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Tursi, la delibera sulle antenne 5G si incaglia sulla mancanza di numero legale. Martedì consiglio in seconda convocazione: bastano 14 consiglieri

Martedì era assente Davide Falteri che era a Roma all’assemblea nazionale di Federlogistica dalla quale è uscito presidente nazionale succedendo a Luigi Merlo. La maggioranza serra i ranghi, per evitare che si incaglino altre delibere, ma maggioranza e opposizione sono in parità (20 consiglieri per parte) e non è difficile che da qui alle elezioni manchino consiglieri per malattia, problemi personali o di famiglia o improcrastinabili impegni di lavoro, visto che facendo il consigliere comunale non ci si mantiene. La seconda convocazione consente di abbattere il numero legale da 20 a 14

l Consiglio comunale è convocato per il giorno 28 gennaio 2025 alle 14, presso la sala consiliare di Palazzo Tursi-Albini, in seconda convocazione a seguito della seduta dello scorso 21 gennaio, regolarmente convocata e conclusasi alle ore 18.29, in quanto è venuto meno il numero legale. All’ordine del giorno la delibera di Giunta al Consiglio, adozione del regolamento per l’installazione di impianti di teleradiocomunicazione sul territorio del Comune di Genova. Conclusione delle dichiarazioni di voto e votazione del provvedimento (quella saltata martedì per mancanza di numero legale) e la Delibera di Giunta al Consiglio, nuovo sistema di partecipazione giovanile, modifica del regolamento della consulta dei giovani cittadini e cittadine.

Cosa dice il regolamento

Per la validità delle sedute è richiesta la presenza di almeno 14 consiglieri per l’esame delle interpellanze; è richiesta invece la presenza di almeno 20 consiglieri per la discussione e la votazione delle mozioni, nonché per l’esame e la votazione delle proposte di deliberazione e degli atti normativi o generali. Sono fatti salvi i casi in cui la legge o lo statuto richiedano una maggioranza qualificata per l’adozione di specifici atti.
Nel caso in cui la seduta di prima convocazione vada deserta o venga meno il numero legale, il Consiglio, a seguito di avviso ai Consiglieri e alle Consigliere assenti, si riunisce validamente in seconda convocazione, anche agli effetti deliberativi, con la presenza di almeno 14 consiglieri.

L’incognita delle delibere future

Per le delibere calendarizzate per martedì, la formula della seconda convocazione garantisce che ci siano consiglieri di maggioranza sufficienti, ma per le delibere successive, in priva convocazione, tutto starà a quanti consiglieri sarà in grado di mettere in campo di volta in volta la maggioranza, sempre più risicata dopo la fuoriuscita di quattro consiglieri, suddivisi tra il gruppo misto e, ben tre, nel nuovo gruppo “Progetto al Centro” che ieri ha firmato con la minoranza (uscita dall’aula quando che ha capito che la maggioranza non poteva garantire il numero legale) una nota in cui spiega i motivi per cui era stata chiesta la sospensione del voto, negata dalla maggioranza.

«La maggioranza in Consiglio Comunale è sempre più debole e senza i numeri dell’opposizione non riesce ad approvare le delibere della propria giunta. Questo è il miglior rassunto di quanto accaduto oggi in Aula durante la discussione del nuovo regolamento per l’installazione degli impianti di teleradiocomunicazione, proposto dall’assessore Mascia – si legge nella nota firmata da Pd, M5S, Lista Rossoverde, Azione (Gruppo Misto), Progetto al Centro -. La discussione sul nuovo regolamento era iniziata venerdì scorso in commissione, convocata con tempi strettissimi, una prassi ormai consolidata che penalizza il confronto democratico. Il ridotto intervallo di tempo tra la commissione e la seduta consiliare odierna ha tuttavia reso impossibile trovare una sintesi condivisa sul testo della delibera. La minoranza si è presentata in Aula con una richiesta di sospensiva, con l’obiettivo di dare ai consiglieri di tutti gli schieramenti il tempo necessario per lavorare a un testo realmente condiviso e pienamente ricettivo delle istanze dei cittadini. Tra le proposte avanzate dall’opposizione quelle di un coinvolgimento strutturale dei Municipi nella decisione della collocazione degli impianti, di controlli costanti e pianificati per garantire la sicurezza delle installazioni e, soprattutto, l’esclusione delle cosiddette “aree sensibili” – come asili, ospedali e RSA – dai luoghi destinati agli impianti. Di fronte all’indisponibilità della maggioranza a costruire un percorso condiviso su di una modifica regolamentare, si è deciso di abbandonare l’Aula con un gesto che evidenzia l’incapacità della maggioranza di garantire i numeri necessari per approvare le delibere di giunta, nonostante le continue forzature nei tempi e nelle modalità di discussione. Ogni lettura strumentale di questo gesto è respinta con forza al mittente. Quello che è avvenuto oggi è il tentativo concreto da parte della minoranza di arrivare a un testo condiviso che potesse rappresentare al meglio gli interessi della città, nonostante l’ostinata chiusura della “maggioranza” che non esiste più».


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