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Centinaia in piazza a Sestri al presidio dopo l’aggressione fascista a Fabiano Mura della Fillea Cgil

Il sindacalista, stamattina, era stato insultato e picchiato da due uomini che gli avevano rivolto insulti politici facendo il saluto romano. La Digos ha acquisito le immagini delle telecamere. Alla manifestazione, che si è poi trasformata in corteo, anche la candidata sindaca progressista Silvia Salis: «In questa città c’è un clima che permette un certo tipo di atteggiamenti. La risposta della piazza, così forte, vuole ribadire lo spirito di Genova, lo spirito antifascista»

Si sono ritrovati in alcune centinaia nel tardo pomeriggio a Sestri Ponente per manifestare solidarietà a Fabiano Mura, sindacalista della Fillea Cgil aggredito in mattinata da due persone che lo hanno insultato, picchiato e poi sono fuggite. In piazza Baracca si sono raccolti sindacalisti, militanti di partiti di sinistra e centrosinistra, rappresentanti di associazioni come l’Anpi e numerosi cittadini, molti dei quali senza bandiere di partito.

Il presidio, organizzato dalla Cgil, è stato convocato per condannare quella che il sindacato ha definito un’“aggressione fascista”, connotata, secondo il racconto della vittima, anche da un saluto romano da parte degli aggressori. Alla manifestazione erano presenti, tra gli altri, l’Anpi, una rappresentanza dell’Associazione Ligure dei Giornalisti, di Libera con il referente Antonio Molari, e di Legambiente con il presidente Stefano Bigliazzi. Poi l’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati, diversi politici del centrosinistra e, tra questi, l’ex ministro Andrea Orlando e la candidata sindaca del campo largo progressista, Silvia Salis.

«È importante che siamo così tanti, perché questi gesti dicono che in questa città c’è un clima che non va bene – ha detto la candidata sindaca progressista Silvia Salis -. C’è un clima che permette un certo tipo di atteggiamenti e credo che la risposta della piazza così forte sia la risposta di una piazza che vuole ribadire lo spirito di Genova, lo spirito antifascista, uno spirito che va contro i temi che in questi anni abbiamo visto tornare a trionfare nel paese, con la difficoltà addirittura a dirsi antifascisti, in un paese che deve tutto alla Resistenza, che deve la sua libertà alla Resistenza. Noi dobbiamo ribadire con forza quali sono i valori sulle quali si fonda la cultura del nostro paese e la cultura di Genova, medaglia d’oro per la Resistenza. Non lo diremo mai abbastanza e penso che chi vuole far passare questi concetti come concetti ideologici legati a una cultura del passato è chi in un certo senso vuole giustificare le cose come i fatti che sono successi oggi, che sono di una gravità assoluta. Vedo che c’è anche un rifiorire di slogan elettorali camuffati da slogan moderni che sono riconducibili a parole chiave della cultura fascista. Ora sinceramente credo che quest’operazione di comunicazione siano abbastanza grette, però contribuiscono sicuramente a un clima che non è positivo per quello che riguarda chiaramente il concetto di antifascismo, il concetto dei diritti e il concetto di libertà».

Al presidio ha aderito anche Genova Antifascista la cui assemblea permanente ha espresso «solidarietà al sindacalista della Cgil aggredito vigliaccamente stamani da una coppia di fascisti» ribadendo «con ancora più forza la necessità di presidiare le strade e le piazze della nostra città, per combattere con l’Antifascismo militante ogni rigurgito fascista».
«Se ce ne fosse ancora bisogno – prosegue Genova Antifascista -, questa è l’ennesima evidenza dei rigurgiti fascisti che in questo paese stanno venendo sempre più a galla, spalleggiati e supportati da una restaurazione pienamente in atto, a partire dai personaggi lugubri che compongono questo governo fascista, che escono dalle fogne della storia e che legiferano Decreti sicurezza per reprimere anche con la violenza qualunque dissenso, come si è visto nei cortei di questi ultimi giorni. Ci siamo oggi, come ci siamo sempre stati e come ci saremo il 24 aprile! Corteo cittadino a cui invitiamo tutti a partecipare per dire NO ad ogni seme di fascismo in Città. Nessuna parata fascista rimarrà senza risposta».

La drammatica ricostruzione dell’aggressione

Nel frattempo Fabiano Mura ha presentato denuncia al commissariato di Cornigliano, ricostruendo l’aggressione subita poche ore prima. Il sindacalista ha riferito che poco dopo le 7 del mattino era uscito di casa, dopo aver affisso sulle fiancate dell’auto di servizio due grandi volantini a sostegno dei referendum promossi dalla Cgil per l’8 e il 9 giugno. Mentre si recava a controllare un cantiere, ha notato di essere seguito da una Fiat Grande Punto bianca.

In via XVI Giugno, nella zona della Costa di Sestri Ponente, ha accostato e a quel punto — ha raccontato — il conducente dell’auto è sceso, lo ha insultato con frasi di matrice politica (“Sei un figlio di puttana, un comunista di merda”), sputandogli addosso e facendogli il saluto romano. Poco dopo è intervenuto anche il passeggero, che lo ha colpito con una manata al costato, un pugno alla mascella e alcuni colpi a una gamba.

Mura è poi risalito in auto, si è recato alla sede del sindacato e successivamente al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi, dove gli sono stati diagnosticati cinque giorni di prognosi. Nella denuncia ha fornito anche una descrizione sommaria degli aggressori: uno dei due sarebbe stato più alto e con la testa rasata, mentre l’altro indossava un giubbotto giallo.

Sull’episodio indaga la Digos, che sta acquisendo e visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.

Di quanto è successo si è parlato anche, nel pomeriggio, in Prefettura, alla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, cui hanno preso parte i vertici delle Forze di Polizia, i rappresentati del Comune di Genova ed altri soggetti istituzionali interessati agli argomenti trattati.

Foto di: Ettore Cervetto, Alessandra Ghezzi, Stefano Bigliazzi, Simonetta, Agostino


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