polizia locale c’era. Era sul posto

La discussione sul futuro della sicurezza nel centro storico di Genova si accende dopo le dichiarazioni di Roberto Traverso (SIAP – Sindacato della Polizia di Stato), che ha definito un “ritorno alla razionalità” l’ipotesi di superare l’attuale modello “tripartito” (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale) a favore di una gestione “bipartita” incentrata esclusivamente sulle forze statali.

Ma a smontare la narrazione di un modello fallimentare arriva una presa di posizione netta da parte del SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), che in una lettera inviata all’assessora comunale alla Sicurezza Arianna Viscogliosi rivendica i risultati concreti ottenuti in questi anni dalla Polizia Locale nei caruggi.
📊 I numeri parlano chiaro
Secondo i dati riportati nella comunicazione, tra il 2022 e il 2025 la Polizia Locale ha compiuto:
- Oltre 140 arresti per spaccio nel 2023 (triplicati rispetto al 2021)
- 58 arresti nel 2022 e 90 arresti per spaccio e 276 per reati predatori nel 2024
- Ulteriori 8 arresti solo tra marzo e giugno 2025
- Operazioni mirate nei quartieri più sensibili, sequestri di crack e cocaina, e intensificazione dei presidi nei vicoli
Numeri che il segretario provinciale Claudio Musicò definisce «indicatori tangibili di un impegno serio e costante, non solo repressivo ma anche preventivo e sociale». Proprio per questo, secondo il SULPL, l’idea di ridurre la Polizia Locale a un ruolo secondario rappresenterebbe un grave passo indietro.
“Non difendiamo ruoli, ma risultati”
Il sindacato chiede trasparenza e chiarezza: «È questa la visione della sicurezza urbana per Genova?», si chiede Musicò nella sua lettera. Pur dichiarandosi disponibile a una “riorganizzazione migliorativa”, il SULPL rifiuta ogni logica di marginalizzazione e solleva il dubbio che la decisione non sia stata condivisa con i territori.
Il messaggio al Comune è chiaro: «Non si tratta di difendere posizioni, ma di valorizzare chi ogni giorno presidia e conosce i vicoli. Se davvero si vuole una sicurezza efficace, siamo pronti a dialogare».
In attesa di una risposta ufficiale, il dibattito sulla gestione del centro storico resta aperto e sempre più centrale nel panorama politico (e, purtroppo anche sindacale) genovese. Certamente, se questa linea passerà, avranno presto da dire la loro anche i cittadini. Perché non si possono cambiare cose che hanno funzionato, sempre relativamente al contesto dato, con un accordo tra politici e funzionari ministeriali, senza sentire l’opinione di chi poi le conseguenze dovrà sopportarle sulla propria pelle.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.