I tentacoli della piovra a Genova, applicata la sorveglianza speciale per affiliato a Cosa Nostra già condannato per mafia

La Dia, Direzione Investigativa Antimafia: «Pericolosità attuale, anche dopo anni di condanne definitive»

La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha eseguito oggi a Genova un decreto di applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni nei confronti di Roberto Sechi, soggetto già condannato in via definitiva per associazione mafiosa. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Genova – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta della Procura Distrettuale e della DIA, con la collaborazione della Divisione Anticrimine della Questura.

L’uomo, attualmente agli arresti domiciliari, è considerato ancora oggi socialmente pericoloso. Sottoposto in passato anche alla confisca dei beni ai sensi dell’art. 12 sexies del D.L. 306/92, vanta un lungo curriculum giudiziario a partire dagli anni ’90. Tra le condanne figurano il favoreggiamento continuato della prostituzione (1999) e, soprattutto, una pesante sentenza emessa nel 2004 per associazione mafiosa, riconducibile alla sua affiliazione alla cosca guidata da Salvatore Fiandaca, legata al boss Giuseppe “Piddu” Madonia, figura apicale di Cosa Nostra nella provincia di Caltanissetta.
Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe diretto una “decina” mafiosa nel capoluogo ligure, occupandosi di attività illecite come il gioco clandestino del lotto e del totocalcio, insieme ad altri affiliati originari della Sicilia.
A conferma della sua pericolosità, la DIA ricorda anche la recente condanna definitiva del marzo 2025 per reati commessi tra il 2012 e il 2017, tra cui interposizione fittizia di beni, favoreggiamento e falsità ideologica.
Cos’è la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno?
Si tratta di una misura di prevenzione prevista dal Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011) che viene applicata a soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica, anche al di fuori di condanne penali recenti. La sorveglianza speciale impone diverse limitazioni, tra cui l’obbligo di soggiornare in uno specifico Comune, il divieto di frequentare determinate persone o luoghi, e la possibilità di essere sottoposti a controlli frequenti da parte delle forze dell’ordine.
Questa misura ha lo scopo di monitorare e limitare l’operatività di soggetti che, pur formalmente liberi, risultano ancora attivi o in grado di condizionare l’ambiente criminale o economico.
L’operazione odierna rappresenta un ulteriore passo della DIA nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nel nord Italia, con particolare attenzione alla Liguria, da tempo considerata zona sensibile per la presenza di interessi e reti della criminalità organizzata.
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