Domani la Sportiva Nicola Mameli compirà 120 anni. La storia e i campioni

Il 18 maggio 1904 alcuni imprenditori voltresi fondarono la Società Sportiva riunendo sotto una bandiera numerosi atleti di nuoto, di ginnastica leggera, pesante e tamburello

Pochi anni dopo sulla scena voltrese comparve un atleta di dimensione internazionale, Davide Baiardo, e con lui, di ritorno dalle Olimpiadi di Stoccolma, prese vita la sezione pallanuoto. Lo ricorda il giornalista Luigino Puppo. Solo qualche tempo dopo la Nicola Mameli, intitolata al marchese fratello di Goffredo, che scrisse il “Cantico degli Italiani”, diventato nel 1946 l’Inno d’Italia, partecipò al primo campionato italiano di pallanuoto. La Nicola Mameli, dunque, è la più antica società di nuoto e pallanuoto della Liguria e terza in Italia dopo Rari Nantes Torino e Società Sportiva Lazio. È stato però dopo la seconda guerra mondiale che la Mameli iniziò a scalare i vertici della pallanuoto nazionale militando stabilmente in serie A.

Il primo atleta ad essere convocato in nazionale fu il portiere Luigi Fabiano (Olimpiadi di Londra). Negli decenni successivi sono stati decine gli atleti biancoblù a militare nelle varie rappresentative italiane. Contribuendo alla vittoria di titoli nazionali, europei, mondiali e olimpici. Tra questi: Paolo Ragosa, “Lello” Steardo, Gianni Averaimo, Alessandro Bovo. Tra gli azzurri di tutte le categorie, è necessario ricordare anche, Giorgio Calcagno, Carlo Massa, Aldo Ferrando, Mauro Fabiano e Olinto Canossa. Giovani voltresi catalizzatori di un movimento pallanuotistico di prim’ordine. In questo periodo la Mameli vinse un campionato italiano under 20 “B” 1966, un campionato italiano giochi della gioventù, 1976/77, un campionato italiano under 17 “A” 1978, la stella d’argento al merito sportivo 1968, la stella d’oro al merito sportivo 1975.
Nel nuoto, tanti anni dopo Davide Baiardo, si affermarono a livello nazionale le sorelle Lanfranconi, Diana e Graziella. Nel 1967 Letizia Baiardo vinse il campionato regionale con i 100 dorso. Mentre, più recentemente, a portare in alto i colori della Mameli, sono stati Luca Baldini, vincitore di quattro titoli mondiali di fondo in acque libere e Marco Formentini vincitore di titoli europei sia in piscina che in mare.
Il periodo dorato della Mameli di Voltri è durato sino alla all’inizio di questo secolo quando la Società Sportiva ha attraversato e superato traversie organizzative di vario genere.
Nel 2017 la Società è stata ripresa in mano da un gruppo di ex atleti con la speranza di ripercorrere un analogo percorso sportivo, ma soprattutto di ricreare quell’empatia tra sodalizio biancoblu e cittadinanza voltrese che fu il vero volano di tutti i successi conseguiti in questi 120 anni di storia.
La Storia della Mameli. La S.S.N. Mameli, storia e tradizione






Tra il 12° e il 13° secolo, in pieno Medioevo, si colloca senza ombra di dubbio il momento storico più importante della delegazione voltrese, e si protrae, in crescendo, almeno fino ai primi anni del Novecento.
Genova , con il porto, è un crocevia di commerci , affari, conoscenza … e tutto questo ha necessità di essere scritto, vergato, conservato, tramandato. Forse, proprio da questa necessità, proliferano figure professionali imprescindibili per sancire e sottoscrivere contratti, i notai, che devono trascrivere e, appunto notificare, dettagliatamente su carta…quindi, un po’ in tutta la provincia e la regione, ma in particolare a Voltri, il fabbisogno di carta contribuisce allo sviluppo delle Cartiere (parliamo di più di un migliaio di occupati distribuiti in circa 40\50 industrie) sulle sponde dei due torrenti principali, il Leiro ed il Cerusa con tutti i loro rivi e affluenti, avendo queste aziende la necessità assoluta per il loro ciclo produttivo di acqua corrente.
Erano parallelepipedi a pianta rettangolare e a tre piani, compreso il sottotetto.
Il piano d’ingresso, dove si svolgevano le operazioni di finitura della carta, comprendeva solitamente un locale adibito alla cernita degli stracci, con una grande ruota di pietra, chiamata molassa, azionata ad acqua e utilizzata per il riciclaggio della materie prime. Nel piano fondi si trovava in genere l’attrezzatura per la formatura dei fogli, le vasche per la decantazione della pasta di stracci…. Infine, il piano sottotetto serviva per l’essicazione all’aria della carta. Il 18 maggio 1904, 119 anni fa , alcuni di questi facoltosi imprenditori, Agostino Vigo, proprietario dello jutificio, lungo il Cerusa), Giobatta Gaggero (sindaco l’anno prima e industriale tessile) Carlo Tealdo (anch’egli industriale tessile) fondano una società sportiva, oggi si direbbe polifunzionale, di tamburello, nuoto, successivamente podismo e atletica pesante, e la intitoleranno all’amico Marchese Nicola Mameli (morto l’anno precedente, nel 1903) Sindaco di Voltri e Senatore del Regno d’Italia. Fratello di quel Goffredo, grande eroe mazziniano del Risorgimento che, nella battaglia a difesa della Repubblica Romana, poco più che ventenne, e dopo comunque aver scritto il cantico degli Italiani (musicato da Michele Novaro, adottato nel 1946 come Inno Nazionale della Repubblica Italiana), venne ferito ad una gamba da una pallottola francese e morì, di li a poco, di setticemia dovuta alla cancrena già in atto, nonostante l’intervento di amputazione.
Quindi, il primo consiglio direttivo della Società Sportiva Nicola Mameli fu così composto: G.B. Gaggero (presidente); Paolo Gitto (vicepresidente); Niccolò Porrata (economo)¸ Giovanni Gioni (segretario); Giuseppe Clerici (cassiere). Consiglieri: Carlo Tealdo, Agostino Vigo, Niccolò Canessa, Niccolò Fava, Aleardo Capurro.
Pochi anni dopo comparve sulla scena sportiva dell’epoca un atleta di assoluta eccellenza, Davide Baiardo e prese vita con lui, forte nuotatore e pallanuotista, (di ritorno dalle Olimpiadi di Stoccolma) la sezione pallanuoto della Mameli, era il 1912, nel 1913 preparò la squadra per partecipare al suo primo campionato nel 1914.
La pallanuoto, a quei tempi, si giocava in mare, ci si allenava da un molo all’altro della spiaggia di Voltri. La Mameli ha attraversato due guerre mondiali, quindi la lenta ripresa nel Dopoguerra. Nel 1953, presidente il dottor Ferdinando Malaspina, (indimenticabile figura di uomo, di medico, di amministratore e sportivo) nacque l’impianto natatorio, terminato l’anno successivo e perfezionato nel 1956, vasca di 33,33 mt per 18 di larghezza , con tre trampolini lato mare uno di 5 mt, e due di 3. L’impianto venne reso possibile da un incredibile e senz’altro avveniristico connubbio per quell’epoca. Una sorta “partnership” tra il finanziamento pubblico (Comune) ed l’azionariato popolare. Ci si rende conto, nel descrivere quel periodo che, per dettagliare tutti gli avvenimenti di questi 120 anni di storia ci vorrebbero alcuni giorni di racconti… è indubbio che si siano trascurati grandi presidenti .. (dr. Malaspina, dr. Tiragallo, sig. Parodi, sig Sposicchi e, più recentemente, Campanini, Cucinotta, Massa) ma in questa, sintetica descrizione, si sono voluti ricordare i momenti ritenuti più significativi della nostra storia.
Questa epopea centenaria affonda le sue radici nel tessuto sociale cittadino, a partire dai primi anni del secolo scorso, e si sviluppa attraverso l’anima sportiva dei voltresi e non. Il loro senso di agonismo e, soprattutto, la loro innata passione verso le attività sportive, la volontà, la generosità ed il sacrificio.
Questo sodalizio ha regalato lustro e onori alla città di Voltri. Anche dal punto di vista professionale si è potuto constatare quanto la Mameli abbia avuto un ruolo importante di integrazione tra le giovani generazioni e fidelizzato un intero paese. Per migliaia e miglia di voltresi, e non solo, la Mameli rappresenta il periodo più bello della loro vita. Quello della gioventù. Inevitabilmente il nome Mameli riporta alla memoria imprese sportive in piscina e amicizie strette sulle gradinate dello stadio del nuoto. Spesso, in questo ambiente permeato di fatica e odore di cloro, sono sbocciati amori molti dei quali sono risultati tanto profondi da durare tutta una vita.
Dunque: 120 anni di storia. Poche società sportive, almeno in Italia possono vantare un simile biglietto da visita. Non a caso risulta il più antico sodalizio di Pallanuoto della Federazione Italiana Nuoto. Molto più di un secolo integrandosi perfettamente nel tessuto sociale e sportivo della delegazione. Quasi 120 anni non potevano passare invano. Perché tutti i voltresi, a partire dai nuotatori e pallanuotisti degli anni Trenta e Quaranta, hanno dato un importante contributo non solo allo sport ma anche alla vita sociale. Intere generazioni sono cresciute all’ombra della piscina della Mameli. E proprio per non disperdere questi valori, questo simbolo di sportività, il nostro gruppo ha voluto ricominciare. Anzi, proseguire. Sì, perché anche quando la Nicola Mameli ha attraversato momenti di difficoltà amministrative, la Società ha continuato a vivere nei cuori dei voltresi e non solo. Questo perché l’impianto, per decenni, è stato il fulcro dell’attività natatoria di tutto l’immediato ponente genovese e del suo entroterra. E tutti gli appassionati di nuoto e pallanuoto, in questi ultimi anni, sperano di rivedere una piscina piena di ragazzi e giovani atlate e atleti che si allenano e gli spalti gremiti in occasione di un evento sportivo.
«Per questo motivo – spiegano alla società -, dopo l’acquisizione del marchio, abbiamo voluto riprenderci anche la storia della società. E nel nostro interlocutore, la Federazione Italiana Nuoto, abbiamo trovato un partner animato dagli stessi propositi. Perché la Nicola Mameli è anche la storia di Voltri e del ponente ligure. La storia del nuoto e della pallanuoto della delegazione genovese. Supporto determinante alla pratica dello sport. Negli anni Sessanta e Settanta a Voltri c’era un campetto di calcio in via Buffa e la piscina. Nient’altro. E l’impianto natatorio di piazza Villa Giusti costituiva anche luogo di aggregazione ed interazione tra tutte le generazioni. Soprattutto quelle più giovani di Sant’Erasmo e Sant’Ambrogio. Punto di riferimento anche per chi non faceva nuoto e pallanuoto agonistica. Ma erano davvero pochi. La piscina calamitava l’attenzione della cittadina. Atleti, ex atleti, amici, dirigenti, simpatizzanti e potenziali praticanti. In pratica centinaia e centinaia di voltresi. Al sabato sera, quando arrivava una squadra titolata, come la Pro Recco di Eraldo Pizzo, la Canottieri Napoli di Fritz Dennerlein, la Florentia di Gianni De Magistris, il Camogli di Mino Di Bartolo, l’Elah Pegli di Repetto, Parmegiani e Argeri, era una festa di piazza. Il calcio passava in secondo piano. Solo quando si presentava il Bogliasco si mobilitavano anche i calciofili. Perché nella squadra bogliaschina militava Gianni Fossati, figlio del “Sciu Rensu”, allora presidente del Genoa. A decine i tifosi rossoblù voltresi si accalcavano per scambiare quattro parole con il massimo esponente del sodalizio calcistico genovese».
Oggi la Società che è la stessa del suo glorioso passato. Con tutti i titoli e i successi in bacheca. E non è poco.
«Ma per continuare il nostro cammino – spiegano alla Società – abbiamo bisogno di tutti. Come quando la Mameli riusciva a mobilitare decine di volontari in occasione di importanti manifestazioni. Un none su tutti: il “Trofeo del Nuotatore” ospitando i campioni del futuro provenienti da tutta Italia. In quei giorni Voltri diventava la capitale del nuoto giovanile italiano. Le vie della città si popolavano di ragazzi e ragazze con le loro tute multicori. Atleti arrivati da tutte le città dell’Italia settentrionale e centrale. Una visibilità enorme. Ed i riscontri, le testimonianze ben visibili, sono lì alla portata di chiunque. Sulla carta stampata, sulle colonne dei maggiori quotidiani e settimanali sportivi, e, successivamente, nei nastri delle registrazioni televisive. Perchè dagli anni Sessanta in poi le fonti di informazione si accorsero di quanto cresceva questo movimento a Voltri e quale adesione trovava negli sportivi locali e quelli delle vicine delegazioni. Oggi si chiamano “media” ma negli anni Sessanta-Settanta il sinonimo era giornali, locali e nazionali. Erano loro a portare in tutte le case i risultati ed i commenti della pallanuoto e del nuoto che si praticava nella piscina della Mameli».
La S.S.N. Mameli, la storia sportiva, i campioni dell’altro ieri e di ieri
In questa sintesi vogliamo ricordare i cinque personaggi che in qualche modo hanno fortemente condizionato la vita della nostra Società. Come vedrete la scelta è dichiaratamente personale, senza nessuna intenzione di esaustività o di classifiche d’importanza. Sono cinque persone che sono state grandi sportivi, veri galantuomini e infine tutti hanno profondamente amato questi colori.
Davide Baiardo
Nel 1908 partecipa alle Olimpiadi di Londra. Nel 1912 vince lo scudetto con il Genoa. Nel 1912 Olimpiade di Stoccolma, Nel 1914 iscrive la squadra di pallanuoto al campionato italiano. Presidente nel periodo I9I4 – 1944. Nel periodo della Prima guelra mondiale partecipa e vince numerose gare di nuoto. Nel 1924 partecipa alle Olimpiadi di Parigi come Direttore della Nazionale az.zurra di nuoto. Nel 1928 finalissima del Campionato Italiano a Milano Dopo la Guerra diventa dirigente della Federazione Italiana Nuoto. Nel 1953 è Presidente Onorario della Mameli. Anni 70′ pioggia di onorificenze Presidente Onorario, Azzurro d’Italia, Cavaliere al Merito della Repubblica, Ufficiale dellaica e Decano dello SA nostro parere è la figura più’straordinaria della nostra storia. Due guerre mondiali, nuotatore, olimpiadi, fondatore della squadra, giocatore, dirigente… Ci si domanda come è possibile che nessuno abbia scritto un romanzo o fatto un film sulla sua vita? I ricordi sono necessariamente sfocati considerato la distanza ne tempo. Un mito della pallanuoto. Si racconta che, quelle poche volte che in epoca relativamente recente… anni ’70 veniva a trovarci in piscina e la frase “c’è Baiardo”correva tra noi, allora si stava nuotando o palleggiando si cercava di farlo al meglio,se non si fosse stati in acqua avremmo cercato di avvicinarci per poterlo vedere eascoltare quello che diceva per raccontarlo, più tardi, agli amici. Baiardo è statoI’elemento germinativo da cui si sono create le prime squadre di pallanuotovoltrese che Lui ha fornito di un prezioso bagaglio di valori sportivi che ne hanno garantito una lunga esistenza. Un mito, un punto di riferimento, un esempio per tutti noi.
Stefano Ratto
Inizia a far parte della squadra di pallanuoto nel 1920. Nel 1929 secondi dopo la Triestina. Dal settembre 1933 diventa dirigente e responsabile della sezione di atletica pesante pur continuando come giocatore. Dal 1945 diventa allenatore della squadra di pallanuoto. Per tutti è stato la figura più formativa. Stevin, allievo di Baiardo, fu capace di trasferire ai giovani della sua epoca e successivi i valori sportivi che Baiardo aveva portato alla Mameli. Non solo, ma li seppe anche difendere, in seguito, nella sua attività di giocatore prima e dirigente poi. Stevin aveva autorevolezza sapeva farsi seguire, non perché era il Capo, ma perché si credeva in Lui, si aveva fiducia in quell’uomo perché era giusto e sapeva di uomini e di pallanuoto. Non dimentichiamo inoltre che Stevin fu un incomparabile talent-scout. Anche noi avevamo alla Mameli, la nostra “cantera”: la spiaggia. Stevin, girava per l’ arenile scrutando tra i ragazzi i piu abili a muoversi nell’acqua, h particolare quando c’era il mare grosso. Quindi li chiamava a sé facendo seguire una veloce analisi antropometrica (altezza, peso, gambe, gambe ecc.) e terminando con un’indagine genetica: di chi sei figlio? Quanto è alto tuo padre, quanto tua madre? A questo punto se i test fossero stati superati il ragazzo sarebbe stato invitato a presentarsi in piscina. Un’attività, forse sottovalutata ma questa è una delle ragioni fra le altre, per cui a Voltri sono nati tanti campioni. Merita di essere ricordata Ia partfta del 1929 con la Triestina. In quell’anno la Mameli, di cui Ratto era uno dei punti di forza, era decisamente la miglore squadra d’Italia ma la “Ragion di Stato” pretendeva la vittoria per Trieste! A Roma, dove si svolse l’incontro, le gradinate erano piene di “camice nere” che facevano un tifo feroce e intimidatorio. L’arbitro, naturalmente, era di parte. La partita finì come volle il Governo. La Triestina divenne “Campione d’Italia”. Mesturini non si tenne più e, alzandosi sul bordo della vasca, inveì contro l’arbitro. Baiardo lo trattenne. A fine partita il gerarca di turno passo in rassegna le due squadre e si soffermò a lungo, fissandolo negli occhi, e Màsturini, forlunatamente, quella volta, abbassò lo sguardo. La squadra, mesta, ritornò con il treno a Voltri dove però l’aspettava tutta la cittadinanza e le autorità con banda al seguito, per esprimere la loro ammirazione e alleviare l’amarezza ed il disappunto degli atleti. Questo è ciò che dobbiamo riportare alla Mameli: una vera forte alleanza tra i cittadini voltresi e la loro società.
Luigi Fabiano
2 titoli di Campione d’Italia serie A: R.N
Florentia (1940) e R.N. Camogli (1953).
1 titolo di Campione d’Italia serie B: Mameli
80 partite con gli azzurri d’Italia
Premio “Emilio Colombo” giomalisti milanesi
Medaglia d’ oro Confindustria
Medaglia d’oro CONI
Medaglia d’oro Comune di Genova
Socio onorario R.N. Napoli
Il Palmares parla da solo. Il debutto fu nel 1928, all’età di 19 anni e si parla di una partita giocata nel 1957 all’età di 48 anni dove parò due rigori alla Triestina. 30 anni di pallanuoto giocata. Non male! Sembrerebbe difficile fare pallanuoto con un padre così. Niente di piu falso. Nellavita del figlio Mauronon ha mai interferito. Anzi, erano gli atleti in acqua checercavano di indovinare attraverso l’espressione del suo volto segnali diapprovitzione o disapprovazione.
Ma occorreva avere pazienza. qualche commento sarebbe arrivato. Ci si ricorda che sempre, durante una partita, anche vittoriosa, masi era stati eccessivamente polemici con l’arbitro, lui non diceva nulla. Ma con la punta dell’indice si toccava la punta della lingua. Si capiva immediatamente prologo, contenuto ed epilogo del suo commento. Lo poteva immaginare. La cosa che lo faceva arrabbiare era la mancanza di rispetto, di lealtà sportiva verso gli avversari ma anche verso i compagni di squadra, i tifosi e l’arbitro. Anche qui l’Eredità di Baiardo. Il caso Olimpiadi 1948 forse merita di essere ricordato perché come altri conferma la stretta connessione spirituale ed emozionale che esisteva tra Società e cittadinanza. Luigi Fabiano arriva a Londra alla soglia dei 40 anni. Durante tutto il torneo l’allenatore, suo vecchio amico, lo tiene sempre in panchina (anche con l’Egitto che viene affondato con 14 reti); è una vera umiliazione per il giocatore più rappresentativo di quella squadra. Non si capisce il perché. Fabiano si presenta alla premiazione a fine partita tutto vestito per differenziarsi dal resto dei giocatori. Questi l’abbracciano e gli cedono la palla come appare in fotografra. Ma L’amarezza è presto mitigata. I voltresi organizzano una serata dove vengono proiettate le partite dell’olimpiade londinese al Cinema Leira. Pienone, grande successo, tutti inneggiano al vecchio capitano.
Ferdinando Malaspina
Presidente per 12 anni
Artefice della costruzione della piscina
Presidente Croce Rossa
Animatore della costruzione della strada per Crevari
Nel 1952 è il Presidente del nostro ritorno in serie A
Nel 1953, il 18 luglio inaugurazione della nuova piscina alla presenza dell’allora sindaco Sandro Pertusio. Davide Baiardo nominato Presidente Onorario
Nel 1954 primo campionato in vasca
«Si vuole ricordare anche un presidente – dicono alla società -perché la nostra Storia non è fatta solo di atleti ma anche di persone che investirono il loro tempo e le loro capacità umane ed intellettuali nel portare avanti con successo la nostra Società.
In particolare, il dott. Malaspina è stato un Presidente centrale nella nostra storia per il ruolo avuto nella costruzione della piscina, il ritorno in Serie A e il recupero di Davide Baiardo come Presidente Onorario. Ma lasciateci ricordare anche l’uomo, il dottore. Eravamo vicini di casa, amici di famiglia. Luigi Fabiano molto spesso accompagnava il dottore nelle visite, notturne, lungo le strade sterrate delle alture voltresi, Malaspina a qualunque ora era sempre disponibile per tutti i suoi ammalati. Era un dottore molto amato di quelli che ci auguriamo di trovare. Voglio ricordare un aneddoto che ci aiuti a capire come la Mameli era intrisa nel tessuto sociale voltrese. Ricordo che le sere d’estate ci si riuniva nella piazzelta della Croce Rossa per mangiare il gelato del Lillo. Il Lillo, Lazzarone, Gigi Massa, e Luigi Fabiano tenevano banco con divertenti aneddoti sulla storia della Mameli conditi di salaci e divertenti battute e le persone che passeggiavano, spesso, si fermavano ad ascoltare. ln mezzo a loro sorrideva il dottore che si godeva le battute e veniva interpellato, come un salomonico saggio, per dirimere le questioni. Perché, vedete, di Lui ci si poteva fidare. Malaspina accettava questo ruolo con interventi puntuali e venati di sottile umorismo. Era un uomo buono e generoso e un Presidente capace di ascoltare e di soprattutto realizzare. Un indimenticabile maestro di vita».
Gaetano Castellaro
Nel 1947 debutta al posto di Patrone
Nel 1951 ritorno in serie A
Nel 1952 Derby con l’Andrea Doria
Nel 1953 tournee in Francia; storica la partita
con il Monaco finita 6 a 6. “Gaetan” è incontenibile
segna 5 gol.
Nel 1958 gioca nel Quinto e viene eletto miglior giocatore
di serie B
Nel 1959 gioca con la R.N. Pegli
Nel 1962 ritorna a Voltri come Allenatore – Giocatore
Nel 1964 Allenatore
Nel 1967 finalmente ritomo in serie A
“Gaitan” è stato giocatore ma soprattutto allenatore. Quello che ha insegnato i trucchi, i rischi ma anche le gioie che può dare la pallanuoto. E’ stato quello con cui scontrarsi perché a vent’anni è necessario avere un parafulminr e lui, con infinita pazienza ed intelligenza, ne accettava il ruolo. Ma Gaitan era anche quello che ascoltavi con interesse. La storia della Mameli, dei grandi personaggi e delle mitiche partite. La nostra era una piscina al servizio della Società e della cittadinanaza. In una parola: scuola di vita.
L’impianto era anche la “location” dove si andava al mattino per incontrare gli amici, per giocare, per fare un po’ di tiri in porta. Al pomeriggio c’erano gli allenamenti, quindi, da ragazzi, si viveva in piscina, da mattina a sera. Con gli allievi, per esempio, si iniziava a giocaare alle 17 con la squadra della Mamel. Poi, però, si dava disponibilità anche alla squadra dell’Aragno che veniva ad allenarsi a Voltri alle 18. Infine c’era la Prima squadra. Si stava sul bordo vasca e si aspeltava di essere chiamati. In quelle occasioni si aveva modo di giocare con i grandi campioni e qualche volta capitava di marcare Gaitan. Chiunque abbia avuto l’occasione di dover “combattere” con lui può testimoniare che sotto porta era ineguagliabile, non sapevi come trattenerlo. Marcarlo era come una lezione sul campo di dottorato in pallanuoto. Forza, galleggiamento, velocita di esecuzione. Tirava con il solo polso della mano fuori dall’acqua imprimendo grande forza alla palla. Un grande pallanuotista, un galantuomo di cui si sente molto la mancanza.
Conclusioni. I valori dello sport come guida per definire le finalita della Mameli e il rapporto tra la Società e la popolazione voltrese e tutto il comprensorio del ponente genovese, che deve essere ricercato e incentivato.


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