Tentato omicidio in Sottoripa, la disperazione degli abitanti: «Uomini macellati in strada davanti ai bambini»

Il presidente dell’associazione “Via del Campo e Carruggi” Christian Spadarotto al Governo: «Inaccettabile, intollerabile, vergognoso e umanamente raccapricciante». Solo l’intervento della Polizia locale, che ha fermato l’accoltellatore e soccorso il ferito ha evitato il coinvolgimento dei altri soggetti e conseguenze ancora più gravi. Ma il contesto in cui è maturata la vicenda è agghiacciante almeno quanto le pozze di sangue che sono rimaste per terra

Sono le 18:30 e Sottoripa, alla confluenza con vico del Serriglio, crocevia dello spaccio affacciato su Caricamento, con l’area turistica del Porto Antico a pochi metri. Fa caldo, caldissimo. Gli stranieri stanno lì che faccia freddo o sia una giornata di canicola come oggi. Vico del Serriglio è il collegamento tra Caricamento e Sottoripa e via San Luca, che il degrado si è mangiato a poco a poco e ormai viene paura a passarci già dal pomeriggio. Ancora dietro la zona degli orti di Banchi, di vico Mele, della Maddalena: è uno dei due assi dello spaccio. L’altro passa per via Gramsci, vico Largo, via Pré e piazza Santa Fede, piazza inferiore del Roso e arriva fino a Via Balbi.

In Sottoripa gli scontri sono all’ordine del giorno. Lì, il 2 marzo 2023, un uomo ha tentato di ucciderne un altro a colpi di machete. Anche in quel caso era intervenuta velocemente la Polizia locale che in zona c’è sempre.
Oggi pomeriggio le divise blu sono arrivate a tempo di record appena hanno avvertito il trambusto. L’accoltellatore, davanti ai passanti, genovesi e turisti, ha raggiunto l’aggredito con alcuni fendenti sferrati con un coltello. Questi lo ha disarmato, si è accasciato a terra, poi si è rialzato e a fatica si è diretto verso levante, in Sottoripa. L’aggressore lo ha seguito. Per fortuna sono arrivati gli agenti della PL che hanno fermato il violento e hanno soccorso il ferito che perdeva una grande quantità di sangue, che gli agenti hanno provato a tamponare.
Poi l’arrivo dei soccorsi sanitari, i soccorsi di medici e militi, il trasporto al San Martino in codice rosso e in gravissime condizioni. Tutto sotto gli occhi della gente che stava passando in quel momento, compresi alcuni bambini.
Il feritore, che a seconda della gravità delle ferite inferte rischia anche l’accusa di tentato omicidio, è un cittadino di nazionalità tunisina di circa una cinquantina d’anni, noto alle forze di polizia come abituale frequentatore del luogo e consumatore di hashish.
La “normalità” della violenza che si consuma ormai anche nelle zone più frequentate e a qualsiasi ora del giorno e della notte, getta nello sconforto gli agitanti: «Genova, Via di Sottoripa intorno alle 18:30 del pomeriggio: uomini macellati in strada – scrive Christian Spadarotto, presidente dell’associazione “Via de Campo e Caruggi -. Ci sono anche dei bambini che assistono alla scena… Ora basta. Mi rivolgo direttamente al governo: qui ci sono persone che da tempo cercano di affrontare problemi che hanno superato ogni limite. Ascoltatelie ascoltateci. Inaccettabile, intollerabile, vergognoso e umanamente raccapricciante».
La situazione ha passato il segno ormai da molto tempo e nonostante la presenza costante della Polizia locale che anche questa volta è intervenuta in tempo reale. Il problema è che manca l’approccio al problema “a monte” dei fatti di cronaca e dei controlli di polizia. Manca un sistema di accoglienza e inclusione, che eviti di buttare gli immigrati nelle braccia della malavita e dell’organizzazione dello spaccio. La repressione non può bastare e i pusher, per disposizioni di legge (presumibilmente tese a non riempire le carceri già sovraffollate) che i magistrati sono tenuti a osservare, quando vengono arrestati tornano “su piazza” dopo meno di 24 ore. I rimpatri dei criminali accertati sono troppo pochi e chi sconta la pena torna spesso a spacciare e delinquere. In questo stato, è impossibile governare la situazione drammatica che si aggrava ogni giorno di più.
Nel frattempo, le zone interne della città vecchia, come l’ex ghetto ebraico, si riempiono di “fantasmi” come ai tempi ruggenti dell’Eroina, negli anno Settanta e Ottanta. I consumatori di stupefacenti si moltiplicano e restano in zona, che possano comperare o vadano alla ricerca dell’ennesima dose. Così il centro storico affonda, anche a fronte di iniziative di recupero urbano che, purtroppo, in tutta la città vecchia (salvo la parte più a est), sono, allo stato dei fatti, insufficienti e fallimentari. L’ennesima occasione persa, forse l’ultima per il centro storico.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.