Comunali 2025 

Cornigliano dimenticata, la sfida di Donatella Alfonso: «Ora basta vetrine, serve una visione vera per il futuro del quartiere»

Intervista alla candidata del Partito Democratico al Consiglio comunale: «Un elefante nella stanza di queste elezioni. Ma Cornigliano non si cancella»

«Cornigliano è l’elefante nella stanza di queste elezioni comunali: tutti lo vedono, ma nessuno ne parla davvero». Donatella Alfonso, giornalista, scrittrice e oggi candidata al consiglio comunale nella lista del Partito Democratico, ha le idee chiare su quale sia una delle più grandi rimozioni collettive nella campagna elettorale per il voto del 25 e 26 maggio: «È un quartiere che ha pagato più di tutti, ma che da anni aspetta risposte concrete e riceve solo restyling di facciata».

Alfonso parte da un’immagine netta: Cornigliano come un elefante che attraversa un fiume pieno di gorghi. «Un fiume fatto di promesse disattese e criticità storiche – spiega – e un futuro ancora tutto da scrivere. Penso, ad esempio, alle aree a mare di Villa Bombrini: la sentenza del Consiglio di Stato ha scongiurato la loro trasformazione in un parcheggio per camion. Ma ora bisogna riempire quello spazio di senso e di progetto».

L’eredità industriale e la domanda inevasa sul lavoro

La consigliera uscente e candidata Pd non risparmia critiche all’amministrazione uscente. «In otto anni di governo del centrodestra – afferma – Cornigliano è stata usata come una vetrina. Si è completato solo quanto già deciso dalle giunte precedenti, come i lavori di via Cornigliano, ma appena ci si allontana dalla strada principale il degrado è evidente. Villa Serra, restaurata con fondi pubblici, è stata lasciata marcire e poi data in gestione alla Comunità di Sant’Egidio, mentre il fantomatico Museo dell’Acciaio è evaporato dopo aver già fatto spendere 30 mila euro alle casse comunali».

Ma il nodo centrale, secondo Alfonso, resta quello del lavoro e dell’identità industriale: «Il destino dell’ex Ilva, le incognite su Baku Steel, la crisi di Erzelli, i licenziamenti in Ericsson, la mancanza di investimenti pubblici e privati… Tutti temi che toccano profondamente anche Cornigliano. E non basta dire ‘faremo’, serve una visione industriale per tutta Genova. Perché il lavoro deve esserci, e deve essere lavoro buono, non precario né inquinante».

Luoghi, memoria, partecipazione

Relativamente al confronto organizzato dal Partito Democratico con Antonio Misiani, Silvia Salis e Alberto Pandolfo, a cui ha partecipato anche Giancarlo Furfaro (responsabile industria Pd – Genova e candidato al Consiglio comunale), Alfonso rivendica l’importanza della memoria collettiva. «Il centro civico di viale Narisano – ricorda – è stato il cuore della lotta delle Donne di Cornigliano. Abbiamo chiesto che venga intitolato a Leila Maiocco, figura straordinaria che ha incarnato lo spirito di mobilitazione del quartiere. Ma la maggioranza ha detto no. Noi ci impegniamo a riprendere quella proposta. È un atto di giustizia e rispetto».

Alfonso insiste molto sul coinvolgimento del territorio: «Cornigliano non può essere pianificata dall’alto – dice -. Servono spazi per le associazioni, una rete culturale che valorizzi le ville storiche, la riapertura della valletta del Rio San Pietro – un parco da 12 ettari oggi inaccessibile – e un vero percorso di archeologia industriale che coinvolga anche Campi e la Valpolcevera».

«Ci sono ancora giovani e donne che alzano la voce: ascoltiamoli»

“È finito il tempo delle promesse e degli slogan – conclude Alfonso – Cornigliano ha un potenziale enorme, ma è stato ignorato. Per fortuna, ci sono ancora giovani, donne e comitati che si fanno sentire. È tempo di ascoltarli, non solo applaudirli. È tempo di scegliere una politica che guardi dietro le vetrine e apra le porte».


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