Petizione online per la candidatura di Filippo Biolè che si propone come «Sindaco della rinascita genovese»

L’appello lanciato dall’avvocato, presidente dell’Associazione nazionale ex Deportati nei campi nazisti, dell’Orchestra di Sanremo e dell’Accademia Ligustica

Ecco la lettera online di Biolè, appena pubblicata sulla piattaforma Change


Cari cittadini di Genova,
in previsione delle elezioni amministrative della prossima primavera, sperando di poter contare sul vostro aiuto e sostegno, vogliamo qui esprimere quelli che ci paiono, tra altri, i tratti fondamentali della persona che vorremmo potesse assumere il ruolo – compiti e oneri – di “guida” della nostra città, con l’obiettivo – onnipresente – di garantirle un futuro degno e fecondo qual è quello che essa merita.
Dunque, un sindaco che sappia aprire un nuovo corso tutto all’insegna della condivisione delle progettualità e della trasparenza. Un primo cittadino in cui possano finalmente tornare a riconoscersi anche tutte quelle persone sfiduciate nei confronti della politica autoreferenziale imperante e, spesso, per questa ragione emigrate nell’astensionismo. Ossia, procedendo necessariamente per nuclei, in un breve elenco complessivamente eterogeneo e al contempo complementare:
⇒ Un sindaco consapevole del suo ruolo, del suo essere primariamente al servizio della città e dei cittadini tutti che egli rappresenta. Un sindaco anche al servizio della verità, elemento essenziale in un rapporto fiduciario, tanto più in una società, come è quella odierna, in cui si assiste all’uso sistematico del falso, delle inesattezze di comodo, dell’occultamento di dati e problemi che, per incapacità o fuga dalle responsabilità, si preferisce edulcorare quando non addirittura tacere.
⇒ Un sindaco promotore di democrazia civica, che rinnega l’idea, anticostituzionale prima ancora che anti etica, dell’uomo solo al comando, rilanciando invece un dibattito pubblico il più possibile coinvolgente e inclusivo come metodo primario di scambio e quindi di risoluzione dei problemi;
⇒ Un sindaco catalizzatore delle migliori energie disponibili – competenza, conoscenza, intraprendenza, passione – della società civile, a beneficio di una progettualità che, in tutti gli ambiti d’intervento, possa rivelarsi il più possibile feconda a medio e a lungo termine, richiamando affezione e interesse diffusi per il bene pubblico, in quanto punto di partenza e di arrivo per il mantenimento del benessere culturale ed economico della città (e quindi della nazione);
⇒ Un sindaco che abbia a cuore i giovani, e che di essi si faccia realmente carico dando loro spazio con opportunità di apprendimento e lavoro, offrendo servizi per progetti di vita a chi preferirebbe non dover emigrare per poter vedere realizzato il proprio avvenire;
⇒ Un sindaco dalla parte dei meno giovani, perfettamente conscio che antichi saperi e memoria storica sono risorse preziose di trasmissione e arricchimento sociale e che la fragilità anagrafica va supportata in termini di servizi (di assistenza domiciliare, sanitaria ecc.) alla persona, specie quando meno abbiente;
⇒ Un sindaco fautore non di discordia ma di unione, ostile a separatezze ascrivibili a disegni spartitori o carenze di socialità. La città che rinasce deve essere infatti aperta e solidale, in ciò sia pure anche in controtendenza rispetto a trend nazionali;
⇒ Un sindaco orientato al progresso e all’apertura a scambi internazionali culturali ed economici, come precisa scelta di campo. Consapevole che tale scelta antepone il qualitativo al quantitativo, il bene comune al successo individuale, la valorizzazione dell’interesse pubblico alla mercificazione a vantaggio di pochi, l’umanità a ciò che la nega;
⇒ Un sindaco refrattario alle logiche di potere, dunque avverso a qualsivoglia pratica di scambio e alla visione di una politica come ascensore carrieristico: premessa indispensabile nel dialogo con partiti da riportare al compito della rappresentanza;
⇒ Un sindaco della cultura e del bello, attento al patrimonio ambientale e paesaggistico, a quello storico e artistico come alla scienza e alla ricerca, sempre intesi come parte essenziale e indefettibile ai fini della crescita dell’intelligenza collettiva oltre che dell’innalzamento del benessere e della qualità di vita individuale.
La petizione, che si può leggere e firmare qui, conclude: «Gli estensori e firmatari di questo sintetico profilo individuano nella candidatura di Filippo Biolé la migliore garanzia alla rinascita civile, sociale, economica e mediatica della città e in tal senso un suo degno avvocato difensore. Convinzione che qui di seguito sottoscriviamo».


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