Salis attacca: «Genova capitale delle diseguaglianze. L’Istat ne racconta il declino»

La candidata sindaca progressista: «Quindicimila residenti in meno in 7 anni. Un giovane su tre lascia la città dopo il diploma. Un esodo silenzioso che dobbiamo fermare. Nel frattempo, oltre il 50% degli over 65 segnala difficoltà ad accedere ai servizi di base»


«Oggi sui quotidiani troviamo dati ISTAT che raccontano il declino a cui Genova è stata costretta. Dati che parlano di giovani che se ne vanno per mancanza di opportunità, di famiglie che faticano a costruire un futuro qui, di un sistema che ha smesso di attrarre e trattenere – dice Silvia Salis, candidata sindaca del campo largo del centrosinistra -. Poi, la TARI resta una delle più alte d’Italia, a fronte di un servizio rifiuti che non soddisfa né cittadini né imprese. Poi ancora, le richieste di alloggi residenziali pubblici a canone calmierato, che sono aumentate del 20%, segno che la povertà abitativa è una realtà crescente, soprattutto nelle periferie».

«E infine, un dato che dice tutto sul presente di Genova: un giovane su tre lascia la città dopo il diploma – prosegue Salis -. Un esodo silenzioso che dobbiamo fermare. Nel frattempo, oltre il 50% degli over 65 segnala difficoltà ad accedere ai servizi di base. Un fallimento per una città che invecchia e non si prende cura di chi ha più bisogno. Questi sono i punti da cui partire: non le vetrine di pesto, focaccia e mortai. Perché un sindaco deve prima di tutto conoscere i problemi, capire le cause e costruire risposte concrete. È quello che sto facendo, e che farò giorno dopo giorno».
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.