Oggi a Genova 

La sindaca di centrodestra fa rimuovere la tomba del partigiano “Zatta” a Cichero. Insorgono Anpi e opposizione

Nel cimitero della frazione di San Colombano Certenoli, la sindaca del comune, Carla Casella, non ha sentito ragioni. Esumando le salme meno recenti, nonostante gli appelli, ha tentato di far rimuovere anche quella di Federico Beronio, che però, indecomposta, è stata rimessa sotto terra mentre il cippo è stato sradicato

«Lo sfregio di Cichero: rimossa anche la tomba del partigiano Beronio» questa la denuncia dell’Anpi. La condanna dell’Associazione Nazionale Partigiani è dura e decisa: «Chi non ha rispetto dei morti, non ha rispetto neanche dei vivi, è quanto accade nel piccolo borgo di Cichero, là dove Aldo Gastaldi “Bisagno” e Giovanni Serbandini “Bini” decisero insieme quel “Codice di Cichero” quale testimonianza unica di rigore e rispetto, per i partigiani e per chiunque incontrassero».

«La vicenda della rimozione della tomba del partigiano Federico Beronio, “Zatta”, vice comandante della Divisione garibaldina Cichero, è sconcertante e allarmante – proseguono all’Anpi -. Beronio, nato a Reppia di Ne nel 1926 e morto negli anni ’80, aveva chiesto di essere seppellito proprio nella “culla della Val Cichero”: a segnarne la tomba, nel piccolo camposanto, un cippo realizzato con granito misto al manganese proveniente dalla miniera di Gambatesa in val Graveglia, sua valle natia. La sindaca di San Colombano Certenoli aveva recentemente annunciato l’intenzione di rimuovere le sepolture più antiche; nonostante la richiesta delle minoranze di non toccare la tomba di Beronio (i sindaci precedenti avevano sempre rispettato le volontà del partigiano e dei suoi familiari), visto anche il suo valore storico, la ruspa ha rimosso il cippo: peraltro, la salma incomposta è stata nuovamente seppellita. Era quindi necessario arrivare a questo?».

«A pochi giorni dall’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e dalla visita annunciata a Genova del presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio per le celebrazioni del 25 aprile, dobbiamo assistere ad un atto di incuria e disinteresse che è uno schiaffo ai valori della Resistenza stessa, da cui nasce la Costituzione che resta il punto di riferimento di questo paese, anche se per troppe persone starebbe diventando desueta – proseguono all’Anpi -. Il Comitato provinciale Anpi Genova condanna quindi duramente quanto accaduto nel cimitero di Cichero e pensa a quanto sia lontana, in certe azioni amministrative, la tensione morale del codice di Cichero voluto da persone diverse come Bisagno e Bini, un cattolico e un comunista, entrambi tesi solo a liberare l’Italia».

«Federico Beronio sepolto nel cimitero comunale di Cichero, era il vicecomandante della Divisione Garibaldina di Cichero ed ha lottato con Bisagno – spiegano alla lista di opposizione del comune di San Colombano, “Territorio e Sviluppo” -. Le sue ultime volontà in vita furono di essere seppellito “nella culla della Val Cichero” e la sua richiesta venne esaudita dall’Amministrazione comunale dell’epoca. La famiglia fece fare un cippo in sua memoria sopra la sepoltura del granito misto manganese della sua Val Graveglia. Nei giorni scorsi chiesto di sospendere e rinviare i lavori di riesumazione delle salme del cimitero di Cichero constatando che almeno due familiari non erano al corrente di questo e che gli avvisi praticamente non li ha visti quasi nessuno.
Sempre “Territorio e Sviluppo” aveva chiesto di non rimuovere la salma del comandante partigiano. Ma la Sindaca non si è degnata neppure stavolta e neppure sull’argomento delicato di queste salme a risponderci anche con una semplice telefonata.
Anzi la ruspa oggi ha rimosso il cippo in granito. Il resto del comportamento della nostra Sindaca si commenta anche questa volta da solo».

Amareggiato Angelo Canepa, nipote Federico Beronio: «Il cippo.che vediamo gettato a terra come qualsiasi pietra era stato cercato e portato da mio padre. Da nipote mi sento veramente offeso.La signora Sindaca che ha autorizzato questo scempio deve verognarsi».


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