Lo sfratto esecutivo della novantenne slitta al 21 novembre grazie all’intervento del Comune

Cinquemila euro dal fondo per la morosità incolpevole e la presenza in presidio del Sunia, lo Spi Cgil, la Fiom e GenovaSolidale hanno permesso il rinvio. Sfrattato, invece, l’altro inquilino moroso degli stessi proprietari

Cinquemila euro per coprire in parte il debito dell’anziana Armanda, un quinto degli oltre 25mila arretrati che i proprietari non hanno ricevuto per l’affitto e altre spese. Con l’anziana abita la figlia, disoccupata dal 2022, che contribuirà comunque con una piccola somma. Così lo sfratto alla novantenne slitta di un mese e mezzo, ma resta il problema di trovare una collocazione alla donna. Eseguito, invece, lo sfratto dell’altro inquilino degli stessi proprietari che avevano acquistato i due appartamenti per investimento e si sono trovati entrambi gli inquilini morosi.

«Importante anche la mediazione del Comune di Genova con il vicesindaco Piciocchi e la dirigente Rodi dell’ufficio casa – dice Bruno Manganaro, segretario del Sunia di Genova -. Il Comune interviene con il suo fondo morosità incolpevole, la mediazione è positiva, ma bisogna ora trovare la soluzione entro la data di proroga e il ruolo pubblico sarà di nuovo importante. Esiste certamente un diritto al credito che viene riconosciuto in tribunale ma esiste soprattutto un diritto alla salute e alla vita. Il Sunia insieme al sindacato e alle altre associazioni lotterà ogni qual volta uno sfratto produrrà un senzatetto, un rischio alla salute e alla vita».
«Lo sfratto per una famiglia è un dramma perché mette a nudo le difficoltà economiche, di lavoro e le speculazioni sul patrimonio abitativo, e se questo provoca un senzatetto noi non lo accettiamo – prosegue Manganaro -. Chiediamo da tempo un tavolo presso la Prefettura con le Amministrazioni pubbliche e le proprietà per affrontare prima le emergenze come quelle di Armanda, in attesa noi proseguiremo con le nostre battaglie».


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