La Corte d’assise d’appello accoglie il ricorso dei legali dei fratelli Scalamandrè, pene fortemente ridotte

Per Alessio la pena è stata ridotta da 21 a 12 anni e per Simone da 14 a 6 anni e 2 mesi. I due sono stati condannati per l’omicidio del padre Pasquale. La Corte d’assise d’appello di Milano ha riconosciuto l’attenuante della provocazione per il comportamento del padre nei confronti della madre e degli stessi ragazzi

«La cosa importante è che la Corte d’assise d’appello di Milano ha riconosciuto finalmente, dopo due pronunciamenti di Cassazione, l’attenuante della provocazione, ossia i fatti ingiusti che erano stati commessi dal padre sia nei confronti della mamma che nei confronti degli stessi due fratelli» dice l’avvocato Luca Rinaldi, che difende il giovane insieme all’avvocato Andrea Guido. Alessio ha già trascorso 5 anni ai domiciliari che con la prevedibile concessione della liberazione anticipata diventerebbero sei. Questo vuole dire che è già alla metà della pena da scontare.

I due fratelli sono stati riconosciuti colpevoli dell’omicidio del padre Pasquale, avvenuto il 10 agosto 2020, durante una lite nella loro abitazione, in cui il padre, indagato per maltrattamenti verso la madre, è stato colpito ripetutamente con un mattarello.
La vicenda ha conosciuto diverse fasi giudiziarie: la Corte di Cassazione, nel novembre 2023, aveva annullato con rinvio la sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Assise d’appello genovese, che aveva condannato Alessio a 21 anni, tenendo conto della pronuncia della Corte Costituzionale che aveva dichiarato l’illegittimità dell’articolo del Codice Rosso che limitava l’applicazione delle attenuanti generiche nelle situazioni di delitto familiare. Inoltre, era stato accolto il ricorso presentato dai difensori che invocavano l’attenuante della provocazione. Era stato accolto anche il ricorso sull’assoluzione di Simone.
La Corte d’Assise d’appello di Milano aveva confermato le condanne a carico di Alessio Scalamanadrè, condannato a 21 anni di reclusione, e del fratello Simone, condannato a 14 anni, ratificando così la sentenza di primo grado emessa dall’Assise di Genova nel febbraio del 2022
La Corte di Cassazione, il 30 novembre scorso, aveva nuovamente rinviato il processo d’appello. Nell’aprile 2024, la Corte d’assise d’appello di Milano aveva condannato Alessio a 21 anni e Simone a 14 anni di carcere. La Cassazione aveva accolto il ricorso della difesa di Alessio chiedendo di rivalutare le attenuanti. Anche per Simone, pur respingendo la tesi della sua non partecipazione al delitto, era stata chiesta una revisione.
Il delitto era avvenuto in un contesto familiare problematico: Pasquale Scalamandré era stato denunciato per maltrattamenti e minacce contro la moglie, costretta a rifugiarsi in una comunità protetta in Sardegna. Il giorno dell’omicidio, Pasquale si era recato a casa dei figli per chiedere ad Alessio di ritirare la denuncia, ma la lite era degenerata fino al tragico epilogo. Alessio si era assunto la responsabilità del delitto e Simone in primo grado era stato assolto, ma poi condannato in appello.
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