Detenuto in isolamento per scabbia cerca di uccidersi a Marassi

Salvato dagli agenti della Polizia Penitenziaria che non hanno esitato a staccarlo dal laccio da scarpe che aveva usato per appendersi alle inferriate della finestra pur sapendo di poter essere contagiati. Lo rende noto Pagani della UilPa Polizia Penitenziaria

A Marassi ieri è stato tratto in salvo da morte certa un detenuto tunisino, classe 1995 isolato in Sesta Sezione per scabbia. Con un laccio delle scarpe ha tentato impiccamento alla finestra della cella, salvato in extremis, solo grazie all’immediato intervento della Polizia penitenziaria , nonostante il detenuto fosse affetto da scabbia, non hanno esitato a metterlo in salvo quando era ormai cianotico.

A Sanremo, invece, la Polizia penitenziaria, ieri mattna , dopo una perquisizione, ha rinvenuto in tre camere detentive presso la Terza Sezione diversi secchi di frutta a macerare con grappa. Un detenuto di origine magrebina per protesta si è scagliato contro la Polizia penitenziaria che ha sequestrato il materiale , provocando la caduta di una poliziotta , che trasportata al pronto Soccorso cittadino ha riportato una prognosi di 5 giorni.
A riferire entrambi i fatti è Fabio Pagani, segretario regionale della UILPA Polizia Penitenziaria, che poi aggiunge: « Il tanto sbandierato decreto carceri (infaustamente definito svuota-carceri), palesemente, non ha prodotto alcun effetto tangibile e ora si scopre pure che la declamata possibilità d’ampliare il ricorso alle misure alternative, anche con l’introduzione dell’albo delle comunità, se e quando andrà in esecuzione, potrà interessare al massimo 206 detenuti all’anno. A fronte di un sovraffollamento in costante crescita e che fa già segnare 16mila ristretti oltre i posti disponibili, è come discutere del sesso degli angeli. Analogamente, le ripetutamente propagandate assunzioni nel Corpo di Polizia penitenziaria, al cui reale fabbisogno mancano più di 18mila agenti, bastano a malapena a coprire il turn over».
«La crisi del sistema d’esecuzione penale e, particolarmente, di quello inframurario è tale da richiedere misure di carattere emergenziale – continua il segretario della UilPa -. Va deflazionata la densità detentiva, necessita potenziare urgentemente il Corpo di polizia penitenziaria, ai cui appartenenti continuano a essere negati diritti anche di rango costituzionale, serve assicurare l’assistenza sanitaria e vanno messe in campo riforme complessive. Politicamente e moralmente, occorre fermare la carneficina e restituire legalità alle carceri, per chi vi è ristretto e per chi, lavorandoci, cerca ogni giorno per come può di mettere una pezza alle moltissime falle, non sempre riuscendovi in un contenitore che fa acqua da tutte le parti».
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