Cronaca 

Sette agenti di PL accusati di falso e di aver malmenato un pusher

I fatti risalgono al gennaio scorso, quando il giudice convalidò l’arresto per spaccio dell’uomo, fermato in via Pré all’altezza di vico di Santa Fede, ma non quello per resistenza

La Procura ha indagato 7 agenti della Polizia locale. Le accuse sono quelle di falso ideologico e false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, oltre a quella di aver malmenato il pusher che avrebbe poi ricevuto in ospedale una prognosi di 30 giorni, senza che opponesse resistenza. Questo è quanto contestato dalla Procura. Su quello che è accaduto ha indagato la polizia giudiziaria coordinata dal pm Luca Monteverde. Lo si legge, oggi, su “Il Secolo XIX”.

L’arresto del cittadino gabonese, pluripregiudicato, già arrestato nel luglio dello scorso anno, era avvenuto il 15 gennaio dopo che gli agenti lo avevano visto spacciare in piazza dello Statuto e avevano fermato il cliente poco distante. Questi aveva confermato la cessione. Il pusher era stato fermato in via Pré, all’altezza di vico di Santa Fede. Aveva con sé il denaro provento di altre quattro cessioni, di cui una effettuata con la complicità di un minore. Gli agenti lo monitoravano da tempo e avevano identificato tutti i clienti, che avevano confermato l’acquisto fatto. Tutto questo non è stato messo in dubbio dal giudice, tanto che alla direttissima aveva convalidato l’arresto per spaccio, ma non la resistenza messa a verbale dagli agenti, per il quale lo straniero era stato assolto. L’uomo aveva tentato di mordere i sanitari del San Martino per evitare la Tac che avrebbe messo in luce la presenza di dosi di stupefacente eventualmente ingerite e aveva rifiutato anche le verifiche sanitarie alla gamba dopo le quali i medici avrebbero potuto decidere di ingessare oppure operarlo al ginocchio. Era stato portato di nuovo in ospedale dopo la direttissima.

Quel giorno fu la stessa Polizia locale a consegnare le immagini relative all’arresto.

Luca Monteverde, del pool di magistrati che indaga sui reati contro la pubblica amministrazione, ha deciso di indagare gli operatori di PL.

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