Oggi a Genova 

Anche Arcigay contro la destra del consiglio comunale: «Posizioni escludenti e ignoranti. Pericolo di nuovo Medioevo»

«Fratelli d’Italia, in compagnia della Lega, porta di nuovo nelle aule del Consiglio Comunale il concetto della cosiddetta “ideologia gender” – dicono all’associazione -. Teoria che è stata smentita e smontata da più parti, ordini professionali, enti nazionali e europei» e, quindi, antiscientifica. Vi spieghiamo cosa sarebbe. “Teoria gender” è un neologismo complottista (sì, proprio come la storia della terra piatta) coniato in ambienti conservatori cattolici negli anni 90 del XX secolo, usato come parola d’ordine contro i movimenti femministi e LGBT, in opposizione alle lotte, rivendicazioni e teorie che tali movimenti hanno elaborato e prodotto. Per l’Associazione Italiana di psicologia «il concetto di “ideologia del gender” è scientificamente infondato»

«Martedì 11 giugno, l’aula del Consiglio comunale di Genova si è trasformata da luogo di amministrazione e dialogo tra le parti politiche a pulpito da cui diffondere idee antiscientifiche e senza fondamento – recita una nota di Arcigay -. Le parole pericolose e offensive della consigliera Laura Gaggero (Fratelli d’Italia) esprimono ancora una volta posizioni escludenti e ignoranti. Rivolgendosi alle attività e ai laboratori per famiglie, bambini e bambine proposti durante il Liguria Pride Village, la consigliera ritiene che esprimano «la volontà di manipolare le menti dei bambini provando a modificare la loro percezione della vita e della sessualità».

«Citando la “loro” etica, educazione e cultura la Consigliera ripete ancora una volta che Fratelli d’Italia è “contro l’ideologia gender e che la famiglia è una sola, formata da una mamma e un papà; non da due mamme; non da due papà” e che si opporranno a chiunque voglia proporre visioni e esistenze differenti sostenendo solo la “famiglia naturale” e la “cultura della vita” – prosegue la nota -. Fratelli d’Italia, in compagnia della Lega, porta di nuovo nelle aule del Consiglio comunale il concetto della cosiddetta “ideologia gender”. Teoria che è stata smentita e smontata da più parti, ordini professionali, enti nazionali e europei».

Nei giorni scorsi, anche l’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe della Liguria ha condiviso attraverso un comunicato stampa il contributo dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), ribadendo come “il concetto di ‘ideologia del gender’ sia scientificamente infondato. L’AIP ha sottolineato l’importanza dei Gender Studies e dei Gay and Lesbian Studies, che hanno apportato significativi contributi in vari campi disciplinari e aiutato a ridurre pregiudizi e discriminazioni basate su genere e orientamento sessuale”.

«Sosteniamo e rivendichiamo l’importanza di attività come quelle proposte durante il Liguria Pride Village. Rivolgere a bambini e bambine, famiglie e a tutta la cittadinanza momenti di riflessione e formazione è essenziale per sensibilizzare e coinvolgere attivamente sul tema dei diritti delle persone LGBTQIA+ e delle famiglie omogenitoriali – prosegue Arcigay -. Anche Arcigay Genova propone ogni anno percorsi formativi rivolti a scuole, associazioni e aziende e nonostante opposizioni e tentativi di strumentalizzazione i percorsi risultano sempre in importanti occasioni di riflessione e crescita personale e dei gruppi. Potrebbero impararlo anche Lega e Fratelli d’Italia se solo decidessero di abbandonare fantomatiche teorie e chiederci un momento di reale formazione sui temi. Ringraziamo le varie parti politiche che hanno provato a fare da contrappunto all’intervento, tanto triste quanto atteso. Filippo Bruzzone (Lista Rossoverde) e Simone d’Angelo (PD) poco prima proponevano una mozione “in sostegno alla comunità LGBTQ+ durante il mese del pride”. La Consigliera Cristina Lodi (Gruppo Misto per Azione) e la Consigliera Rita Bruzzone (PD) che hanno sottolineato l’importanza di attività educative che favoriscano il vivere comune e contrastare episodi di bullismo omolesbobitransfobico ed esclusione sociale. Ci uniamo alle preoccupazioni di un ritorno al medioevo, sia sul tema dei diritti delle persone LGBTQ+ così come sui diritti delle donne e sulla discussione della legge 194. Mentre i propositi di istituire una adeguata educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole rimane inascoltato proseguiamo con convinzione nella proposta di occasioni formative rivolte a scuole, famiglie e associazioni. Continuiamo a porre l’attenzione su tutti i diritti e le persone sotto attacco con la certezza e il fondamento di dati e studi che dimostrano che queste azioni riducono realmente gli episodi di discriminazioni, bullismo ed esclusione sociale».

La “teoria gender”, la “terra piatta” della morale cattolica conservatrice

Ma cosa sarebbe la “teoria gender” su cui ha costruito tutto il suo discorso la consigliera di Fratelli d’Italia Laura Gaggero in consiglio comunale? Teoria gender è un neologismo coniato in ambienti conservatori cattolici negli anni 90 del XX secolo per riferirsi in modo critico agli studi scientifici di genere: chi fa uso di tale espressione sostiene che gli studi di genere sottendano un complotto predefinito mirante alla distruzione della famiglia e di un supposto ordine naturale su cui fondare la società. In sostanza, l’espressione “teoria del gender” è un termine ombrello, usato come parola d’ordine contro i movimenti femministi e LGBT, in opposizione alle lotte, rivendicazioni e teorie che tali movimenti hanno elaborato e prodotto.

A questa “teoria gender” o “gender agenda” (presentata a seconda delle occasioni come filosofia progressista, teoria sociologica o ideologia di sinistra) viene imputato di propagandare l’inesistenza di differenze tra i sessi biologici, e la conseguente possibilità di variare il proprio genere a piacimento. Tale costruzione mescola elementi propri della sociologia costruzionista (il genere e i ruoli sociali come costrutti della società), degli studi di genere, della teoria queer (il superamento del binarismo di genere), del femminismo (l’uguaglianza tra uomo e donna), e degli studi sul transessualismo (la differenza tra identità di genere e sesso biologico), finendo per delineare un sistema di pensiero unitario e finalizzato che, invero, non appartiene né è propugnato da alcuno degli ambiti culturali e di ricerca citati.

Altresì il termine teoria del gender è largamente usato come espediente retorico al fine di prendere posizione contro i diritti LGBT e il femminismo, inferendo che anche quei movimenti, benché eterogenei, propugnino tale teoria, per nascondere una strategia politica unitaria.

In ambito accademico qualsiasi riferimento a una teoria strutturata come anzi descritto – quando non esplicitamente presentata come “ideologia” gender – è generalmente considerato un tipico argomento fantoccio da leggere nel contesto di una teoria del complotto.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts