Economia Sindacale 

Operaio morto, Fiom: «Alle Riparazioni Navali subito le stesse condizioni di sicurezza del resto del porto»

Il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, Stefano Bonazzi: «Nel porto, oggi, lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Da oggi vertenza per ottenere rappresentanti dei lavoratori e non delle aziende che controllino la sicurezza»

Dopo l’incontro con la prefetta Cinzia Torraco e l’Autorità si Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Stefano Bonazzi ha annunciato

«Siamo andati su perché ieri c’è stato questo incidente sul lavoro, l’ennesimo incidente sul lavoro, anche in Liguria, 26 morti lo scorso anno – ha detto parlando al megafono ai lavoratori -. E perché, noi diciamo, di fronte a queste morti occorre dare dei segnali concreti, chiari. Ed è il motivo per cui quest’oggi abbiamo fatto uno sciopero, un corteo, come Riparazione Navai non si vedeva da anni E noi glielo abbiamo detto chiaramente su di sopra, il problema non è solo l’emotività per la morte di un nostro collega, che ci sta. Ma anche perché i nostri lavoratori, i lavoratori che lavorano nelle Riparazioni Navai, sanno, sanno i rischi che corrono in quel settore. Dopodiché, noi sappiamo che oggi, nel 2025, quei rischi con investimenti e controllo della sicurezza si possono azzerare. Quello di oggi era il segnale da dare perché bisogna cambiare la situazione all’interno delle Riparazioni Navali. Ci vuole più sicurezza, sì, sì. Cos’è che chiediamo da anni? Cos’è che chiediamo da anni, tutti quanti noi? Chiediamo ai padroni delle Riparazioni Navali che vengano estesi delle Riparazioni Navali quei protocolli, quelle condizioni di sicurezza che ci sono nel resto del porto. Perché nel porto di Genova non possono esserci lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Non può essere che le Riparazioni Navali non ci siano lavoratori di serie B. Un anno e mezzo fa, vi ricordate? Ve lo ricordate perché ce l’avate? Abbiamo scioperato, abbiamo presidiato sotto l’autorità portuale per ottenere l’allargamento di quei protocolli, l’agilità degli RLS di sito, anche per quelle aziende metalmeccaniche che si occupavano di logistica attorno al porto. E la ottenemmo. Oggi dobbiamo lottare per ottenere quelle condizioni che ci sono nel resto del porto anche da noi»

«Noi abbiamo detto chiaro, la morte di Lorenzo è uno spartiacque, non si torna indietro ha proseguito il segretario Fiom -. Oggi nelle Riparazioni Navali inizia una lotta per ottenere quelle condizioni, per ottenere gli RLS di sito, cioè gente nostra, gente nostra non dell’azienda, gente nostra che controlla la sicurezza e che possa farlo ovunque nell’area industriale del porto. Questa è una richiesta concreta perché sapete cosa c’è? Io faccio lo segretario della Fiondi Genova. Quando si parla di sicurezza, il rischio è che si faccia della gran retorica e non si arrivi a un obiettivo concreto. Bene, noi ce l’abbiamo l’obiettivo concreto, ce l’abbiamo da anni, ce la stiamo prendendo di no. Oggi bisogna conquistarlo. Siamo andati su, l’abbiamo detto chiaramente, chiaramente al Prefetto, che è il Governo. Il Prefetto è il Governo, per noi è l’arbitro della questione e abbiamo chiesto una cosa concreta. Bisogna che chiamiamo l’autorità portuale perché è il padrone del condominio, i padroni perché sono quelli che hanno la responsabilità delle lavorazioni e il sindacato, i vostri rappresentanti, per ottenere quello che chiediamo, per ottenere maggior sicurezza, maggior agilità per i nostri. Allora, oggi abbiamo fatto un primo passo con questo sciopero. Abbiamo ottenuto che questa trattativa si farà, l’11 avremo un primo incontro, entro il mese incontreremo nuovamente il Prefetto a questo tavolo e cominciamo a provare ad andare in quella direzione. Ve lo dico però perché il rischio è che facciamo delle chiacchiere e basta».

«Per ottenere questo risultato – più sicurezza – bisogna continuare la mobilitazione – ha detto, ancora, Bonazzi -. Oggi, ieri e oggi abbiamo scioperato, ma non dobbiamo fermarci qui. Da oggi si apre una vertenza che deve essere sostenuta dalla lotta dei lavoratori. Oggi l’abbiamo fatto, è un grande risultato, ci prendiamo ciò che abbiamo ottenuto e insieme in assemblea nelle prossime settimane valuteremo se quello che otterremo, se quel percorso andrà nella direzione giusta. Se non basterà, se la valutazione che daremo tutti assieme non sarà adeguata, torneremo a scioperare. Bisogna dirlo a questi signori, bisogna dirlo all’autorità portuale e bisogna dirlo chiaramente ai padroni delle aziende delle riparazioni navali. Oggi si comincia, non ci si ferma qua, vediamo di arrivare all’obiettivo che ci siamo dati».


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