Skymetro, scontro aperto tra Comune di Genova e Ministero: Salis chiede proroga, dal Mit arriva il no

La sindaca: “Richiesta già fatta dalla giunta precedente”. Piana e Gambino: “Così rischiamo di perdere 398 milioni”. Pastorino: “Opera con mille punti interrogativi”. Traversi (M5S): “Basta frottole: non perderemo i soldi”

È scontro istituzionale sul progetto dello Skymetro per la Val Bisagno. Dopo che la sindaca di Genova Silvia Salis ha annunciato l’intenzione di chiedere una proroga di un anno sui tempi di aggiudicazione dell’appalto, la reazione del Ministero delle Infrastrutture non si è fatta attendere: nessuna proroga concessa, il termine per l’assegnazione dei lavori resta fissato al 31 dicembre 2025.

La polemica è esplosa a partire da un intervento della sindaca, intervenuta questa mattina a un incontro al Porto Antico: “È possibile chiedere una proroga di un anno e lo faremo. Il fatto che aprano velocemente questa interlocuzione vuol dire che quello che hanno detto in campagna elettorale non è vero e che il Ministero è disponibile a modificare un progetto”. Salis ha ribadito come il progetto, nella sua attuale versione, presenti ancora molte criticità tecniche: “Non solo non è cantierabile, ma ha una serie di nodi complessi da superare nei tempi richiesti”.
Secondo la sindaca, già il 16 maggio 2025 la precedente giunta aveva formalmente richiesto al Mit una proroga di sei mesi, come documentato in una nota ufficiale trasmessa dagli uffici tecnici del Comune.
Perentorio il ministero, che con una nota fa sapere: «In riferimento alle dichiarazioni rilasciate oggi dalla sindaca di Genova Silvia Salis in merito al progetto SkyMetro, si ritiene doveroso precisare che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non ha mai espresso disponibilità a concedere ulteriori proroghe: il progetto deve essere appaltato entro il prossimo 31 dicembre». Ieri, nel corso del question time in Commissione trasporti alla Camera, il Mit ha chiarito che l’iter autorizzativo è definito, le scadenze sono fissate, e non esiste l’ipotesi di una proroga ulteriore. «Ogni altra interpretazione è destituita di fondamento e rischia di generare confusione – prosegue la nota -. Eventuali ritardi, rispetto agli iter autorizzativi concordati col Comune di Genova, rischiano di portare a un definanziamento anticipato al fine di poter utilizzare le risorse in altre città”. Il Mit “confida, quindi, in un chiarimento a breve per capire se il Comune è ancora interessato all’opera. Nel qual caso, chiediamo che si esprima con urgenza per poter utilizzare al meglio le risorse».
La reazione del Ministero ha però spiazzato Palazzo Tursi: “Sono sorpresa della nota del Mit — ha dichiarato Salis —. La proroga era stata chiesta dalla giunta Piciocchi, stupisce che il Ministero non abbia dato riscontro su quella richiesta ma abbia risposto con tempestività alle mie dichiarazioni a margine di un evento”.
Non si è fatta attendere la replica politica. Il consigliere regionale Alessio Piana (Lega) ha lanciato l’allarme: “La richiesta del Comune di bloccare la Via e rinviare la Conferenza dei Servizi mette in seria discussione la realizzazione dello Skymetro. Così facendo rischiamo di perdere i 398 milioni già stanziati. Se si rinviasse la Conferenza, il rischio di definanziamento sarebbe immediato”.
Anche Sergio Gambino (FdI) ha attaccato duramente la sindaca: “Il Mit è stato netto: nessuna proroga, appalto da assegnare entro il 31 dicembre. Altro che ‘non cantierabile’. Ancora una volta vediamo la solita sinistra che rallenta e blocca. Genova ha bisogno di correre, non di tentennamenti”.
Più articolata la posizione dell’onorevole Luca Pastorino (Pd), che da tempo segue il dossier: “La risposta alla mia interrogazione alla Camera ha certificato che il progetto presenta prescrizioni importanti, e che oggi i fondi a disposizione coprono il tracciato solo fino a Ponte Carrega. Ci sono ancora troppi nodi da sciogliere. È positivo che il Ministero abbia aperto alla possibilità di un tavolo di confronto. È fondamentale allungare i tempi del finanziamento per non compromettere l’opera”.
Intanto, il documento ufficiale trasmesso dal Comune al Mit lo scorso 16 maggio chiarisce che le criticità emerse in sede di parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la necessità di nuove verifiche ambientali e la fase transitoria dovuta al cambio di amministrazione avrebbero già reso necessario prevedere un differimento dei tempi.
Il caso resta dunque aperto, e lo Skymetro rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro politico a Genova, con la Val Bisagno — e i suoi cittadini — ancora in attesa di capire se e quando potranno finalmente contare su un sistema di trasporto rapido e moderno.
Aggiornamento
Alla polemica sullo Skymetro si è aggiunta in serata anche la voce del Movimento 5 Stelle, con l’intervento del deputato ed ex sottosegretario al MIT Roberto Traversi: “Basta frottole: non perderemo i soldi”, ha dichiarato.
“Avendo ricoperto il ruolo di sottosegretario al MIT, posso tranquillamente affermare che la direzione ministeriale non è solita fare comunicati — ha sottolineato Traversi —. Quindi mi chiedo: chi ha firmato la nota sul diniego alla proroga e chi sostiene che potremmo perdere le risorse? Non è vero che se non si procede con l’attuale progetto dello Skymetro entro fine dicembre c’è il rischio che i soldi destinati a Genova vengano trasferiti ad altre città. Anzi, potranno semmai essere impiegati per eventuali altri interventi di trasporto rapido di massa”.
Secondo il parlamentare pentastellato, l’attuale versione del progetto richiede una revisione sostanziale: “Che una revisione complessiva dell’opera sia urgente mi pare lapalissiano: gli unici a non rendersene conto sono gli esponenti regionali e nazionali del centrodestra”.
Poi l’affondo politico: “Il progetto tanto caro a Bucci e Piciocchi è in realtà un non-progetto, viziato da prescrizioni, come ben sappiamo. Se i titolari del Ministero competente hanno davvero a cuore gli interessi di Genova, fermino l’iter e rivedano le loro posizioni. Insistere nel negare la proroga richiesta dalla sindaca Salis denota un atteggiamento di ripicca che non giova alla mobilità della città”.
Intanto, nel dibattito si è inserito oggi anche un duro intervento dei deputati PD Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, che hanno criticato la posizione del Ministero e sollecitato nuovamente la richiesta di proroga: “È davvero spiacevole leggere la nota odierna del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che smentisce la risposta dello stesso MIT data ieri alla nostra interrogazione sullo Skymetro di Genova”, affermano.
“Non sappiamo cosa possa essere successo nelle ultime ore. Non vogliamo credere che il Mit, il cui vice ministro è anche il genovese Edoardo Rixi, chiuda completamente rispetto a ogni possibilità di proroga necessaria per realizzare un’opera di mobilità pubblica veloce e in sede propria per la Val Bisagno”, proseguono i parlamentari, ricordando come in situazioni analoghe “su finanziamenti dallo stesso profilo siano state concesse proroghe a molti altri Comuni”.
“Non capiamo perché su Genova si dovrebbe usare un parametro diverso. Sarebbe triste dover affermare che la destra e il viceministro Rixi stanno anteponendo la propria contrarietà al volere stesso dei cittadini interessati dall’infrastruttura”, attaccano Ghio, Pandolfo e Pastorino.
Secondo i deputati PD, i ritardi attuali sarebbero “tutti ascrivibili alla precedente giunta Piciocchi e Bucci”, e allo stato attuale “non esiste progetto cantierabile”.
“Speriamo ovviamente di sbagliarci e siamo certi che le strutture tecniche del Ministero si esprimeranno in maniera diversa. Per questo torniamo a chiedere una necessaria proroga per la presentazione di un progetto adeguato e rispondente alle esigenze del territorio, aprendo a nuovi tavoli di confronto”, concludono i deputati.
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