Quattro assi di forza, sabato la manifestazione, dalle 16 in piazza Galileo Ferraris

L’iniziativa è stata organizzata, spiegano al Circolo Nuova Ecologia e al comitato dei Cittadini residenti sconquAsse Marassi, «Per un migliore trasporto pubblico e una reale riqualifìcazione degli spazi attraversati»

«La popolazione della Valbisagno, e nel caso specifico quella di Marassi, ha davvero bisogno di un trasporta pubblico qualitativamente migliore – spiegano alle due associazioni che hanno organizzato la manifestazione -. Per essere tale essa deve però fare parte di un sistema integrato che garantisca puntualità e condizioni di viaggio adeguate a renderlo attrattivo negli spostamenti sull’intera rete dell’area metropolitana. Quello che invece appare un elemento assolutamente critico nel cosiddetto “Progetto dei 4 assi di forza” è che, nonostante il vincolo dei finanziamenti pubblici ad avere almeno il 70% di percorso in sede protetta, a conti fatti se ne prevede molto meno, in particolare in Valbisagno dove ci si attesta a poco più del 50% del percorso, ed esso inoltre, anche per il tipo di vettore scelto (il filobus e non il tram), suggerisce la possibilità di modifiche — leggasi riduzioni – in corso d’opera su corsie riservate (con strisce gialle) più che protette (da cordolature)».

«Ecco quindi che il rispetto dei tempi di percorrenza (e quindi delle frequenze promesse) comincia ad essere più che dubbio . spiegano al Circolo Nuova Ecologia e al comitato dei Cittadini residenti sconquAsse Marassi – , così come si potrebbe pensare del grado di efficacia e comodità del servizio offerto, se è vero che si parla di un taglio di un milione di annui di corse, che non può essere spiegato sola in termini di una sua ottimizzazione, vista che i filobus — per quanto più lunghi – promettono di caricare un numero non sufficiente di utenti (quelli per esempio conferiti da diverse linee collinari già spesso sature), in particolar modo nelle ore di punta ovvero quando ce ne è più bisogno. Infine è proprio il caso delle linee collinari di Marassi che segnala l’errore concettuale più macroscopico di questa pensata, poiché stiamo parlando di un’area densamente popolata che gravita a poca distanza dal centro, e che quindi costringerebbe a rotture di carico, ovvero a cambiare bus nell arco di un viaggio stimato in pochi minuti, marcando un ulteriore punto a sfavore per chi intenda servirsene (così come del resto attestano studi trasportistici dedicati a questo specifico aspetto). Non ultimo motivo di scontento poi è anche la perdita del collegamento diretto con la metro in Sant Agata, visto che il nuovo filobus transiterebbe da via Archimede, la qual cosa sottolinea la poca duttilità del sistema che si vuole adottare. In tali condizioni non è allora socialmente accettabile un taglio di pasti auto che si dovrebbe aggirare in più di 500 stalli, in una zona già soggetta a manifestazioni sportive e mercatali e che sarà interessata da cantieri legati a Stadio, rimesse AMT e quant’altro».
«Puntare piuttosto su un reale potenziamento del sistema di trasporto pubblico consentirebbe davvero di liberare lo spazio necessario per riqualificare le zone attraversate, riducendo il numero di auto circolanti (o in sosta) in tutta la città» concludono le associazioni.
La manifestazione sarà sabato 22 marzo dalle 16:00 con concentramento in piazza Galileo Ferraris
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