Oggi a Genova 

Il sindacalista ha inventato l’aggressione fascista, la Cgil lo sospende e si riserva di tutelarsi se risultasse colpevole di simulazione di reato

La denuncia (poi ritirata) aveva suscitato una forte reazione politica e sindacale, portando a una manifestazione antifascista a cui, non immaginando che si trattava di una situazione completamente inventata, avevano partecipato molte associazioni, Anpi in testa, e i partiti del centrosinistra. Lega e orgoglio Genova attaccano gli avversari politici. Salis: «La Cgil ha preso il giusto provvedimento. Noi siamo parte lesa e ci dissociamo completamente da questa azione»

«Dagli sviluppi dell’indagine apparsi oggi sugli organi di stampa apprendiamo come i fatti legati all’aggressione al sindacalista Fillea non sarebbero confermati – recita una nota della Cgil di Genova e Liguria e della Filea, ila categoria degli edili -. Ove così fosse e come già dichiarato, se non siamo di fronte ad una escalation di violenza di qualsiasi natura non possiamo che tirare un respiro di sollievo: la Cgil purtroppo ha già pagato prezzi altissimi, anche in tempi recenti. Il doveroso rispetto della tempestiva e puntuale attività svolta dagli organi inquirenti, cui va espressa sincera gratitudine per il ruolo e l’impegno svolto nella ricerca di verità e giustizia, impone di attendere l’esito di quanto in corso. Nel contempo, a tutela dell’Organizzazione, saranno attivate le procedure interne di garanzia attraverso la sospensione dell’iscrizione alla Fillea e quindi la revoca del distacco sindacale e di ogni incarico connesso alla persona coinvolta nei fatti. Se le notizie apparse oggi saranno confermate dagli organismi inquirenti, la Cgil si riserva di tutelarsi nelle forme che valuterà più opportune e in tutti i modi possibili.

Il segretario della Fillea Cgil di Genova, Fabiano Mura, aveva denunciato un’aggressione fascista ma ora è indagato per simulazione di reato. Dopo aver ritirato la denuncia, ha ammesso di aver inventato l’accaduto durante un interrogatorio, contraddicendo le sue prime affermazioni. La polizia non è riuscita a trovare prove validanti, come testimonianze o immagini delle telecamere di sorveglianza. La denuncia iniziale aveva suscitato una forte reazione politica e sindacale, portando a una manifestazione antifascista. Mura, chiamato a testimoniare dal procuratore, ha riconosciuto di non essere stato aggredito. Resta da chiarire se ci sia stata effettivamente una violenza nei suoi confronti e, se davvero fosse successo, chi l’avrebbe perpetrata.

«Anziché agitare per fini elettorali lo spauracchio del fascismo, che a Genova non c’è, perché senza validi argomenti, gli esponenti della Cgil e del centrosinistra, in primis la loro candidata a sindaco, abbiano l’umiltà di chiedere finalmente scusa ai genovesi. Siano onesti e trasparenti nel riconoscere di avere compiuto un altro grossolano errore nel non avere verificato con cautela i presunti fatti denunciati, né avere atteso almeno le prime indagini degli investigatori della Digos, che avevano tempestivamente riscontrato varie incongruenze nel racconto del sindacalista, prima di chiamare a raccolta la piazza e di urlare all’inesistente ‘pericolo fascista’ nella nostra Città. I genovesi almeno questo se lo meritano» commentano l’assessore comunale uscente e candidata della Lega Francesca Corso e il commissario provinciale del Carroccio di Genova Renato Falcidia.

«È un atto gravissimo – chiarisce ancora una volta Silvia salis, candidata sindaca per la compagine progressista -. Ha commesso un reato. La Cgil ha preso il giusto provvedimento. Noi siamo parte lesa e ci dissociamo completamente da questa azione. Il nostro messaggio è forte e chiaro. Poi c’è volontà di continuare a tirare avanti il fatto che non siamo stati chiari. Io sono chiarissima sulla mia totale condanna questo atto e sul mio totale dissociarmi da quanto è successo”.

«Leggo, con sempre più amarezza, che la tanto enfatizzata aggressione fascista a Sestri Ponente era totalmente frutto di fantasia. Ero intervenuta nell’immediatezza, quando erano emerse le prime incongruenze nel racconto del sindacalista della Cgil – dice Ilaria Cavo, deputata ligure, candidata alle elezioni comunali di Genova nella lista Orgoglio Genova – Bucci-Noi Moderati -. Avevo fin da subito auspicato che su simili argomenti non ci fosse spazio per leggerezze né per atteggiamenti che avrebbero potuto alimentare il minimo sospetto che fatti di un’eventuale gravità fossero solo frutto di basse strategie elettorali. Mi ero augurata che dopo quell’episodio si moderassero i toni e il 25 aprile diventasse un momento di rispetto reciproco, di condivisione, di unità. Così non è stato. In piazza sono arrivati i fischi al centrodestra da cui il centrosinistra non si è dissociato. Oggi apprendiamo dell’iscrizione nel registro degli indagati del sindacalista per aver ammesso di fronte al magistrato di aver inventato tutto. Nel rispetto del garantismo che ci contraddistingue in ogni occasione, non si può non aspettarsi almeno l’ammissione di un errore da parte di chi, come Silvia Salis, era scesa in piazza, senza neanche approfondire, a protestare contro un’aggressione fascista che non c’è mai stata. Contiamo su una presa di distanze da quanto accaduto che ancora però non arriva. Il tempo scorre velocemente, e, inevitabilmente, crea imbarazzo enorme in chi non ammette l’errore e lo scivolone. Ci ha messo e ci hanno messo pochi minuti a scendere in piazza e troppi giorni per prendere le distanze. Cosa aspettano?».


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