I quindici anni dall’omicidio della guardia zoofila Fichera e della guardia venatoria Quartini, il ricordo dell’associazione 4A e di Angelo Spanò

Il 12 maggio del 2010, un grave lutto colpiva la Lipu e l’associazione 4A (Associazione Amici Animali Abbandonati) e tutto il mondo ambientalista e animalista. Durante un azione di sequestro per maltrattamento cani, la guardia venatoria Paola Quartini della Lipu e la guardia zoofila Elvio Fichera della 4A, venivano uccisi a colpi di pistola dal cacciatore Renzo Castagnola, custode degli animali, il quale si opponeva al sequestro

L’associazione 4A (Associazione Amici Animali Abbandonati) ricorda così le due guardie

Ciao Elvio
Ricorderemo per sempre la tua passione e il tuo impegno per gli animali,
sei stato ucciso barbaramente ucciso per difendere i loro diritti, la tua morte è stata una tragedia, ma
continueremo a lottare per la causa che hai iniziato, tanti anni fa,
Porteremo avanti il tuo sogno e l’associazione con orgoglio, continueremo a lottare per i più deboli con passione, proprio come ci hai insegnato
Guidaci da lassù caro Elvio❤️
Un grande bacio anche a Paola della LIPU che era con te in quel tragico giorno!
Clara
Patrizia
Alessandro
Sebastiano
Lorella

Aggiunge la ex guardia zoofila, il verde Angelo Spanò: «Queste due guardie erano molto esperte, vantavano anni di servizio – racconta -. Si erano presentati al Castagnola con regolare mandato della Procura della Repubblica, ed erano accompagnate da due carabinieri e due vigili urbani. Nonostante queste precauzioni e la legittimità dell’atto, il cacciatore decideva di sparare alle guardie con crudeltà, uccidendole sul colpo, ferì anche la moglie e poi rivolse l’arma contro se stesso. La tragica morte dello sparatore rende ancora più assurda la conclusione di un sequestro, sequestro eseguito a norma di legge e da far rispettare, per il bene degli animali. Per tutti noi è stato uno shock tremendo, conoscevamo i valori umani di queste persone e la loro correttezza nello svolgere la vigilanza volontaria. Persone miti, di grande sensibilità, capaci di commuoversi per animali che non riuscivano ad aiutare o ad esaltarsi quando al contrario riuscivano a salvare anche un piccolo animaletto. Sacrificavano il loro tempo e i loro soldi per un ideale, si alzavano al mattino presto per controllare il territorio. Non erano sceriffi, ma persone armate solo delle loro convinzioni e della conoscenza delle leggi, inermi di fronte allo squilibrio mentale di una persona che li colpiva ripetutamente. Anche se sono passati parecchi anni, sento ancora la loro mancanza, mi mancano le loro le telefonate quotidiane e soprattutto la loro amicizia e la loro disponibilità. Per questi motivi, anche quest’anno ho ritenuto doveroso ricordarli. Ciao Paola, Ciao Elvio».
Spanò vuole ricordare il commissario dell’allora reparto Ambiente della polizia locale Francesco Surace, morto di tumore nel 2021. Aveva solo 60 anni. «Èra una grande persona – dice Spanò – Ha sempre dimostrato grande attenzione per gli animali». Surace si era specializzato nella tutela degli animali, da quelli dei circhi fino a quelli venduti nei negozio o di proprietà di privati.
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