Davide Rossi (Lega): «Un municipio inclusivo e pragmatico, che parte da San Teodoro per rilanciare tutto il Centro Ovest»

Intervista al candidato del centrodestra alla presidenza del Municipio Centro Ovest (San Teodoro e Sampierdarena)

Ventiquattro anni di esperienza nei municipi e una carriera politica costruita sull’ascolto del territorio. Davide Rossi, esponente della Lega, corre per la presidenza del Municipio Centro Ovest, puntando su pragmatismo, inclusione e rigenerazione urbana. In questa intervista racconta la sua visione per una delle aree più popolose e complesse della città.

Rossi, come nasce la sua candidatura alla presidenza del Municipio?
È per me un punto d’arrivo naturale. Da quasi 24 anni mi occupo di politica nei municipi, partendo dal basso, sempre con un approccio concreto, fondato sull’ascolto e sulla mediazione. Conosco bene i bisogni del territorio e mi candido per portare soluzioni di buon senso, con un’attenzione particolare a San Teodoro, spesso schiacciata dalle problematiche di Sampierdarena.
Quali sono le priorità del suo programma?
Ho raccolto proposte dalle associazioni, dai commercianti, dai cittadini e naturalmente dai partiti del centrodestra. Il mio programma mette al centro esigenze reali: maggiore vivibilità, riqualificazione urbana, attenzione alla sicurezza sia percepita che reale, in particolare in piazze simbolo come Vittorio Veneto e Masnata. E poi un’integrazione vera, fatta di doveri e diritti, non solo slogan.
Parla spesso di inclusione. In che modo il Municipio può agire in questo ambito?
Vorrei un municipio dell’inclusione, che combatta davvero le barriere architettoniche, sensoriali e mentali. Troppe volte la burocrazia rende insormontabili problemi che potrebbero essere risolti con buon senso e flessibilità. Voglio mettere al centro le disabilità e rendere il municipio più accessibile per tutti.
Ci sono interventi specifici che spera di realizzare?
Mi auguro di concludere la riqualificazione dei voltini di via Buranello, e di trasformare Campasso in un vero polo di aggregazione sociale e sportiva. Sogno una via Buozzi che torni a essere il giardino sul mare della città, un’accoglienza degna per i crocieristi. Penso anche alla valorizzazione del cimitero della Castagna, secondo monumentale della città: il rispetto per i defunti è indice di una comunità inclusiva.
E per quanto riguarda le aree dismesse?
I grandi vuoti urbani come l’ex manifattura tabacchi, l’ex area Enel o le batterie di Granarolo devono diventare occasioni di rilancio. Servono funzioni riqualificanti che portino lavoro, servizi, spazi per i cittadini.
Ha parlato anche di servizi a San Teodoro.
Sì, sarà uno dei miei primi atti: voglio riportare un CUP e un ufficio anagrafe a San Teodoro. È un quartiere con una popolazione anziana, che non può essere costretta a spostarsi fino a Sampierdarena per ogni esigenza. San Teodoro merita più attenzione.
In sintesi, qual è la sua visione?
Un municipio pragmatico, che ascolta, risolve, valorizza. Senza ideologie, con concretezza. Che investe nella rigenerazione urbana, nei servizi di prossimità, nell’inclusione. Un territorio che torna a credere nel futuro partendo dalle sue comunità.
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