Infortuni sul lavoro: in Liguria 8 morti nei primi 4 mesi del 2025. La Cgil: «È una strage, andiamo a votare per fermarla»

Il segretario generale ligure Calà: «Indignarsi non basta più, serve mobilitazione. Sì ai referendum sul lavoro»

Otto morti sul lavoro nei primi quattro mesi del 2025 in Liguria. Due in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A lanciare l’allarme è la CGIL Liguria, che commenta i dati INAIL aggiornati al 30 aprile, definendo la situazione “una vera e propria strage”.

A livello nazionale i decessi registrati nello stesso arco di tempo sono 291. Dati che, secondo il segretario generale della CGIL Liguria Maurizio Calà, richiedono un cambiamento profondo e immediato:
“Non bastano più le commemorazioni, gli annunci di nuove assunzioni negli ispettorati, le frasi di circostanza. È il momento di agire concretamente. Politica e imprese devono assumersi le proprie responsabilità”.
“La sicurezza non è negoziabile”
L’appello della CGIL è chiaro: partecipare attivamente al voto referendario di domenica 9 e lunedì 10 giugno.
Uno dei quesiti proposti riguarda proprio la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un tema che – alla luce dei numeri – non può più essere ignorato.
“Indignarsi non basta più, ognuno di noi può fare qualcosa. Votare sì significa chiedere con forza un cambiamento che non può essere più rimandato”, prosegue Calà.
I numeri della Liguria
Secondo le elaborazioni del responsabile dell’Ufficio Economico CGIL Genova e Liguria Marco De Silva, nei primi quattro mesi dell’anno si contano:
5.892 infortuni totali sul lavoro,
780 malattie professionali, in crescita del +23,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Un dato che preoccupa non solo per l’entità, ma per la tendenza costante all’aumento, segno che le condizioni di sicurezza continuano a essere trascurate, specie nei settori più fragili.
Una battaglia di civiltà
Il sindacato rilancia dunque la sua mobilitazione per fermare quella che definisce una “carneficina” silenziosa, che ogni settimana spezza vite e famiglie. Il voto referendario è visto come un’occasione di svolta concreta, per riportare al centro il tema della dignità del lavoro e della tutela della persona.
“Non è tollerabile morire mentre si lavora. Non è accettabile che nel 2025 si perda la vita perché non si investe abbastanza in prevenzione, formazione, controlli. Mobilitiamoci”, conclude Calà.
In copertina: foto di stock
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.