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Genova soffocata da code e fumi: il porto riaccende la protesta dei quartieri. Stamattina autostrade già in tilt

Tra autostrade in coda, traffico urbano verso i varchi e nuove navi passeggeri in arrivo, i comitati tornano a chiedere risposte sull’impatto del porto sulla città. La Prefettura apre alla possibilità di un incontro tra enti e cittadini. La situazione attuale su strade e autostrade

Genova si è svegliata ancora una volta stretta tra il traffico autostradale, i mezzi pesanti diretti al porto e i rallentamenti sulla viabilità urbana verso i varchi. Una fotografia tutt’altro che eccezionale, soprattutto all’inizio della stagione estiva, quando al movimento ordinario di tir, auto e pendolari si somma quello delle navi passeggeri e dei flussi turistici. Il risultato, già prima delle 8, era quello di una città sotto pressione, con il Ponte Elicoidale rallentato in direzione dei varchi portuali e le direttrici autostradali d’ingresso a Genova appesantite da code e traffico intenso.

Sull’Autostrada 7 Serravalle-Genova, in direzione Genova, alle 8:21 risultava una coda tra Ronco Scrivia e Busalla per lavori, mentre pochi minuti dopo, alle 8:24, veniva segnalata un’altra coda tra Genova Bolzaneto e Genova Sampierdarena, in questo caso collegata al traffico intenso sulla viabilità ordinaria, con un tempo di percorrenza indicato in 34 minuti e un ritardo di 25 minuti rispetto alla media. Sull’Autostrada 10 Genova-Savona, sempre in direzione Genova, alle 8:54 veniva registrata una coda tra il bivio con l’Autostrada 26 dei Trafori e il bivio con l’Autostrada 7 Milano-Genova per traffico intenso, con 19 minuti di percorrenza e 11 minuti di ritardo. Sull’Autostrada 12 Genova-Roma, alle 8:53, la coda interessava il tratto tra Genova Nervi e il bivio con l’Autostrada 7 Milano-Genova, anche qui per traffico intenso, con 25 minuti di percorrenza e 16 minuti di ritardo.

A rendere ancora più evidente il peso del porto sulla città è il programma delle navi passeggeri della giornata. Il calendario degli arrivi indicava l’Excellent da Tangeri alle 7:20 per Grandi Navi Veloci, la Moby Aki da Olbia alle 8, la Rhapsody da Olbia alle 8:10 per Grandi Navi Veloci, la Grandi Navi Veloci Allegra da Porto Torres alle 8:20, la Carthage da Tunisi alle 9 per la Compagnia Tunisina di Navigazione, la Raffaele Rubattino da Porto Torres alle 9:30 per Tirrenia e la Grandi Navi Veloci Virgo da Palermo alle 19. Sul fronte delle partenze, la Carthage è programmata per Tunisi alle 13, l’Excellent per Barcellona e Tangeri alle 13:30, la Rhapsody per Olbia alle 19, la Grandi Navi Veloci Allegra per Porto Torres alle 19:30, la Moby Aki per Olbia alle 21:30, la Raffaele Rubattino per Porto Torres sempre alle 21:30 e la Grandi Navi Veloci Virgo per Palermo alle 23:59. Un movimento che non resta confinato alle banchine, perché si riversa sulle strade, sui caselli, sui quartieri retroportuali e sugli assi urbani che già nei giorni ordinari faticano a sostenere i carichi di traffico.

È dentro questo quadro che torna a farsi sentire la protesta dei comitati e delle associazioni dei cittadini dei quartieri affacciati sul porto o comunque direttamente esposti alle sue ricadute. Il tema non è soltanto quello della congestione stradale, ma anche quello dell’inquinamento prodotto dai fumi delle navi, delle ricadute sui quartieri retroportuali e dei ritardi nei lavori di elettrificazione delle banchine, ritenuti da anni uno degli interventi necessari per ridurre l’impatto ambientale delle navi ferme in porto. Una questione che i residenti denunciano da parecchi lustri e che, secondo i comitati, continua a ripresentarsi senza una strategia efficace di mitigazione dell’impatto portuale sulla città.

La Prefettura di Genova, con una comunicazione del 19 giugno 2026, ha preso atto dell’esposto presentato dalla Rete Associazione San Teodoro, nel quale viene segnalata una situazione definita di grave criticità per l’inquinamento proveniente dai fumi delle navi in porto e per i ritardi nell’elettrificazione delle banchine. La nota è stata indirizzata all’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale e, per conoscenza, al Difensore civico regionale e Garante del diritto alla salute, al Comune di Genova attraverso gli assessorati competenti, alla Capitaneria di porto e alla stessa Rete Associazione San Teodoro. Per il Comune, i settori chiamati in causa sono l’ambiente, che fa capo all’assessora Silvia Pericu, il welfare, collegato all’assessora Cristina Lodi, e la mobilità sostenibile, di competenza dell’assessore Emilio Robotti.

Nella lettera, la Prefettura chiede aggiornamenti in merito a quanto lamentato dai cittadini e dichiara la propria disponibilità a indire una riunione tra tutti i soggetti interessati, con l’obiettivo di esaminare la problematica e concordare eventuali soluzioni. Un passaggio che i comitati leggono come un primo riconoscimento istituzionale della necessità di riportare attorno allo stesso tavolo enti, amministrazioni e rappresentanti dei residenti, dopo anni di segnalazioni su fumi, odori, polveri, rumori, traffico e ricadute sanitarie percepite nei quartieri più esposti.

Per questo i comitati, capitanati dalla Rete di San Teodoro ma sono presenti anche i cittadini degli altri quartieri assediati dai fumi, hanno organizzato un presidio per mercoledì primo luglio alle 10 davanti a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. La richiesta è di essere ricevuti e di poter far ascoltare una rappresentanza dei cittadini. Al centro della mobilitazione ci sono le risposte attese dall’Autorità di sistema portuale, lo stato reale degli interventi di elettrificazione, i tempi delle opere, le misure immediate per ridurre le emissioni delle navi in sosta e il rapporto, mai risolto, tra le esigenze operative dello scalo e la vivibilità dei quartieri.

Il nodo resta sempre lo stesso: Genova vive del suo porto, ma continua anche a subirne una parte significativa degli effetti. Le code in autostrada, i rallentamenti verso i varchi, i mezzi pesanti che attraversano aree urbane già congestionate e le navi passeggeri che moltiplicano i flussi in estate sono la parte più visibile del problema. Meno visibile, ma per i residenti altrettanto concreta, è quella dei fumi che arrivano nelle case, delle ricadute sui balconi, dell’aria percepita come pesante nei quartieri retroportuali e dell’attesa per opere annunciate come decisive ma non ancora completate.


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