Comunali 2025 

Carlo Felice, il PD e Salis attaccano Piciocchi: «Parole gravi e inaccettabili contro i lavoratori»

Il Partito Democratico ha reagito con durezza. In una nota congiunta, Simone D’Angelo, segretario metropolitano PD Genova, Davide Patrone, capogruppo PD in Comune, e Donatella Alfonso, consigliera comunale, hanno definito le parole di Piciocchi “sconcertanti”:

Nel pieno della campagna elettorale per il Comune di Genova, le dichiarazioni del vicesindaco reggente Pietro Piciocchi sullo sciopero al Teatro Carlo Felice hanno acceso un acceso scontro politico. Secondo quanto riportato da più fonti, Piciocchi avrebbe accusato i lavoratori della Fondazione Teatro Carlo Felice di un attacco politico nei suoi confronti, collegando lo sciopero – poi sospeso dai sindacati – a un vantaggio per la sinistra a pochi giorni dal voto. Ancora più gravi le presunte affermazioni riguardo il rischio di chiusura del teatro in caso di vittoria del centrosinistra.

Il Partito Democratico ha reagito con durezza. In una nota congiunta, Simone D’Angelo, segretario metropolitano PD Genova, Davide Patrone, capogruppo PD in Comune, e Donatella Alfonso, consigliera comunale, hanno definito le parole di Piciocchi “sconcertanti”:

“Mai la campagna elettorale per il Comune di Genova era caduta così in basso. Le dichiarazioni del vicesindaco rappresentano una becera strumentalizzazione politica fatta sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici del Carlo Felice. È inaccettabile agitare lo spauracchio della chiusura del Teatro per fini elettorali, offendendo chi lavora con impegno per la cultura in città”.

A sostenere la posizione del centrosinistra è intervenuta anche Silvia Salis, candidata sindaca per il campo progressista, che ha ribadito l’impegno a confermare il contributo comunale al Teatro:

“Una volta sindaca, il contributo del Comune alla Fondazione Carlo Felice verrà interamente confermato. Quello che dovrà cambiare è il contributo della Regione: se fosse allineato a quello del Comune, la Fondazione e i suoi dipendenti potrebbero affrontare il futuro con maggiore serenità e prospettiva”.

Ma le parole di Salis hanno provocato la reazione dell’assessore regionale alla Cultura Simona Ferro, che ha difeso l’operato della giunta Toti e accusato la candidata di “ignorare i fatti”.

“Con il centrodestra al governo, i contributi regionali sono passati da 1 a 3 milioni di euro, triplicati rispetto alla giunta Burlando. Il Comune ha raddoppiato i suoi stanziamenti. Il Carlo Felice è oggi la fondazione lirico sinfonica italiana che riceve più fondi dagli enti locali. Salis fa solo propaganda e dimostra di non conoscere i numeri”.

Nonostante le repliche, la polemica sollevata dalle presunte parole di Piciocchi continua a tenere banco e ad agitare il clima elettorale. Il centrosinistra insiste nel chiedere rispetto per i lavoratori e trasparenza sulle politiche culturali, mentre il centrodestra rivendica i risultati ottenuti sul fronte dei finanziamenti pubblici.

In attesa della prima di Carmen, prevista a breve, il Teatro Carlo Felice diventa così il simbolo di una contesa elettorale che tocca non solo la cultura, ma la dignità di un’intera comunità di lavoratori e cittadini.

NB: abbiamo chiesto alle 18:25 una replica di Piciocchi al portavoce del candidato sindaco del centrodestra. Alle 19:40 non abbiamo ricevuto risposta, quindi pubblichiamo senza replica, che aggiungeremo nel caso in cui arrivasse.


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