Pronto soccorso del Galliera al collasso, ambulanze bloccate per ore, le pubbliche assistenze: «Così esplodiamo»

Due mezzi della Croce Bianca Genovese fermi da quasi tre ore. Nove ambulanze in attesa al pronto soccorso dell’ospedale di Carignano. Mentre gli altri ospedali (come rivelano le tabelle del sito online) sono relativamente vuoti rispetto alla possibile portata. E le ambulanze vengono immobilizzate pregiudicando soccorsi puntuali ad altri pazienti

Due ambulanze della Croce Bianca genovese, una della sede centrale e una di Carignano, sono bloccate da tre ore all’ospedale Galliera, in attesa di poter consegnare i pazienti presi in carico. Una in codice giallo, l’altra in codice verde, ferme nel piazzale insieme ad altre sette ambulanze che non riescono a entrare nel flusso del pronto soccorso ormai saturo.

«È così da giorni – spiegano i militi – il Galliera sta esplodendo. I posti letto sono finiti, il personale è insufficiente e la disorganizzazione nella gestione delle urgenze tiene bloccate le barelle per ore. Così si tolgono mezzi dalla strada, e il sistema va in tilt».
Il confronto tra gli ospedali: squilibrio evidente
Le schermate ufficiali dei flussi ospedalieri mostrano una situazione sbilanciata: al Galliera ci sono 22 pazienti in attesa e 81 in cura, con un grado di affollamento classificato come “molto affollato”. Al contrario, il Policlinico San Martino, pur avendo 95 pazienti in cura, gestisce l’afflusso con maggiore fluidità: solo 10 persone in attesa e un livello di pressione definito “normale”.
Situazione intermedia a Villa Scassi, che segna 12 pazienti in attesa e 76 in cura, con un grado di affollamento “lievemente affollato”. Stabile anche il pronto soccorso dell’Ospedale Evangelico Internazionale – San Carlo di Voltri, dove si contano 5 persone in attesa e 25 in trattamento.
Un sistema sotto pressione
Il caso del Galliera mette a nudo un nodo strutturale: ambulanze che restano ferme per ore, barelle occupate, infermieri sovraccarichi e pazienti costretti ad aspettare troppo a lungo. Secondo i dati aggiornati, al Galliera si registrano:
- 22 pazienti in attesa (di cui 2 codici arancioni, 9 azzurri, 9 verdi e 2 bianchi)
- 81 pazienti in trattamento (14 rossi, 29 arancioni, 25 azzurri, 11 verdi, 2 bianchi)
Mentre al San Martino:
- 10 pazienti in attesa (3 arancioni, 3 azzurri, 3 verdi e 1 bianco)
- 95 in cura (21 rossi, 36 arancioni, 35 azzurri, 3 verdi)
E a Villa Scassi:
- 12 in attesa (3 arancioni, 4 azzurri, 5 verdi)
- 76 in cura (5 rossi, 30 arancioni, 37 azzurri, 4 verdi)




Il grido delle pubbliche assistenze
«Servono azioni immediate, a partire da una redistribuzione dei carichi tra gli ospedali genovesi e un piano straordinario per liberare le barelle e rimettere in circolo le ambulanze», denunciano da tempo i volontari delle pubbliche assistenze. «Non si può continuare così: ogni minuto in attesa è un rischio per la salute dei pazienti e un colpo al sistema di emergenza territoriale».
A preoccupare, oltre all’affollamento, è il blocco dei mezzi di soccorso: ambulanze che restano immobili, impossibilitate a riprendere servizio in strada, con gravi ripercussioni sull’intero sistema di emergenza. Una spirale pericolosa che espone pazienti e operatori a disagi e rischi crescenti.
«È evidente che serva un intervento urgente – sottolinea un soccorritore – non possiamo permettere che il sistema di emergenza collassi sotto il peso della disorganizzazione. Qui non si parla solo di posti letto: serve coordinamento tra le strutture, redistribuzione dei carichi e rinforzi. Altrimenti rischiamo che la prossima emergenza ci trovi totalmente impreparati».
Una situazione ormai insostenibile, che richiede risposte concrete da parte delle istituzioni sanitarie e un piano immediato per ribilanciare i carichi tra gli ospedali genovesi, prima che le conseguenze diventino irreparabili.


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