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Piazza Caricamento, aperta ieri, è già un bivacco. Polemiche sui social e forti critiche dalle associazioni dei residenti del centro storico

Le continue promesse disattese sui tempi di realizzazione perché il progetto ignorava l’esistenza – nota a tutti – degli antichi moli nel sottosuolo, la bugia detta alla gente del centro storico sul fatto che non sarebbero state realizzate le sedute, lo snaturamento della piazza storica come tale, i vasconi che offrono infiniti imboschi per gli stupefacenti e suscitano perplessità anche tra le forze di polizia in una zona dove infuriano spaccio e violenza. Quando i rendering vengono calati dall’alto sulla città reale danneggiano la vivibilità dei quartieri

A sinistra piazza Caricamento ieri (con la foto di rito con in posa, tutti orgogliosi, il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi, l’assessore che ha seguito tutto l’iter del progetto, Mauro Avvenente, e l’assessore attuale ai lavori pubblici, Ferdinando De Fornari), a destra come appariva questa mattina alle 10:00. Ma per il pomeriggio e la sera ci sono ampi margini di peggioramento visto che i pusher cominciano più tardi a occupare il territorio

C.V.D. Acronimo di “come volevasi dimostrare”. Non sono passate neanche 24 ore dall’inaugurazione e i timori dei residenti sono già diventati realtà. Piazza Caricamento, con i vasconi per gli alberi, è già diventata un bivacco a pochissimi passi da una delle aree più turistiche della città, il Porto Antico. E se fosse solo un bivacco sarebbe il minore dei problemi, il problema è, casomai, che l’Amministrazione, su richiesta dei commercianti, continui a inviare la polizia locale a cacciare i clochard di giorno e di notte dalle vie del centro. Da qualche parte devono pur stare. Poi il problema per Caricamento è che non ci vuole uno scienziato a prevedere che la terra dei vasconi sarà utilizzato dagli spacciatori – tanti – che gravitano in zona per nascondere le dosi. Lo fanno già in ogni anche piccolissima fioriera della città vecchia, tanto che in molte zone i commercianti che le avevano messe le hanno tolte. Perché lo sanno tutti che i pusher, per non finire a Marassi quando vengono fermati da polizia locale e forze dell’ordine, tengono addosso poca merce, nascondendo il resto sotto le lastre di luserna della pavimentazione, negli anfratti dei muri e, appunto, nelle fioriere. Quando ci sono servizi delle divise con i cani antidroga, in ciascuna di esse i cani segnalano la presenza o il fatto che ci sia stata di recente. Ma tutto questo la politica o lo ignora o lo sottovaluta fortemente. Non è un caso che le palme del Port Antico alla base abbiano la terra coperta da griglie che impediscono di “grufolare” dentro la terra.

La politica non ha voluto ascoltare la gente che nella città vecchia ci vive e ci lavora. Anzi, peggio: ha promesso, dopo le richieste dei cittadini, che non ci sarebbero state le sedute, ma era una bugia, perché è evidente che i vasconi sono belli comodi per sedersi. Lo farà qualche turista e qualche genovese, è vero, ma lo faranno anche i crocchi di spacciatori che abitualmente sono sui gradini che portano al porticato di Sottoripa e nel tratto in cui finisce vico del Serriglio. Nell’area ci sono stati almeno tre tentati omicidi negli ultimi mesi, di cui uno col machete, uno col coltello e uno a botte. Gli arresti per spaccio non si contano. Il Comune mette in campo ingenti risorse di polizia locale per controllare l’area (con via Prè-angolo vico Largo la più problematica della città) e tormenta polizia di Stato e carabinieri perché facciano altrettanto. Però, poi, quando passa a progettare, non tiene nel minimo conto tutto questo e lo fa come se la piazza fosse Disneyland o la piazza di un outlet e non un luogo urbano con le sue caratteristiche e i suoi problemi. Tra l’altro, in tutta la piazza non c’è un solo cestino per le cartacce ed è facile intuire che, nella migliore delle ipotesi, i vasconi diventeranno enormi contenitori di spazzatura.

Che il progetto della piazza sia stato disegnato sulla carta, senza tenere nel minimo conto della reale situazione (e questo nonostante i residenti lo abbiano detto e ridetto che questi fattori andavano tenuti in considerazione) lo dimostra anche il fatto che i lavori si sono dovuti interrompere a lungo perché chi ha progettato non aveva la minima idea che sotto la piazza ci fossero (e ci siano) i moli medievali. Risultato: nonostante i continui proclami sulla data di fine lavori, i cantieri sono terminati con un anno esatto di ritardo.

Sui social infuriano le critice. Potete leggere quelle sulla pagina della “Soprintendenza delle Brutte Arti” (che pone l’accento sulla cancellazione del valore di piazza e proclama lo spazio: “il più grande sedutificio della città” con 250 sedute, 10 per ciascun vascone, e quelle sotto vari post del gruppo “Genova contro il degrado”.

Christian Spadarotto, portavoce dell’associazione dei residenti “Via del Campo e Caruggi“, commenta: «Si progetta senza conoscere il territorio sul quale andrai ad eseguire l’opera, è evidente. “L’imbosco” di stupefacenti nei vasi da queste parti è cosa nota da molto tempo. Le palme più in la hanno dei grigliati a terra, diventa difficile scavare. Qui invece siamo di fronte alla valle degli orti (fatta di cemento) dove di giorno il sole ti cuoce il cervello (ma ci dicono di stare tranquilli perché gli arbusti cresceranno) e di notte succederà esattamente quello che ci si aspetta: talpe umane. Allora correremo ai ripari e si chiederanno presidi con costi superiori ma le priorità notturne qui in Centro Storico non sono certo quelle di impiegare personale a controllare 4 vasconi del verde speranza. La progettazione oggi dovrebbe essere subordinata alle reali necessità dei luoghi. Qui siamo di fronte ad un’occasione sprecata che tra poco ci costerà ancora di più»

In consiglio comunale, la consigliera PD Donatella Alfonso aveva presentato un’interrogazione sull’horror vacui che spinge il Comune a cancellare le piazze del centro storico con i vasconi per le piante, esprimendo «perplessità per lo stravolgimento di piazze storiche» interpellando il vicesindaco Pietro Piciocchi (candidato sindaco del centrodestra) e la giunta «per sapere se si è tenuto conto dell’ambito in cui si opera e come si può ridurre l’impatto di tali opere».

«La questione del “rinverdire la città” è un elemento molto positivo e, per esempio, in una città abbastanza simile a noi, che è Nizza, la questione è stata presa talmente sul serio da avviare un impegno per il quale alla fine di questo ci saranno 260.000 alberi, uno per ogni residente – ha detto Alfonso in Consiglio comunale -. Quello che però sta accadendo a Genova è qualcosa di un po’ sconcertante, perché invece che pensare a una rinaturalizzazione anche in zone urbane, che serve anche per ridurre il rischio climatico, per ridurre la temperatura, si sono fatte delle scelte che quel bellissimo ufficio che una volta esisteva in Comune, che era l’ufficio estetico urbana. Se ricordo bene l’architetto Cassini (che era stato a capo dell’ufficio per tanti anni), non sarebbe stato sicuramente molto contento di determinate scelte. Mi riferisco al fatto che piazza Caricamento viene stravolta dalle aiuole recintate, alte, in cemento, quadrate, che praticamente fanno diventare una piazza qualche cosa che diventa un percorso a ostacoli. Peggio ancora per quello che riguarda piazza Sarzano, una piazza una piazza che ha una sua identità storica, anche di area libera, in vengono inseriti degli alberi in alti cassoni di cemento. Ai residenti e persone che hanno a cuore, diciamo, l’identità storica della città, storica e artistico-culturale, rimangono dei dubbi. Era possibile mettere gli alberi senza metterli in gabbia?».

Foto di Piera Palmieri dal gruppo “Genova contro il degrado”

«Innanzitutto terrei a precisare a sfatare un mito, che in realtà questi progetti non nascono dalla matita o dalla penna di qualche singolo ufficio, ma sono progetti concertati e oggetto di istruttoria condivisa, trattandosi di zone del centro storico, con la soprintendenza, che in qualche modo, come tutti sappiamo, ha il compito e le capacità di misurare la compatibilità degli interventi con le caratteristiche del contesto – aveva risposto De Fornari -. Anzi, questa operazione del PNRR è stata anche un’occasione per avviare una best practice a livello nazionale, perché abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con la soprintendenza per gestire i tavoli tecnici a provare questi progetti. In più, prima di fare, diciamo, determinate considerazioni, occorre tener conto e la conoscenza del territorio. Un conto è mettere a dimora le piante in piena terra, un conto è agire e sistemare spazi urbani quando sotto c’è qualcosa. Questo vale sia per quanto riguarda Piazza Caricamento, sia per quanto riguarda Piazza Sarzano, perché il contesto che stiamo sistemando sotto piazza Sarzano c’è una cabina Enel. Quindi le scelte sono state fatte in conseguenza delle situazioni nel contesto e sono tutte soluzioni finalizzate ad ottimizzare queste situazioni, non potrebbe essere altrimenti. Nel caso di Piazza Caricamento, proprio con l’obiettivo di ottimizzare i target e la vivibilità prevista e richiesta dagli interventi delle PNRR, queste 22 vasche contenenti alberature di jacaranda e mimosifolia sono tutte dotate di impianto di irrigazione con utilizzo di acqua meteorica recuperata, illuminazione scenografica e sono in accado rivestite in acciaio verniciato color corten. Nel caso di piazza Sarzano si stanno sviluppando e definendo i progetti, ma proprio in considerazione di queste caratteristiche non è possibile mettere a dimora in quel contesto le piante. Sarà messa a dimora un esemplare adulto di Iocaranda e mimosifolia all’esterno della cabina primaria Enel, quindi dove è possibile queste cose si fanno».

«Ammetto la mia delusione per il fatto che quando si parla di quello che c’è sotto piazza Caricamento non si ricorda che ci sono i moli storici, quei moli storici che già nel 1992 si pensava di rendere visibili – ha replicato Alfonso -. Ecco, forse nel rivedere il restyling della piazza si sarebbe potuto pensare, invece che 22 piante in prigione, a far rivedere i moli storici. E per quello che riguarda piazza Sarzano la singola jocaranda, poverina, non la vedo proprio a suo agio».

Diamo conto anche del comunicato di ieri del Comune, che pubblichiamo integralmente. Anche a testimonianza che tutti i timori esternati nel corso degli anni, dalla progettazione ad oggi, non sono stati tenuti nella minima considerazione.

Apre alla cittadinanza e ai turisti piazza Caricamento,, al centro di un intervento di risistemazione finanziato con oltre 1.650.000 euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza- PINQuA 15. L’intervento, che fa parte del Piano integrato Caruggi, ha avuto come obiettivo il rafforzamento del ruolo di cerniera naturale della piazza tra Porto Antico e centro storico. L’area, interessata dai lavori di riqualificazione conclusi in questi giorni, è di circa 1.800 metri quadri.

I lavori hanno portato alla realizzazione di un o spazio rialzato dalla piazza esistente – accessibile da una rampa in lieve pendenza che si raccorda a sud alla statua del Rubattino – nel quale sono state inserite 22 piante di jacaranda mimosfolia.
Le piante sono state messe a dimora in autunno in vasche rivestite di lastre d’acciaio color corten di dimensioni 200x200x100 che consentono lo sviluppo adeguato delle radici degli alberi; la scelta della jacaranda, pianta originaria del Sud America e famosa per le sue infiorescenze che virano dal violetto all’azzurro, è legata alla sua particolare chioma espansa: l’infoltimento è previsto dalla primavera (qualcuno dica al Comune che è già primavera da due settimane, n.d. r.).
L’area è dotata di un impianto di irrigazione avanzato dotato di sensori in grado di rilevare l’umidità del suolo ed attivarsi solo se necessario. L’acqua piovana verrà raccolta in una vasca posta sotto la soletta di alleggerimento e sarà riutilizzata tramite un sistema a goccia auto-compensante, progettato per ottimizzare il consumo e garantire la salute delle piante. È stato inoltre predisposto un impianto tradizionale di backup, collegato alla rete idrica locale, per il periodo di maggior siccità dell’anno.
«È stato fatto un attento e non scontato intervento che tenesse conto delle caratteristiche della piazza e nel contempo, in sinergia con la Soprintendenza, restituisse una vocazione di porta d’ingresso al centro storico – ha spiegato il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi – avremo un’area verde e una nuova illuminazione per una piazza che vogliamo possa essere un luogo di ristoro per i turisti ma anche e soprattutto di aggregazione sana per i residenti con nuovo arredo urbano, armonico con la morfologia della piazza e spazi per eventi. Questo intervento rientra nel più ampio progetto di rigenerazione e riqualificazione delle piazze del centro storico, che stiamo portando avanti con fondi Pnrr, come poli di socialità, in sicurezza, fruendo di spazi pubblici in un contesto urbano dalla straordinaria bellezza architettonica».
«Sono molto orgoglioso di vedere finalmente realizzato questo restyling di piazza Caricamento – ha dichiarato l’assessore ai Centri Storici Mauro Avvenente – perché aggiunge un importante e ulteriore tassello al lavoro svolto da questa amministrazione attraverso il “Piano Caruggi” per la riqualificazione urbana del Centro Storico. Sono tutti progetti che hanno l’obiettivo di incrementare e migliorare l’offerta di spazi pubblici, attrezzandoli e trasformandoli al fine di accrescere la qualità dell’abitare e la sicurezza nell’ambito, oltreché incentivare l’interazione sociale. La nuova piazza è molto bella, vederla con le jacarande in fiore sarà uno spettacolo ancora più grande».
«L’intervento realizzato a piazza Caricamento – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Ferdinando De Fornari – rappresenta uno step importante per la riqualificazione del Centro Storico. Il progetto è stato studiato per rendere la piazza uno spazio ancora più unico, funzionale e che possa offrire riparo dal sole durante i mesi estivi. L’impianto di irrigazione all’avanguardia studiato per le 22 piante di jacaranda consentirà di non sprecare nemmeno una goccia d’acqua, rendendo nel complesso il progetto molto attento anche in termini di sostenibilità. Sarà una piazza della quale genovesi e non solo potranno tornare a godere, in una veste diversa, rinnovata e più funzionale».
I lavori del restyling hanno interessato anche l’illuminazione della piazza, non solo con l’implementazione dell’illuminazione pubblica tramite l’installazione di due nuovi pali della luce, ma anche con l’illuminazione scenografica che, attraverso faretti al led posizionati all’interno e nella struttura d’acciaio delle vasche, illumineranno le alberature e la pavimentazione.

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