Enti Pubblici e Politica regione 

Agenzia dei Rifiuti, il Pd presenta esposto alla Corte dei Conti

Intanto Legambiente Liguria esprime preoccupazione rispetto alle dichiarazioni del presidente della Regione Marco Bucci apparse sui media locali in merito alla volontà di pubblicare una manifestazione di interesse per sollecitare “le aziende pronte” alla realizzazione di un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti

Rifiuti, Davide Natale segretario Pd Liguria e Simone D’Angelo segretario metropolitano Pd Genova all’attacco della giunta regionale e del presidente Marco Bucci: “L’istituzione di un’Agenzia dei rifiuti di nessuna operatività e utilità ma molto costosa, per cui presenteremo un esposto alla Corte dei conti; annunci sulla modalità di chiusura del ciclo dei rifiuti in cui la politica si nasconde e lascia le decisioni alle aziende che dovranno realizzare gli impianti; tanta confusione e nessun risultato – dicono -. Ecco la fotografia di questi primi mesi di lavoro di Bucci e della sua Giunta: piena continuità con Toti. Anche questo centrodestra non riesce ad assumersi la responsabilità di individuare i siti di realizzazione degli impianti, con ‘il Bucci sindaco’ che li voleva a tutti i costi a Scarpino, nonostante fosse inspiegabile che ci fosse spazio per gli impianti previsti dalla pianificazione, cioè un Tmb, un biodigestore e un terzo impianto di chiusura del ciclo, mentre ‘il Bucci presidente’ ha cambiato idea e annuncia, che presenteranno una manifestazione di interesse, per il termovalorizzatore, per tutti i siti indicati da Rina, Ma di cosa si parla? Di un impianto regionale? Perché se la capacità è di circa 200mila tonnellate l’impianto, da una parte non è sufficiente perché i rifiuti liguri sono superiori rispetto a quella quantità, e dall’altra la quantità di rifiuti prodotti dalla regione a regime non è sufficiente ad alimentare un impianto che abbia la sostenibilità ambientale ed economica. Per questo abbiamo sempre sostenuto che per chiudere il ciclo dei rifiuti serve affrontare la tematica in un confronto con le regioni vicine, al fine di mettere in campo una scelta ponderata e davvero funzionale. La politica ancora una volta si nasconde e non sceglie, il motivo: le elezioni vicine. Si apra un confronto con le Regioni e con i territori per capire quale proposta serve davvero per la Liguria. Crediamo che quella individuata da questo centrodestra non sia per niente utile e necessaria. Ma nonostante questo nulla di fatto, il centrodestra ha mantenuto un’agenzia dei rifiuti che per noi rappresenta un ente inutile e costoso, nei prossimi giorni, su iniziativa del Gruppo PD e insieme ai colleghi di opposizione, presenteremo un esposto alla Corte dei conti perché faccia luce sui soldi pubblici spesi in questo anno e mezzo di attività, senza che ci sia stato alcun beneficio in termini di programmazione o soluzione nella gestione del ciclo dei rifiuti a livello regionale”.

Intanto Legambiente Liguria esprime «preoccupazione rispetto alle dichiarazioni di Bucci apparse sui media locali in merito alla volontà di pubblicare una manifestazione di interesse per sollecitare “le aziende pronte” alla realizzazione di un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti»

Le parole del direttore dell’associazione ambientalista, Federico Borromeo, sono nette: «Stupisce che in una situazione in cui alcuni comuni della Liguria, tra cui Genova e Savona, non hanno ancora raggiunto gli obiettivi previsti per legge della raccolta differenziata e la realizzazione degli impianti sta subendo pesanti ritardi – come ad esempio il TMB (Trattamento Meccanico Biologico) – a Genova, si voglia demandare alle aziende la risoluzione di scelte che sono politiche e strategiche e come tali devono essere risolte con un Piano partecipato insieme ai cittadini, alle associazioni, alle imprese e agli Enti locali».

«In Liguria sono già stati fatti passi importanti nell’ambito dell’economia circolare – continua Borromeo – scegliere l’incenerimento o la termovalorizzazione dei rifiuti comprometterebbe il pieno sfruttamento delle materie prime seconde causando problemi ambientali e facendo ulteriormente crescere la tariffa dei rifiuti a carico dei cittadini. L’approccio alle nuove tecnologie per la chiusura del ciclo deve restare ancora nell’ambito dell’economia circolare e non può prescindere dalla partecipazione e dal coinvolgimento del territorio. Lo strumento della manifestazione di interesse deve essere utilizzato solo per delle scelte tecniche a valle della pianificazione strategica e non può mettere sullo stesso piano tecnologie diverse per impatto e finalità come la termovalorizzazione, la rigassificazione, il waste to chemical».

«Dal 1°gennaio del 2022 in Italia è diventata obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti tessili, eppure in Liguria sono pochissimi i comuni che si sono dotati di un sistema di raccolta di questo rifiuto – conclude Borromeo – sarebbe quindi quanto mai urgente che la Regione Liguria si attivasse per supportare i comuni garantendo una filiera adeguata che porterebbe, tra l’altro, un’importante riduzione del rifiuto indifferenziato».

Anche i consiglieri regionali di AVS esprimono forte dissenso al progetto per la realizzazione di un termovalorizzatore in Liguria, rilanciata oggi dal presidente regionale Marco Bucci.

“Ci piacerebbe che questa giunta si occupasse dell’ambiente e della salute delle persone. Invece si continua a parlare di termovalorizzatore, tra l’altro in una regione che non ha ancora raggiunto il minimo richiesto dall’Unione europea in materia di raccolta differenziata, che è il 65% e a cui si doveva arrivare nel 2012. Se fosse creato un termovalorizzatore, questa soglia di raccolta differenziata non sarà mai raggiunta”, denuncia Selena Candia, capogruppo di AVS in Regione.

“Questo rischia di succedere, perché l’impianto da 200mila tonnellate, di cui parla Bucci, brucerebbe tutto l’indifferenziato che ora produciamo e la Regione a quel punto non avrebbe nessun vantaggio ad aumentare la differenziata o a diminuire la produzione di rifiuti. Anzi c’è il rischio che se raggiungessimo o magari superassimo il 65%, il Veneto ad esempio è al 76%, dovremmo iniziare ad importare rifiuti da altre regioni. Oltretutto si parla di un termovalorizzatore di taglia piccola, il più piccolo del Nord Italia, che avrà bisogno di spazzatura per decenni, per rendere sensato l’investimento dal punto di vista economico. Quando finalmente crescerà la percentuale di raccolta differenziata, cosa finirà nel termovalorizzatore? Inizieremo a importare rifiuti dalle altre regioni? È urgente iniziare a parlare di economia circolare, una parola sconosciuta al programma del presidente Bucci”, rincara Selena Candia.

“Se Bucci proseguirà in questa direzione, troverà la nostra ferma opposizione. Siamo fortemente critici contro il termovalorizzatore. È un insulto ai savonesi, indicare tra i siti disponibili i comuni di Cairo, Cengio e Vado Ligure, tre realtà che hanno pagato già un duro prezzo in termini di salute e ambiente, sacrificando già tutto quello che era sacrificabile”, aggiunge il consigliere regionale Jan Casella, che annuncia: “Presenteremo un’interrogazione al presidente Bucci per difendere i cittadini dai rischi di quest’opera”.


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