Giglio Bagnara a Sestri Ponente va in liquidazione controllata

Aperta nel 1869, l’attività economica era entrata nel cuore della popolazione rateizzando gli acquisti per cinque mesi. Generazioni di sestresi si sono vestiti così. Il mutamento dei sistemi di vendita, con la sempre più forte prevalenza dell’e-commerce si sono sommate ad altre difficoltà. Ora l’obiettivo è concludere in bonis entro l’anno la liquidazione volontaria, senza chiudere la porta a eventuali compratori che possano subentrare

Dopo 155 anni, uno dei simboli del commercio genovese, Giglio Bagnara, si prepara a spegnere le luci del grande magazzino di Sestri Ponente. L’annuncio arriva direttamente dai titolari dello storico negozio, che affermano che, dopo diversi anni condizionati da calamità esterne, stanno vivendo una fase di forte difficoltà finanziaria. Sta quindi per giungere al termine l’attività di un negozio di abbigliamento, che impiegava 29 lavoratori.

L’attività venne avviata nel 1869. Giglio Bagnara aveva ereditato parte delle attività industriali di suo padre Angelo Bagnara che nel 1851 aveva accolto un giovane Giuseppe Borsalino. L’inizio fu caratterizzato della vendita di tessuti a metraggio con una tecnica distintiva che è stata parte di tutta la storia dell’azienda: l’utilizzo dei monti (termine che deriva da “luogo di monte”, espressione usata fin dal XVI secolo per indicare una situazione di credito-debito) come sistema di fidelizzazione con pagamenti differiti di cinque mesi. Ancora oggi quasi 12.000 famiglie genovesi sono correntisti della Giglio Bagnara. Nel 1930 aveva introdotto la vendita di abiti confezionati grazie a Ballarini e Impermeabili San Giorgio. Nel 1950 fu il momento della grande moda vendendo le grandi firme italiane: la Giglio Bagnara ha visto nascere e accolto quasi tutti i protagonisti della moda fin dall’inizio della loro attività. La grande trasformazione dello store di via Sestri ospita oggi – su 4.000 mq di vendita e 2.000 di uffici e servizi divisi in 5 piani – la grande moda italiana e la tradizione della buona confezione. Dalla casa al bambino, dalla donna all’uomo, dalla jeanseria allo sportswear.
I rappresentanti di Giglio Bagnara evidenziano che i negozi fisici, per anni simbolo di tradizione e affidabilità, stanno cedendo il passo in tutta Europa ad altre forme di commercio, dove la dimensione umana e il contatto diretto con i clienti rischiano di scomparire; una sfida senza precedenti che si sta rivelando insormontabile per Giglio Bagnara. In mancanza di soluzioni concrete, infatti, Giglio Bagnara entra in liquidazione volontaria, con l’obiettivo di concluderla entro l’anno in bonis. Tuttavia, si apre a nuove realtà disponibili al subentro e annunciano che, nei prossimi mesi, saranno pronti ad esaminare proposte serie di terzi interessati a proseguire l’attività. L’ad Enrico Montolivo si congeda esprimendo gratitudine a tutte le persone che hanno accompagnato l’azienda in questo lungo viaggio, dai clienti ai fornitori, dalle autorità a tutto il personale pubblico; ma riserva un ringraziamento speciale, un pensiero profondo e un ricordo affettuoso ai ventinove dipendenti, che hanno sempre lavorato con grande passione, dedizione, entusiasmo, cortesia professionale e forte spirito di gruppo.
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