Italia Nostra incontra i vertici dell’ospedale: «Il Nuovo Galliera sia realizzato in area idonea a Ponente»

Il presidente Stefano Fera: «Sì al nuovo presidio sanitario ad alta specializzazione agli Erzelli e sì al mantenimento delle funzioni sanitarie dell’edificio esistente compatibili con la struttura. La politica si sforzi di individuare la migliore soluzione urbanistica in grado di offrire alla città la più efficiente assistenza sanitaria nel massimo rispetto delle legittime e urgenti esigenze di tutta la cittadinanza»

Mentre la politica riduce la questione a mero strumento di campagna elettoralei vertici dell’ospedale presieduto dall’arcivescvo, monsignor Marco Tasca e l’associazione Italia Nostra si incontrano per trovare la migliore strada per uscire dal ginepraio del progetto contestato dai residenti e da diverse associazioni.
La soluzione alle controversie sul Nuovo Galliera potrebbe venire da un’idea capace di salvare capra e cavoli, cioè le istanze di tutti, nella certezza che una nuova struttura per l’ospedale ad alta specializzazione sia necessaria alla città, ma che l’area di Carignano sia poco idonea ad ospitarla, pur mantenendo funzioni sanitarie meno intense. Lo suggerisce, dopo l’incontro col vicepresidente dell’ospedale Giuseppe Zampini e il direttore generale Francesco Quaglia, l’architetto Stefano Fera, presidente di Italia Nostra Genova e consigliere nazionale dell’associazione.

Ecco la sua lettera aperta

A seguito del recente invito dell’arcivescovo Marco Tasca, presidente dell’Ente Ospedali Galliera, rivolto al Presidente nazionale di Italia Nostra per un incontro chiarificatore sulla posizione della nostra associazione nei confronti dell’Ente Ospedali Galliera con riguardo alla realizzazione del “Nuovo Galliera” ed all’esito degli incontri fra alcuni rappresentanti della Sezione di Genova di Italia Nostra, competente per territorio, ed una delegazione di altissimo livello dell’Ente stesso
incontri svoltisi in un clima di massima cordialità e caratterizzati da intento collaborativo, voglio precisare con estrema chiarezza, in primo luogo, che noi tutti siamo consapevoli delle difficoltà in cui tale fondamentale istituzione ospedaliera sta oggi operando, con grave disagio sia dei pazienti, sia degli operatori sanitari. In particolare, le difficoltà, cui quotidianamente deve far fronte il pronto soccorso, sono sotto gli occhi di tutti e non necessitano di alcun commento se non l’elogio al personale sanitario capace di farsi carico con grande impegno e coraggio delle sofferenze di quanti vi si rivolgono.
Al contempo, però, come associazione che statutariamente promuove azioni per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio, dei monumenti, dei centri storici e della qualità della vita, non possiamo ignorare il fatto che l’Ospedale, donato alla città da Maria Brignole Sale – Duchessa di Galliera, sia un monumento architettonico di notevole bellezza, destinato dalla fondatrice “alla cura ed all’accoglienza dei poveri infermi”. L’ospedale era stato realizzato con criteri avveniristici. La struttura a bracci era stata progettata per consentire di curare separatamente patologie diverse ed assicurare il continuo ricambio di aria in un sito salubre con speciali essenze appositamente coltivate fra i bracci e intorno all’ospedale per scopi terapeutici. Italia Nostra è perfettamente consapevole che, probabilmente, l’edificio storico che ospita l’attuale Ospedale non possa più rispondere ai canoni richiesti per un ospedale di altissima specializzazione. Ciò, tuttavia, non impedirebbe di mantenerne la destinazione statutaria della cura e dell’accoglienza dei poveri infermi, attribuendogli funzioni sanitarie compatibili con la conservazione dell’attuale struttura nell’ambito della pianificazione regionale.
Italia Nostra ha, invece, rilevato e contestato il fatto che il nuovo edificio andrebbe a impattare pesantemente sul complesso storico e sui circostanti spazi verdi, intasando ulteriormente una parte di città già densamente edificata con conseguente danno per il monumento tutelato, per l’ambiente e per la qualità della vita dei cittadini. Mentre, al contempo, l’esigenza di un nuovo modernissimo ospedale è avvertita dall’Associazione e condivisa con i vertici dell’Ente Ospedali Galliera. Per questo motivo Italia Nostra rivolge un appello accorato a tutti i candidati sindaco affinché si impegnino a risolvere il problema dell’“ammodernamento” del Galliera nell’unico modo possibile, cioè individuando un sito adeguato alla creazione di un nuovo ospedale efficiente e tecnologicamente avanzato al di fuori del perimetro già saturo del complesso esistente nel quartiere di Carignano. Quartiere che all’epoca della Duchessa di Galliera, non dimentichiamolo, era periferico alla città. Non spetta certo a noi indicare quale possa essere tale area, tuttavia ci sembra evidente che data la vicinanza del Galliera all’altro principale complesso ospedaliero, quello di San Martino (distante solo cinque chilometri), il Nuovo Galliera vada posizionato nel Ponente cittadino, ben più sguarnito e bisognoso di presidio sanitario. Inoltre, nel territorio urbano ad ovest del Polcevera, si potrebbe ipotizzare un’ottima sinergia – con evidenti economie di spese di realizzazione e di gestione – di due plessi ospedalieri agli Erzelli, l’uno sotto la direzione del Galliera e l’altro sotto la direzione del San Martino con specializzazioni diverse e complementari.
Peraltro, altri grandi siti industriali dismessi abbondano e non sarebbe difficile individuarvi aree adeguatamente infrastrutturate e di facile accessibilità per la realizzazione di moderne strutture ospedaliere. Pertanto il nostro auspicio è che la politica si sforzi di individuare la migliore soluzione urbanistica in grado di offrire alla Città la più efficiente assistenza sanitaria nel massimo rispetto delle legittime e urgenti esigenze di tutta la cittadinanza.


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