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Il saluto romano, i “fascisti immaginari” e quelli reali. La bagarre politica scivola da Casapound alla manifestazione antifascista a Sestri Ponente fino al cantiere Esselunga

Il pentastellato Giordano presenta denuncia in procura per saluto fascista, Piciocchi torna sulla manifestazione antifascista a Sestri: «Commercianti turbati». Terrile (Pd): «Il candidato del centrodestra prenda le distanze da quanto è successo a Brignole e fermi i lavori del supermercato che ferirà i commercianti di quel quartiere certamente più della manifestazione della Cgil». Intanto spunta sul cantiere la notifica preliminare di cantiere, documento ufficiale, che conferma la partenza dei lavori il 3 aprile scorso

Un gruppo di neofascisti legati a CasaPound ha reso omaggio, alzando il braccio e la mano tesa nel saluto romano, alla targa stradale nei giardini di Brignole che ricorda di Ugo Venturini, militante missino morto dopo essere stato colpito da una bottiglia di vetro piena di sabbia durante i disordini al comizio di Almirante, nel 1970. Tutto è cominciato alle 10:30 di questa mattina, quando un centinaio di persone vestite di nero, portando uno striscione con la scritta “Ugo Venturini presente”, si sono radunate in piazza della Vittoria. «Si è svolta oggi a Genova la commemorazione annuale che ricorda Ugo Venturini, il giovane militante del MSI caduto il primo maggio 1970 – scrive il circolo di CasaPound “La risoluta” sulla propria pagina Facebook -. Ugo Venturini, militante politico, operaio e padre di famiglia, vilmente assassinato da militanti antifascisti a trentadue anni, lasciò la moglie e un figlio ancora bambino. Le indagini non fecero mai piena luce sui fatti e Ugo rimase senza giustizia. Abbiamo posto una corona d’alloro sotto la targa che porta il suo nome per rendere omaggio alla sua memoria».


Poco distante, nei giardini, un gruppo di membri di Genova Antifascista ha iniziato a urlare “Fuori i fascisti dalla città” e “Nessuna parata rimarrà senza risposta”, mentre la polizia e i carabinieri in tenuta antisommossa si frapponevano tra i due gruppi. Il corteo ha poi preso direzione verso i giardini davanti alla stazione Brignole, dove hanno raggiunto la targa di Venturini, dando inizio alla commemorazione con la deposizione di una corona d’alloro. Alla fine, i manifestanti hanno eseguito il saluto romano e intonato il grido “Camerata Venturini, presente!”, accolto da un coro di urla e fischi provenienti dagli antifascisti. Successivamente, i neofascisti sono tornati in piazza della Vittoria per poi disperdersi. La corona d’alloro è scomparsa poco dopo, fatta a brandelli dagli antagonisti. «Stamattina è stato concesso un pezzo di città per una rappresentazione fascista, un centinaio di personaggi hanno deposto una corona ornata dal loro caro tricolore sotto una targa e gridato due o tre volte presente – si legge nel canale telegram di Genova Antifascista -. Assenti sono stati invece tutte quelle persone che hanno sfilato in piazza Matteotti il 25 aprile a favore di telecamere ed assente e’ stata tutta la politica genovese, forse non proprio tutta perché a guardare bene alcuni di loro li ritrovi in mezzo ai fasci. Genova Antifascista non farà mai un passo indietro in queste occasioni, sempre dalla stessa parte ci troverete!».

Il capogruppo regionale del M5S, Stefano Giordano, ha annunciato di aver presentato una denuncia in procura riguardo alla manifestazione neofascista. Giordano afferma: «La destra ci sommerge con dichiarazioni indignate in Consiglio regionale, ma si distrae opportunamente appena è il momento di compiacere i soliti nostalgici, i quali si radunano per sollevare il braccio destro in un saluto inequivocabile. Quando intendono prendere le distanze da un passato condannato dalla storia, che ha generato solo morte e tragedie? Hanno il coraggio di dichiararsi realmente antifascisti? Fino a quel momento, non accettiamo lezioni dai rappresentanti del centrodestra ligure e genovese, in particolare da chi, pochi giorni fa, ha stretto la mano al presidente Mattarella, il quale, nel suo discorso, ha sottolineato con fermezza il carattere antifascista della Costituzione italiana, per poi dare il proprio assenso alla manifestazione di Casa Pound e ai movimenti di estrema destra – prosegue il comunicato -. Noi continueremo a incalzarli, anche con dichiarazioni scomode e forti. Ci fermeremo solo quando prenderanno tutti le distanze dai rigurgiti estremisti e smetteranno di accusarci di vedere fascisti immaginari ovunque. Anzi, il facente funzione (di sindaco n. d. r.) risponda a questa domanda: anche quelli che si sono radunati oggi ai Giardini Caviglia sono “fascisti immaginari”? La destra dovrebbe chiedere scusa a Genova, medaglia d’oro della Resistenza».

«Nella città medaglia d’oro della Resistenza la decisione di consentire la parata fascista organizzata da Casapound è inaccettabile – recita un comunicato firmato dalla coalizione progressista -. Genova non può permettere che si svolga questo corteo. Le istituzioni avrebbero dovuto fermarla senza indugi, anche alla luce di quanto nel 2018 il consiglio comunale aveva stabilito, vietando l’uso di spazi pubblici a realtà che si rifanno all’ideologia fascista. Genova non può essere teatro di una manifestazione che inneggia a valori che vanno contro la costituzione. Chi rappresenta le istituzioni avrebbe dovuto impedire una manifestazione che si richiama a valori anticostituzionali. Invece i genovesi e le genovesi si sono svegliati in un centro città militarizzato per consentire a nostalgici del nazifascismo di potersi esibire in saluti romani e slogan da ventennio. Serve chiarezza, perché a pochi giorni dal fiume di persone che ha riempito quelle stesse vie per celebrare la Liberazione, appare una provocazione quella delle istituzioni di consentire questa parata ai nazifascisti di Casapound.

«Solo pochi giorni fa il Presidente della Repubblica ha ricordato Genova Medaglia d’oro della Resistenza, Genova città che si è liberata da sola grazie ai suoi partigiani – commenta Valentina Ghio vicepresidente Gruppo PD alla Camera su manifestazione fascista -. E oggi lo sfregio neo fascista nel centro città con braccia tese al grido di “presente”. Cosa hanno da dire il vice Sindaco facente finzione e il Presidente delle Regione in merito? Questa è apologia del fascismo, intollerabile ovunque e a maggior ragione nella Genova resistente e partigiana e non avrebbe dovuto essere consentita. Ora si prendano provvedimenti».

Il candidato sindaco del centrodestra e vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi non pronuncia la condanna rispetto alla manifestazione dichiaratamente fascista, con decine di braccia alzate nel saluto romano testimoniate da foto e video. Sceglie, invece, di rilanciare tornando sul tema del sindacalista che ha denunciato un’aggressione fascista, poi risultata inesistente. Ma prima che si chiarisse che si trattava di una bufala, i partiti progressisti e molte importanti associazioni, dall’Anpi a Legambiente, avevano partecipato – credendo vero il fatto – a una pacifica manifestazione antifascista. «Vedete, molto spesso non si tiene conto delle conseguenze delle proprie azioni – scrive Piciocchi -. Si pensa di lanciare un’accusa, mettere in scena un copione ben costruito e poi andare avanti come se nulla fosse. Ma la realtà – quella vera, quella quotidiana, quella che si misura con la fatica del lavoro e con le serrande da alzare ogni mattina – non dimentica così in fretta: mi riferisco ovviamente alla finta aggressione fascista denunciata dall’ormai celebre sindacalista. Sono stato in piazza Tazzoli, a Sestri Ponente. È ancora una ferita aperta. I commercianti me lo hanno detto chiaramente: “La gente è restata turbata. E noi abbiamo subito un danno economico in quel giorno perché Sestri è stata paralizzata”. E per cosa? Per una messinscena. Una recita politica che ha preso in giro molte persone e che ha usato una piazza intera come palcoscenico, senza preoccuparsi di chi in quella piazza ci lavora e ci vive. Quando le cose si sono chiarite, Salis che era immediatamente accorsa in piazza al grido di “liberiamo Tursi dai fascisti”, ha detto di sentirsi “parte lesa”. Io credo che l’unica vera parte lesa in questa storia sia l’intelligenza dei genovesi. Peggio mi sento quando il riparo è peggio del buco. Ma come, tu vieni colta con le mani nella marmellata e pensi di recuperare accusando me per la manifestazione di Casapound di stamattina? Anche qui per far politica bisogna essere in grado di valutare le situazioni. Se si concede il permesso per la commemorazione di un caduto, questo non vuol dire che si autorizzi una manifestazione nostalgica a colpi di saluti romani. La prima cosa è lecita, la seconda no. Governare una città significa riconoscere quel che è giusto e quel che è sbagliato. Su questo noi ci saremo sempre. Senza bisogno di far le vittime o le parti lese. Vergogna».

Gli risponde Alessandro Terrile (Pd): «Nel giorno in cui una trentina di neofascisti (in realtà erano poco meno di un centinaio n. d. r) celebra l’anniversario della morte di Ugo Venturini con tanto di camicia nera e saluti romani in una Brignole blindata dalle forze dell’ordine, il vice sindaco reggente esprime solidarietà ai commercianti di Sestri Ponente che due settimane fa sarebbero stati feriti dalla manifestazione della Cgil indetta per l’aggressione poi rivelata infondata. La coerenza imporrebbe due ulteriori azioni: la solidarietà ai residenti e commercianti di Brignole per l’indegna manifestazione nostalgica di stamattina che ha bloccato le vie del centro. Con presa di distanza dai saluti romani e tutto l’armamentario relativi; lo stop all’insediamento del nuovo supermercato Esselunga a Sestri Ponente, che ferirà i commercianti di quel quartiere certamente più della manifestazione della Cgil».

In merito ai cantieri di Esselunga, contestati dai commercianti (Confcommercio ha chiesto più volte di fermare la conferenza dei servizi), giovedì 10 aprile, dopo che il 7 aprile sul cantiere apparso un cartello su cui non era riportato il permesso di costruire, ma il riferimento di un messaggio di posta certificata, Pietro Piciocchi aveva risposto in consiglio comunale a un’interpellanza del capogruppo Pd Davide Patrone dicendo che i lavori riguardavano la rimozione di materiali dall’area e che non era stato rilasciato il permesso di costruire. «Adesso sono in corso interventi di sistemazione dell’area, – aveva detto –. Ci hanno informato che i lavori veri e propri inizieranno dopo l’estate e dureranno due anni e mezzo. Possono partire perché i pareri della conferenza di servizi sono tutti, e sottolineo tutti, favorevoli. E, come ho già spiegato, non abbiamo strumenti per bloccarli, tant’è che gli uffici hanno scritto che il titolo edilizio si è formato per legge».

Nei giorni scorsi è comparso, sempre sul cantiere, un foglio che riporta la notifica preliminare di cantiere per la costruzione del supermercato, firmata dal responsabile dei lavori, architetto Maurizio Canepa. Risale al 31 marzo scorso e indica la data presunta di avvio lavori nel 3 aprile, 7 giorni prima delle dichiarazioni del vicesindaco facente funzioni. I lavori, che prevedono la realizzazione della “grande superficie di vendita” (l’ipermercato) con annesse aree accessorie e pertinenziali oltre a parcheggi e verde pubblico costeranno 2 milioni e 610 mila euro, dureranno – si legge, 210 giorni – cioè 7 mesi “ad opera conclusa”. Saranno realizzati dall’azienda Prandelli Santo S.r.l. con sede nel Bresciano.


Cosa prevede il D.Lgs. 81/08

L’articolo 99 impone l’obbligo di notifica per i cantieri in cui operano più imprese, anche non contemporaneamente, o in cui l’entità presunta del lavoro è uguale o superiore a 200 uomini-giorno, anche se opera una sola impresa.
La notifica deve contenere informazioni dettagliate sull’opera, l’organizzazione del cantiere, i soggetti coinvolti (committente, responsabile dei lavori, coordinatori della sicurezza) e altri dati rilevanti.
La notifica deve essere inviata al committente o al responsabile dei lavori, che la trasmetteranno alle autorità competenti (ASL, direzione provinciale del lavoro, prefetto per i lavori pubblici). L’invio può essere effettuato tramite PEC, raccomandata, o tramite i portali telematici regionali. Una copia della notifica deve essere affissa in modo visibile all’interno del cantiere e messa a disposizione dell’organo di vigilanza. Ecco a cosa si riferivano i riferimenti della pec scritti sul cartello di cui avevamo dato notizia il 7 aprile scorso.


«La destra genovese evidentemente non ha argomenti, se deve continuamente tirare in ballo la non aggressione del sindacalista a Sestri Ponente – dice Fabio Ceraudo, capogruppo del M5S Genova e ora candidato presidente al Municipio VI Medio Ponente per la coalizione progressista, replicando alle dichiarazioni del candidato sindaco di centrodestra in piazza Tazzoli -. Sentire Piciocchi parlare di ferita aperta per un fatto di cui siamo tutti parte lesa, denota un’imbarazzante povertà di idee per il futuro della nostra città. Non lo hanno ancora capito che i genovesi vogliono sentire parlare di altro? Penso ad esempio a sicurezza, scuole, case, decoro urbano, nettezza urbana, opportunità, diritti… Noi non dobbiamo chiedere scusa se siamo accorsi in difesa di chi si è detto vittima di un’aggressione. Noi non siamo responsabili delle condotte altrui e crediamo spetti agli organi preposti agire per ristabilire la verità. Non spetta ai Piciocchi. E non spetta a noi. Detto ciò, in merito alle scuse ai genovesi, le chiedano loro semmai per le svariate promesse disattese in 8 anni di sciagurata amministrazione. In ogni Municipio cittadino, la destra ha prodotto disservizi e impoverito il tessuto sociale, desertificando i quartieri periferici e spazzando via il piccolo commercio per agevolare la grande distribuzione. A quando le scuse? E tanto che ci siamo, visto che insistono, facciano loro un doveroso mea culpa per la vergognosa manifestazione andata in scena oggi davanti a Brignole con decine di simpaticoni con il braccio destro alzato in un saluto inequivocabile. Anche quelli sono “fascisti immaginari”? Chi ha autorizzato quell’insulto alla nostra Costituzione?».

A Giordano e Ghio risponde il consigliere regionale e capogruppo di Vince Liguria – Noi Moderati Matteo Campora: «Stiamo assistendo all’ennesimo triplo carpiato salto mortale di rigiro della frittata – dichiara -. Dopo che il centro sinistra è rimasto evidentemente scottato perché il giochetto della finta aggressione fascista non gli è riuscita, eccoli in massa a strumentalizzare la manifestazione di oggi a Genova per attaccare il centrodestra. Ghio e Giordano accusano senza davvero nessun fondamento. Dov’era Piciocchi? Dov’era Bucci? Nessuno e ripeto nessuno dei consiglieri del centrodestra né comunali né regionali era presente all’evento, a differenza di quanto accaduto con la CGIL, dove c’era tutto il centro sinistra con in prima fila la loro rappresentante in abito scuro e faccia contrita. È cristallino che la sinistra stia utilizzando questo episodio per scopi elettorali meschini, lanciando accuse infondate: del resto siamo abituati a questo atteggiamento tutti i martedì in Consiglio Regionale, dove i consiglieri di opposizione non perdono occasione di usare la parola “fascista” per accusare i consiglieri di maggioranza su, ormai, qualsiasi cosa. Siamo noi a non accettare lezioni da una sinistra che utilizza la storia a suo piacimento e alla quale siamo noi a chiedere coerenza e responsabilità. L’atteggiamento della sinistra è una presa in giro per gli antifascisti veri, che sanno distinguere tra vero impegno e mera opportunità politica. Siamo noi che chiediamo alla sinistra di smettere di utilizzare specchietti per le allodole, di rispettare Genova e i suoi cittadini riportando il dibattito politico alla realtà».

Foto dalla pagina Facebook del circolo”La Risoluta” di CasaPound


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