Oggi a Genova 

Centro storico, degrado e dipendenze: i cittadini organizzano un’assemblea pubblica

Spadarotto (“Via del Campo e Caruggi”): «Situazione inaccettabile da troppo tempo. Servono contromisure immediate». Dopo la denuncia dell’associazione, è cominciato in questi giorno un servizio della polizia locale. Necessario, ma secondo i cittadini servono anche «assistenza, presenza istituzionale, rigenerazione urbana e coinvolgimento diretto dei residenti»

Un uomo steso a terra nei vicoli del centro storico, apparentemente in stato di incoscienza, tra muri fatiscenti e segni evidenti di degrado. È la scena documentata questa mattina da Christian Spadarotto, portavoce dell’associazione Via del Campo e Caruggi, in un post pubblicato su Facebook che ha rapidamente raccolto decine di commenti e ulteriori testimonianze.

“Il buongiorno si vede dal mattino nel ghetto”, ha scritto Spadarotto, annunciando l’organizzazione di un’assemblea pubblica prevista per la fine della prossima settimana. “La situazione è inaccettabile da troppo tempo e diffusa in diversi quartieri. Sarà un’occasione per valutare le proposte e raccogliere suggerimenti per pretendere contromisure immediate. Se pensate ai bastoni come soluzione, statevene a casa”.

L’annuncio arriva dopo giorni di nuove segnalazioni da parte di cittadini e associazioni sullo stato di abbandono dei vicoli genovesi, dove si moltiplicano episodi legati alla tossicodipendenza, in particolare all’uso del crack. Nei commenti al post di Spadarotto, altri utenti hanno condiviso immagini simili, documentando situazioni analoghe in vari orari e punti della città vecchia.

Il tema è stato sollevato anche da GenovaQuotidiana in un articolo pubblicato il 16 giugno scorso, dal titolo “Emergenza crack nel centro storico: sangue nei vicoli, quartieri al collasso”, in cui lo stesso Spadarotto chiedeva “un intervento immediato e strutturato”.

In risposta alle pressioni del comitato, il Comune di Genova – attraverso la Polizia Locale – ha avviato un nuovo servizio di controllo della zona. Ma secondo l’associazione, la misura non basta: occorre un piano più ampio che comprenda assistenza, presenza istituzionale, rigenerazione urbana e coinvolgimento diretto dei residenti. Il presidio è fondamentale, ma per agire alla radice del problema servono interventi sociali convincenti.

L’assemblea pubblica in programma punta proprio a questo: riunire cittadine e cittadini, ascoltare proposte e fare rete, per riportare dignità e vivibilità nei quartieri storici di Genova.


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