Ambiente 

Un lupo a Coronata. Enpa si organizza per monitorarlo e, se serve, aiutarlo

Si tratterebbe di un esemplare “in dispersione”, che si è staccato dal suo gruppo e vaga in cerca di un territorio dove stabilirsi e, se riesce, formare un nuovo branco

È stato visto e fotografato nei giorni scorsi e una sua foto è comparsa sui social. Si tratta di un lupo, riconosciuto come tale (appunto, dalla foto) dagli esperti del Cras, il Centro di recupero avifauna selvatica dell’Enpa. E proprio l’Enpa si sta organizzando per rintracciarlo e, se serve, aiutarlo. Chi lo vedesse può informare il Cras al numero 010.7212178 per aiutare i volontari a rintracciarlo.

A segnalare all’Enpa l’avvistamento postato sui social dalla persona che ha fotografato il lupo è stato Gian Lorenzo Termanini.

La dispersione rappresenta una fase critica nella vita dei lupi in quanto si trovano a fronteggiare dei periodi anche di lunga durata senza la sicurezza del branco e del territorio d’origine, e di conseguenza il tasso di mortalità per gli individui in dispersione è molto elevato.

Pur dovendosi considerare il lupo sempre come un animale selvatico dal quale è dunque opportuno mantenersi a distanza, di norma esso, animale schivo ed elusivo di per sé, non attacca l’uomo, non lo riconosce come possibile preda, bensì come una minaccia da cui allontanarsi velocemente. È bene, però, tenere i cani al guinzaglio e non lasciarli girare da soli nella zona.

Se lo vedete, non cercate di avvicinarlo: lo spaventereste. Segnalate all’Enpa il luogo dove lo avete visto.

Il lupo è un carnivoro opportunista che, oltre a predare, può nutrirsi occasionalmente di frutta e bacche. La sua dieta principale si basa sulle specie selvatiche più comuni nel suo habitat, includendo un’ampia varietà di animali come cinghiali, caprioli, cervi, daini, mufloni, camosci, lepri, marmotte, nutrie. nella nostra zona è sicuramente un aiuto per contenere la sovrabbondante popolazione di cinghiali.

In assenza di misure efficaci di prevenzione, i lupi possono attaccare anche il bestiame domestico, che risulta più facile da cacciare rispetto alle prede selvatiche. Inoltre, possono cibarsi di carcasse non direttamente uccise da loro e di rifiuti di origine umana, inclusi scarti alimentari e spazzatura. Cacciare richiede molta abilità, e solo circa il 10% dei loro attacchi ha successo. In caso di fallimento, i lupi possono rimanere senza cibo per diverse settimane.

La dispersione rappresenta la via primaria utilizzata dai lupi per colonizzare nuove aree disponibili e per mantenere uno scambio genetico all’interno della popolazione. A entrare in dispersione sono generalmente gli individui in età riproduttiva di uno o due anni, anche se sono stati riportati fenomeni di dispersione per individui di età superiore. I lupi in dispersione vanno alla ricerca di un nuovo territorio da occupare e di un individuo di sesso opposto con cui fondare un nuovo branco. Colonizzando nuove aree questi lupi espandono il loro areale di distribuzione e, riproducendosi, incrementano la variabilità genetica.

Foto di Nanni Anentodio dal gruppo “Se sei di Coronata…”

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