Comunali 2025 

Pagamento in anticipo per una delle Tari più alte d’Italia, Salis: «Sono molto preoccupata dei conti che troveremo»

La candidata sindaca del centrosinistra attacca: «Il Comune non deve vessare i cittadini ma ha il dovere di tutelarli». Secondo l’assessore Avvenente l’anticipo è dovuto a «sollecitazioni da parte del ministero delle Finanze e all’esigenza posta dalla Ragioneria dello Stato di migliorare le performance di riscossione delle entrate»

“Il Comune di Genova fa cassa sui cittadini e oltre alla Tari più alta d’Italia chiede il pagamento in anticipo a soli tre mesi dall’ultimo versamento – dice Salis -. Perché questa richiesta anticipata? Quale sarebbe stata l’emergenza che lo scorso anno ha portato l’amministrazione a chiedere la riscossione prima? Non sentiamo altro che annunciare opere faraoniche da centinaia di miglia di euro, investimenti per l’ordinaria amministrazione fatti passare per piani Marshall e poi però ai cittadini si chiede la Tari in anticipo. Una situazione inaccettabile. Sono molto preoccupata dei conti che troveremo in Comune, perché si promettono finanziamenti a destra e a manca, ma con quale risorse?».

«Il Comune non deve vessare i cittadini ma ha il dovere di tutelarli, per questo chiediamo anche che al più presto si faccia chiarezza sul rischio di un ulteriore aumento della tassa sui rifiuti, perché se è vero che il contratto onnicomprensivo (che comprende sia lo smaltimento dei rifiuti sia tutti gli altri servizi) sembrerebbe non preveda un aumento dell’iva dal 10 al 22 per cento, è anche vero che manca un documento che lo attesti nero su bianco. Bisogna assolutamente scongiurare questo scenario: un possibile aumento dell’iva sulla Tari, che è già la più alta d’Italia, sarebbe uno schiaffo ai cittadini – prosegue la candidata sindaca -. Piciocchi poi si esprima sull’inceneritore. Vuole sempre portarlo a Scarpino? Bucci prima della campagna elettorale aveva detto che lo voleva a Genova, quindi Scarpino. Poi il silenzio. È giunto il momento che dicano chiaramente ai cittadini cosa vogliono fare, perché le scelte dell’amministrazione ricadono sul futuro della città».

L’assessore all’Ambiente Mauro Avvenente, dopo un lungo prologo che rinvanga la situazione della discarica di scarpino e il buco di bilancio dell’azienda lasciati, dichiara, dal centro sinistra (area politica di cui faceva parte, fino al 2017 come presidente Pd del Municipio Ponente) che risalgono ormai a 8 anni fa, spiega che «L’anticipo di due mesi dei termini di pagamento è legato a sollecitazioni da parte del ministero delle Finanze e all’esigenza posta dalla Ragioneria dello Stato di migliorare le performance di riscossione delle entrate, evitare difficoltà di gestione di cassa e accantonamenti di somme al fondo rischi, tutte situazioni che producono danni rilevanti ai cittadini, diminuendo le risorse a beneficio dei servizi ovvero imponendo di chiedere prestiti alle banche con oneri a carico dei contribuenti. Avere anticipato di due mesi un termine, comunque dovuto, non porta alcun effetto negativo: a giugno ci sono già scadenze fiscali importanti e si evitano accavallamenti. Invito le opposizioni e paracadutati vari in campagna elettorale a studiare».

L’intervento di Avvenente su quella che tratteggia come una pesante eredità del centrosinistra del centrosinistra (quando, nel 2017, Marco Bucci è diventato sindaco) è quantomeno curioso. Nel 2017, infatti, Avvenente terminava il suo secondo ciclo da presidente Pd del Municipio Ponente. È rimasto nel Pd fino all’ottobre del 2019, consigliere dem nella Sala Rossa di Tursi, per poi spostarsi in Italia Viva in appoggio al sindaco di centrodestra e rimediare, infine, un posto da assessore della seconda giunta Bucci, in secondo battuta all’Amiu.

«Con riferimento all’applicazione dell’IVA al 22% – puntualizza il presidente di Amiu Genova Giovanni Battista Raggi – è opportuno specificare che la stessa, in luogo della aliquota ridotta del 10%, si applica in virtù della legge di bilancio non sulla Tari, ma sull’apporto dei rifiuti in discarica. La differenza non appare di poco conto, visto che il costo dei rifiuti in discarica rappresenta solo una piccola parte del costo complessivo della Tari. E comunque la non incidenza di tale incremento sulla Tari per il contratto di Genova deriva da applicazione di diversi atti interpretativi anche di Agenzia delle Entrate che si sono succeduti negli anni su casi analoghi. Oltre agli studi fatti in Amiu, anche Anci concorda con tale posizione e per estremo scrupolo comunque IFEL con ANCI stanno lavorando con Agenzia delle Entrate per ottenere un parere specifico che tolga ogni dubbio possibile. Adombrare rischi di aumenti della Tari per i genovesi sulla base di questo assunto, per altro eventualmente derivanti da norme imperative nazionali e non da decisioni locali o aziendali, appare quanto meno allo stato azzardato».


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