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La campagna elettorale spiegata ai cittadini: se il consiglio comunale diventa arena di propaganda. La vicenda Nuovo Galliera

Mentre i vertici dell’ospedale e Italia Nostra si incontravano per trovare una via percorribile e di soddisfazione per tutti, il centrodestra ha portato nella Sala Rossa di Tursi una dichiarazione del già totiano Pellerano perché i partiti si esprimessero non sul progetto (il cui iter comunale è già chiuso), ma sull”«opportunità che il Comune resista in giudizio contro i ricorsi» e di «adoperarsi presso i ricorrenti per invitarli a rinunciare»: un cavallo di Troia per la campagna elettorale contro Salis che nei suoi “sì” ha messo, appunto, l’ospedale

L’intenzione era quella di provocare spaccature in aula tra i consiglieri di una minoranza sempre meno minoranza numerica, tanto che la maggioranza più di una volta non ha potuto garantire il mantenimento del numero legale. Quello dei conflitti interni tra i partiti che compongono il campo largo dei progressisti che sostiene Silvia Salis è un mantra elettorale del centrodestra. Anche in assenza, questa volta, di polemiche e spaccature. E, visto che non ce ne sono (almeno non ce ne sono di visibili), la maggioranza in consiglio comunale ha provato a farle nascere direttamente nella Sala Rossa di Palazzo Tursi.

Il tutto è costato 45 minuti del tempo a disposizione, in cui si sarebbero potuti affrontare problemi pratici dei cittadini e temi di diretta competenza dell’ente. Il tutto nella penultima riunione di consiglio prima della pausa elettorale.

La dichiarazione di inizio seduta di Pellerano nulla ha a che fare con quanto il consiglio può decidere votando (infatti la formula della dichiarazione non prevede il voto), contribuendo al buon funzionamento della città. È stata un’azione legittima, ma totalmente politica, in risposta, come azione di contrasto, ai “dieci sì” resi pubblici il giorno precedente dalla candidata del centrosinistra: «Dieci sì, forti e chiari. Perché governare significa avere il coraggio di scegliere. Sì a un porto che crea lavoro e sviluppo. Sì a infrastrutture utili, progettate con le persone, non calate dall’alto. Sì a un nuovo patto con il Terzo Settore, alla cultura che arriva nei quartieri, alla metropolitana che collega davvero la città. Sì al diritto alla casa, alla salute, allo sport, all’innovazione. Sì a un modello di città che mette al centro la qualità della vita e riduce le disuguaglianze».

«Io porto all’attenzione di quest’Aula un tema che è fondamentale per la vita della nostra città nei termini proprio della salute delle persone – ha detto ieri un aula un accalorato Lorenzo Pellerano del gruppo Genova al Centro, il nome di quel che resta dei consiglieri eletti nella lista di Giovanni Toti e che aderiscono in campo nazionale a “Noi Moderati”, che, fa sapere, sarà candidato nella lista “Orgoglio Genova” -. Parliamo del servizio sanitario in una grande città, una grande città che purtroppo ha una rete di ospedali molto risalente nel tempo e che necessariamente per migliorare questa qualità di servizio deve passare attraverso la realizzazione di nuovi ospedali. In particolare oggi discutiamo e chiedo a tutta l’Aula di prendere posizione su il tema del nuovo Galliera. Il Galliera è stato realizzato con un’idea di metà ottocento grazie alla donazione di una famiglia generosissima che sono state la Duchessa di Galliera e suo marito Raffaele De Ferrari che hanno donato alla città cose di un valore eccezionale, fra questo l’ospedale. Un ospedale di 150 anni fa non è più corrispondente alle necessità della sanità degli anni 2000 e necessariamente bisogna andare nella direzione di un nuovo ospedale Galliera. Del nuovo ospedale Galliera ormai ne parliamo quasi da decenni, perché lo sappiamo tutti questo progetto è andato incontro a opposizione da parte di comitati cittadini, associazioni, ricorsi ed è un’opera che è attesissima ma che proprio incide sulla sanità delle persone. Io credo che la stragrande maggioranza dei cittadini genovesi aspetta degli ospedali nuovi aspetta una qualità del servizio migliore. Da questo punto di vista si passa attraverso gli ospedali e quindi quello che chiediamo è di prendere posizione su questo progetto e non si può evadere da un dato oggettivo che è proprio di oggi e che è la campagna elettorale che noi viviamo. Ieri la candidata del centro-sinistra ha parlato di un sì, ma non ha chiarito il contenuto del sì ha detto potenziamento della struttura esistente. Allora occorre che tutti i partiti prendano posizione che parlino, che non stiano zitti, il Pd riformista a favore delle opere come un grande ospedale i partiti che sono sempre stati contrari, che sono vicini ai comitati, che sono vicini a chi fa i ricorsi tipo 5 Stelle e Lista Rossoverde. Tutti devono dire che cosa vogliono. Per quello che mi riguarda, come noi moderati, come Genova al Centro, noi vogliamo il nuovo Galliera perché lo aspettano le persone, perché hanno bisogno di cura, hanno bisogno di ospedali moderni e non si possono passare decenni a discutere di nuovo ospedale che nasce da una storia gloriosa di 150 anni fa e non può essere un ospedale di 150 anni fa ristrutturato a fare l’ospedale degli anni 2000. Negli anni 2020 si fa un nuovo ospedale, si fa con i criteri di oggi si fa ex novo e finalmente si realizza, superando le opposizioni, i ricorsi, i comitati. Vogliamo che tutti parlino e che dicano chiaramente che cosa pensano».

Ai media arriva anche una nota di Pellerano, che recita: «Neppure un giorno e i 10 punti della candidata sindaco diventano 9. Il Movimento 5 Stelle ha già smentito Silvia Salis: sul Nuovo Galliera i pentastellati dicono no – scrive -. Oggi la coalizione di sinistra si è spaccata sul progetto: Italia Viva favorevole, 5 Stelle contrari”. Così Lorenzo Pellerano, capogruppo di Noi Moderati in Consiglio Comunale e candidato nella lista Orgoglio Genova. Ieri abbiamo letto un sì criptico di Silvia Salis sul futuro del Galliera. Un sì ingannevole, un sì da interpretare, un sì che cerca di confondere le acque. La candidata prova a dire sì al “potenziamento della struttura già esistente”, non si spinge sulla realizzazione del nuovo ospedale ex novo a Carignano. Oggi in Consiglio Comunale l’esercizio di equilibrismo si è già rivelato fallimentare: nella coalizione di centro sinistra gli alleati si sono già spaccati».

In un comunicato, il vicesindaco facente funzione Pietro Piciocchi, candidato sindaco del centrosinistra, ci mette il carico: «Terremoto nel centrosinistra – scrive -. I Cinque Stelle e la Lista Rossoverde contro la loro stessa candidata sul nuovo ospedale. Non è passato neanche un giorno che il primo “Sì” è già diventato un “No”. I Cinque Stelle e la Lista Rosso Verde in Consiglio comunale smentiscono la candidata del centrosinistra demolendo i “Sì” presentati proprio ieri. Uno di questi guardava favorevolmente al progetto del nuovo Ospedale Galliera ma nella giornata di oggi è stato puntualmente smentito dai capigruppo in Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle e Lista Rosso Verde che hanno ribadito la loro ferma contrarietà».

Solo che non è andata esattamente così. Non c’è stato alcun terremoto, i consiglieri di opposizione non si sono affatto scannati in aula e, pur con diverse sfumature dialettiche, hanno mantenuto la linea “fare sì, ma fare bene e tenendo conto delle esigenze della città e dei cittadini”. Una posizione che il centrodestra sembra non abbia compreso, portando avanti un copione che è sembrato studiato in anticipo a tavolino, indipendentemente da quanto accaduto nella Sala Rossa. Anche Fabio Ceraudo, consigliere pentastellato, ha detto sì all’ospedale. Certo, ha a lungo sottolineato le critiche al progetto così come è, fondamentalmente per la riduzione dei posti letto che è prevista, ma si è detto favorevole alla struttura sanitaria. E Filippo Bruzzone della lista rossoverde, oltre ad aver commentato in aula, ha inviato una nota che dice, in sintesi, «Noi non abbiamo mai detto no al nuovo ospedale Galliera: abbiamo posto domande, chiesto trasparenza, sollecitato un confronto pubblico e perfino richiesto una commissione consiliare dedicata»

Pubblichiamo le dichiarazioni dell’opposizione in modo testuale, oltre a quello del Vicesindaco facente funzioni, perché ognuno possa leggere e farsi la propria idea


Arianna Viscogliosi (Gruppo misto per Italia Viva). «Anche questa mattina in conferenza a capigruppo ho cercato di spiegare che secondo la mia opinione la formulazione dell’impegnativa era un po’ contraddittoria, poco formalmente chiara perché nel primo punto si parla della necessità di imprimere un’accelerazione alla realizzazione del progetto di un nuovo ospedale. Mi pare una formulazione quantomeno vaga perché non viene chiarito quali siano oggi gli strumenti concreti di cui il Comune dispone per accelerare un provvedimento che dal punto di vista urbanistico-amministrativo ha già ottenuto il suo compimento. C’è già stata la conferenza dei servizi, l’ultima, quindi evidentemente non si capisce con che modalità il Comune possa intervenire nuovamente in questa procedura. Secondo aspetto, sul tema della resistenza in giudizio ai ricorsi presentati è doveroso chiarire che attualmente pende un ricorso straordinario dinanzi al Presidente della Repubblica presentato da Italia Nostra diretto contro i 30 coinvolti, quindi la Regione, il Comune e l’Ospedale Galliera. Il Comune quindi è già parte di un procedimento e si sta già difendendo, avendo espresso assenso nella conferenza dei servizi conclusivi che rappresenta l’ultimo passaggio. Detto questo, sotto un profilo politico voglio essere chiara. Sono personalmente totalmente a favore della realizzazione dell’Ospedale Galliera dove lavoro dal 2008 e dove all’interno dell’Ufficio Legale mi sono sempre occupata anche di tutti gli aspetti legali a questa realizzazione del progetto e anche al reperimento di fondi europei finalizzati a finanziare l’Ospedale che è molto innovativo sotto alcuni profili delle energie rinnovabili. Questa opposizione è condivisa dal mio gruppo e dalla candidata Sindaca che sostengo che in questi giorni ha chiarito pienamente il suo sostegno alla realizzazione di questa opera e quindi anche alcune affermazioni che ho letto oggi provenienti da parte della Lega le rimando al mittente perché se vogliono creare confusione su un bene primario così fondamentale come è la realizzazione di uno dei più importanti ospedali genovesi perché è nel cuore della città vicino al centro storico e che versa comunque in condizioni di precarietà sia per il personale sanitario che per i pazienti, credo che questa sia come sempre propaganda e non fatti».

Cristina Lodi (Gruppo misto per Azione): Volevo ringraziare il consigliere Pellerano, davvero grazie perché ha detto parliamo del servizio sanitario della città. Dopo 8 anni in quest’aula grazie al consigliere Pellerano questa amministrazione inizia a parlare, un po’ tardi eh, un po’ tardino perché io sono a favore del Nuovo Galliera anche nella Giunta d’Orio abbiamo votato le delibere quindi non ho nessun problema e non è che mi smaschera su questo, ma mi piace parlare un po’ dell’ex presidente Toti e di come in quest’aula nessuno, perché gli ospedali non ce n’è bisogno solo nel centro, ce n’è bisogno per esempio apponente. Nel 2017 Totti sigla l’accordo per Erzelli, nel 2018 dice acquisiamo l’area, poi dice a un certo punto nel 2021 uno del PD che chiede ma l’area l’avete acquisita? E dice che lo farà nel bilancio del 2022 e però poi si è dimenticato e nel 2023 dice arriveranno i soldi e poi nel 2025 arriva il nuovo presidente Bucci che dice proviamo a riprendere in mano l’assunzione degli Erzelli. Allora io dico che trovo abbastanza politicamente vergognoso ed io sono stata una di quelle che in questi 8 anni, ce li metto tutti, grazie alla non comprensione e non l’attenzione da parte degli assessori sociali che si sono avvicendati, di venire a parlare qua della sanità come uno degli elementi più importanti e fondanti dell’amministrazione comunale, perché il presidente della conferenza dei sindaci nel distretto sociosanitario e dovrebbe occuparsi non solo di recuperare e spingere la regione e non determinare ai cittadini di stare mesi e anni a aspettare una prestazione, ma dovrebbe garantire gli ospedali. Ah sì sì, peccato che in questi 8 anni in regione ci siete stati voi. Allora fino a ieri era sempre colpa del centro-sinistra, benissimo, in 8 anni non siete stati in grado non solo di fare realizzare il Galliera, ma di chi è la pressione che qua doveva arrivare? Non solo non siete stati in grado di fare delle commissioni, non ho mai visto una commissione sul Galliera, invece che fare l’ordine del giorno 55 a due mesi, un mese dalle elezioni, a due settimane dalla chiusura, potevate fare una bella commissione in questi anni e convocare tutti i soggetti, come potevate fare una bella commissione su Erzelli e convocare la Regione a dire perché sono dal 2017 che non ha fatto nulla su Erzelli. Allora un po’ di serietà politica e ovviamente non parlo dal punto di vista personale. Mi pare tardi, mi pare molto tardi trattare quest’aula di sanità, speriamo di poterlo fare in maniera dovuta».

Davide Patrone: capogruppo Pd: «Vorrei dire a chi segue i lavori del Consiglio Comunale che la destra che ha governato per otto anni la regione e il comune non ha realizzato nessun nuovo ospedale di quelli previsti nel piano sociosanitario regionale, nel PSR di tutti gli ospedali che doveva realizzare, non ne ha realizzato uno. Oggi arriviamo qua con questo documento che è perfettamente proprio esemplificativo del momento che stiamo vivendo, cioè la campagna elettorale di chi governa la nostra città. Poi l’impegnativa, mi dispiace anche per il collega, ha davvero poco senso. Si impegna l’amministrazione comunale a imprimere un’accelerazione alla realizzazione del progetto del nuovo ospedale quando il cCmune dal punto di vista degli atti formali, degli atti amministrativi che abbiano dignità amministrativa ha fatto il suo ultimo atto nel 2017. Il Comune non ha più nulla da dire da questo punto di vista. Proseguo sull’impegnativa o comunque l’opportunità di esprimersi oggi in aula. L’opportunità che il comune resista in giudizio in ogni seda ai ricorsi presentati contro il progetto del nuovo galliera. Ma questa è una valutazione che fa sulla base di motivazioni giuridiche l’avvocatura del comune. Anche in questo caso mi stupisco dell’avvocato Pellerano, dell’avvocato vice sindaco Picciotti che pare essersi dimenticato della sua precedente e attuale professione nel momento in cui conduce l’aula per ragioni di campagna elettorale di debolezza politica a esprimersi su un tema come questo. Dimenticando il contesto politico, dimenticando i fallimenti della destra. Peraltro il TAR quando si è pronunciato non si è mai pronunciato con delle sospensive. Quindi anche i ritardi da questo punto di vista sono da imputare esclusivamente politicamente a chi in questi anni ha governato. Ricordo inoltre che i fondi necessari a finalizzare lo stanziamento per la realizzazione del nuovo galliera li ha sbloccati il ministro Andrea Orlando quando era ministro delle politiche sociali sotto il governo Draghi. Quindi anche questa narrazione del no è una narrazione come al solito fallace. Noi ci siamo espressi, vogliamo un nuovo ospedale, vogliamo il nuovo galliera. Vogliamo però che il vecchio ospedale non venga destinato ad altri usi che non siano pubblici, destinati al socio sanitario, vogliamo un rafforzamento del presidio socio sanitario, anche al galliera, mediante la realizzazione del nuovo ospedale e la valorizzazione di quello vecchio. Non vogliamo speculazioni di lizi e vogliamo rafforzare il presidio che le istituzioni attraverso gli ospedali possono dare ai cittadini della nostra città in termini socio sanitari. È chiaro? Penso di sì.

Filippo Bruzzone, capogruppo Avs: «Anticipo una questione, o meglio, ribadisco una questione sollevata in conferenza Capigruppo perché ritengo che questo articolo 55 abbia un po’ poco fondamento nel momento in cui il collega proponente chiede di esprimersi sull’opportunità che il Consiglio comunale poi di fatto resista in giudizio contro dei ricorsi quando, la stessa espressione della Segreteria Generale, è emerso come non sia il Consiglio comunale l’organo preposto a decidere se resiste o meno in giudizio. Quindi lo trovo un 55, per quel che può valere la mia opinione, totalmente fuori luogo. Dopodiché, se la domanda è se siamo a favore del Galliera, siamo a favore del Galliera, poi ci piacerebbe vedere anche il progetto, perché noi pur avendo formulato, come dire, più volte richieste di commissione – e vedo che il Vicesindaco sorride – evidentemente non vi siete presi la responsabilità di venircelo dire, perché noi riteniamo che avere un progetto che supera un’idea di ospedale vecchia, quella basata sui reparti distaccati, ma su dei blocchi unici, come può essere un monoblocco, sia un’idea condivisibile, come dire, anche quell’idea che supera però solo 60 posti letto, ma che arriviamo magari a traguardarne 80 o 90, cosa che noi oggi non abbiamo. Così come noi vorremmo anche un po’ uscire da una dicotomia ideologica tutta del centro-destra, che vede nei confronti di chi vuole sollevare dei dubbi a nostro giudizio legittimi, come un qualcuno che rema contro la città. Noi non siamo di questa opinione, riteniamo che tutti i cittadini siano liberi di presentare, qualora ve ne siano gli estremi, i ricorsi che reputano utili, talvolta sono utili, ricordo che è notizia di oggi, ad esempio, che il Tar ha colto il ricorso su una delibera che questo comune ha adottato in Albaro per dei campi da padel, quindi evidentemente tutti i torti in quel caso non c’erano e che quindi la cittadinanza vada ascoltata e non semmai osteggiata, colleghi del centro-destra. In conclusione, noi siamo assolutamente a favore dei progetti che possono aiutare la cittadinanza e sono molto contento, e la fu lista Toti, voglia parlare di sanità, perché grazie alla vostra gestione se noi abbiamo 12 milioni di disavanzo, se la fondazione Gimbe, leader del settore classifica la Regione Liguria sempre in fondo alle varie categorie in esame, se la nostra Regione ha una sanità passiva tra le peggiori in Italia, cioè sanità passiva, significa delle persone che decidono di andarsi a curare fuori Regione, non nella nostra Regione. Ebbene, dopo 8 anni di vostra amministrazione siamo a questo punto, nessun ospedale nuovo, nessun progetto presentato in quest’aula, sanità in passivo, quindi io spero che a maggio noi avremo veramente l’occasione per cambiare definitivamente aria, perché è un’aria un po’ stantia questa del centro-destra».

Fabio Ceraudo, Movimento 5 Stelle: «Voglio ricordare a questa maggioranza che governate da 11 anni, in questi 11 anni non avete aperto nessun ospedale, nessuno. Quello di La Spezia oltre ai rendering è aumentato e lievitato dei costi da 177 milioni a 264. Il famoso autoparco, ah, no, scusate, ospedale che doveva sorgere agli Erzelli, ora è un autoparco che doveva essere costruito a 150 milioni, oggi è lievitato a 405 milioni, ma rimane la prima pietra, quella del vice sindaco Baleari, ora poi la vado a spostare perché inizia a essere anche abbastanza noiosa tenerla là, mentre ad esempio avete le potenziato Sestri Ponente, San Pier d’Arena e San Martino, il motivo sostanziale per cui noi diciamo che il progetto del Galliera non va bene è che quattro volte all’anno il Galliera va in crisi, va in crisi per i posti letto, quei posti letto che in questo progetto vanno diminuiti di un terzo dal secolo scorso, quindi Genova ha fame di sanità, Genova e la Liguria hanno fame di posti letto e voi li tagliate, quindi quella nuova struttura, se andate a leggere e guardare il progetto… noi lo siamo andati a vedere, caro Vicesindaco, siamo andati a vedere il progetto per i posto letto: noi ne abbiamo contati 277, anche se dichiarati sarebbero 403. Se per poi quello è rigenerazione della sanità, tagliare di un terzo i posti di letto, noi non siamo d’accordo su quel progetto, siamo d’accordo su un ospedale funzionale nuovo che possa dare veramente garanzia di posti letto e della sanità pubblica, quella che voi non avete sponsorizzato. Per quello contestavamo il progetto e non perché non vogliamo un ospedale, gli ospedali nuovi li vogliamo e ne vogliamo molti di più, come avevate promesso 11 anni fa, come l’ospedale di Ponente, l’ospedale di Vallata, l’ospedale della Spezia. La prossima volta che vengo in aula vi porto la prima pietra di Balleari».

«Ho chiesto di prendere brevemente la parola – ha dichiarato il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi – perché il tema è straordinariamente importante non credo che si possa dire come ho sentito da parte di qualcuno che è un tema che non ha una valenza politica tant’è vero che se oggi questo tema approda l’aula è perché è stato oggetto di dichiarazioni non mie nella giornata di ieri quindi io credo che e ringrazio chi ha posto questa questione che peraltro ricordo già l’Aula in passato aveva trattato perché credo che sia un contributo ed un elemento di chiarezza che noi tutti dobbiamo ai cittadini. Il tema ha una grandissima valenza politica anche rispetto alla vicenda giudiziaria perché sono andato a riguardare queste carte di questo giudizio che sapete benissimo è tentacolare abbiamo avuto ricorsi contro la variante, ricorsi contro la via, ricorsi contro il PUC, ricorsi originati dal vincolo di bene storico ricordo la consigliera Viscogliosi che in realtà l’ultimo pronunciamento del Comune di Genova non è del 2017 ma è del 2020 però Presidente mi scusi io sto parlando di fatti non attacco certe persone perché non è l’Aula Allora consigliere Bruzzone lei allora il consigliere Bruzzone primo richiamo perché io le ho già detto prima prima richiamo va bene adesso può fare quello che vuole comunque lei è richiamato va bene perché tutta la seduta è un’ora che lei continua a parlare sopra gli altri consiglieri è una mancanza di rispetto Presidente mi scusi ma una notazione sul metodo se io cito affermazioni che ho sentito esprimere da alcuni consiglieri non mi rivolgo in termini offensivi a quei consiglieri siccome ho ascoltato dalla consigliera Viscogliosi che l’ultimo pronunciamento del Comune di Genova è del 2017 ricordo che in questo momento beh allora ho capito male allora ho capito male e lo chiarisco ricordo che l’ultimo pronunciamento del Comune di Genova attiene la determinazione con cui è stato approvato il progetto del nuovo Galliera e risale al 2022 una vicenda che ci impegnò moltissimo peraltro come sapete questa determina è stata impugnata con ricorso straordinario il ricorso straordinario è stato respinto e siamo arrivati ad un’associazione che a questo punto ha proposto un ricorso straordinario nuovo a novembre 24 per chiedere la revocazione del decreto del Presidente della Repubblica che rigettava il primo ricorso straordinario allora siamo arrivati a questa situazione allora io credo che sia giusto davanti ai cittadini genovesi dire che cosa vogliamo fare soprattutto che posizione vogliamo prendere anche nei confronti di chi così per ricaccemente peraltro non rispettando neppure le pronunce giudiziarie che hanno definitivamente accolto o meglio respinto quei ricorsi e quindi hanno definitivamente validato quei progetti nonostante questo non se ne fa una ragione e continua a nostro avviso e mi assumo la responsabilità di quello che dico del tutto strumentalmente a mantenere una situazione di incertezza e di indecisione rispetto all’edificazione di un nuovo ospedale che come è stato espresso lo dico ma potrebbe essere superfluo ci vede assolutamente favorevoli aggiungo rispetto all’impegnativa che viene chiesta in questo caso al sottoscritto nel suo ruolo di sindaco reggente che non solo la ritengo attuale ma la faccio mia perché invece imprimere un’accelerazione quanto mai necessario in questo momento a livello informativo vi partecipo al fatto lo sapete benissimo che la realizzazione del nuovo ospedale è stata fidata all’Inary è in corso di redazione e di prossima definizione la convenzione con Inary e poi un’altra cosa vorrei sottolineare che è importante dirla cioè non è che questo progetto non tenga conto dei destini del vecchio ospedale perché ricordo che ci sono 43 milioni di aerostanziati sul vecchio ospedale per realizzare sul vecchio ospedale servizi complementari di ospedale di comunità quindi come dire anche su questo inviterei a dare una rappresentazione dei fatti perché non si può dire che i Galliera non è un tema che è un progetto da vedere i Galliera è un progetto ormai arrivato al suo livello esecutivo per quanto riguarda il nuovo ospedale con 43 milioni di euro che sono stati stanziati per la rigenerazione dei vecchi padiglioni quindi questa è quanto la nostra posizione chiara incondizionatamente a favore dell’ospedale e bene abbiamo fatto arrivare a dirlo oggi».

Filippo Bruzzone gli risponde direttamente con una nota: «Sul Galliera Piciocchi mistifica. Noi siamo favorevoli a un vero ospedale pubblico ma serve trasparenza e confronto. Piciocchi ha perso un’altra occasione per ascoltare e non rilasciare dichiarazioni di parte. Noi non abbiamo mai detto no al nuovo ospedale Galliera: abbiamo posto domande, chiesto trasparenza, sollecitato un confronto pubblico e perfino richiesto una commissione consiliare dedicata — mai convocata — per approfondire i dettagli di un progetto che riguarda la salute di migliaia di persone. Siamo favorevoli a un nuovo ospedale pubblico, moderno e funzionale, capace di garantire almeno 80-90 posti letto, superando la logica del vecchio modello a padiglioni distaccati. Vogliamo un presidio che non sia solo un titolo sui giornali o un’opera sulla carta, ma una struttura sanitaria concreta, all’altezza delle necessità della città e libera da rischi di speculazione edilizia. Piciocchi invece punta il dito contro chi solleva dubbi, riduce tutto a uno scontro ideologico e dimentica che il diritto di porre domande, anche attraverso ricorsi legittimi, è parte di una democrazia sana. Ed essendo a capo di una civica amministrazione dovrebbe saperlo e rispettarlo. Invito lui  a riascoltare la registrazione del consiglio comunale (quella che noi abbiamo trascritto testualmente sopra n. d. r.): lì non troverà alcun no ma semmai la richiesta di un dialogo serio e responsabile. La propaganda non sostituisce la pianificazione. La città merita un ospedale efficiente ma soprattutto merita la verità».

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