Liguria gate, il gip rigetta la richiesta di revoca della misura cautelare di Arturo Testa

I due fratelli Testa, gemelli, sono nati a Caltanisetta, cresciuti a Riesi e da tempo residenti in Lombardia, nel comune di Boltiere, dove oggi sono soggetti ad obbligo di dimora. Ad entrambi è contestata l’aggravante del 416 bis per avere commesso il reato di corruzione elettorale al fine di agevolare Cosa Nostra. I pm ritengono che abbiano agito promettendo almeno 400 voti a candidati della Lista Toti e chiedendo in cambio posti di lavoro. Entrambi, qualche anno fa, di erano fatti fotografare nella cripta di Predappio mentre facevano il saluto romano

Maurizio ha scelto di non rispondere al gip Paola Faggioni mentre Arturo ha risposto, rigettando ogni addebito, sperando che bastasse perché fosse accolta l’istanza di revoca dell’obbligo di dimora. Ma la procura si è opposta, ritenendo che a pochi giorni dall’esecuzione del provvedimento le esigenze cautelari non siano cambiate e il gip ha rigettato la richiesta.


Italo Maurizio Testa (a sinistra nella foto) è stato consigliere di An a Bergamo, poi all’opposizione nel comune di Boltiere, poi ancora assessore allo sport e vicesindaco di quel Comune. Si era dovuto dimettere perché un blogger, Roberto Pinotti, aveva scovato una foto in cui Maurizio, con suo fratello, faceva il saluto romano nella cripta di Predappio, con sfondo di busto di Mussolini.
L’immagine apparsa sulla pagina Facebook del politico. La didascalia: «Di ritorno da Predappio, siamo stati a visitare lo zio Benito e ci ha dato ancora una volta quei stimoli per affrontare questo periodo particolare di questa società malata. Bisogna andare ogni tanto per rientrare poi attivi e pieni di voglia e di forza che solo lui può dare. Meditare qualche minuto sulla sua tomba è ancora emozionante. Noi tireremo diritto». Era il 2011. La Cisl fu costretta a sospendere Testa dal suo ruolo di rappresentante sindacale allo stabilimento Marcegaglia di Boltiere.
Arturo Angelo, invece, è stato, nella segreteria assessore allo regionale lombardo a trasporti e infrastruttire Alessandro Sorte, oggi deputato di Forza Italia, il cui nome ricorre nelle intercettazioni e che nel 2019 fu tra i sostenitori della nascita di “Cambiamo”. Proprio a Genova, due giorni fa, Arturo ha detto ai giornalisti di essere antifascista e che quel saluto che rimbalza oggi, in una foto dell’epoca, su tutti i media era solo una goliardata.
Ha detto di conoscere Toti da quando era coordinatore nazionale di Forza Italia, di non aver chiesto posti di lavoro, nonostante le intercettazioni indichino il contrario. «Questa era una delle tante campagne elettorali Io non ho convinto nessuno dei riesini – ha spiegato ai giornalisti, chi è di centro destra vota centro destra e chi è di centro sinistra vota centro sinistra. Noi non siamo né arrabbiati né adirati». E ha concluso dicendo di non aver «mai chiesto niente a nessuno».
Il fratello Italo Maurizio testa, invece, non ha parlato con il gip: si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ha depositato agli atti una lettera inviata alla comunità riesina il 15 marzo 2007 da Marta Vincenzi, allora candidato sindaco di Genova per il centrosinistra. Ha inteso così dimostrare che i politici di qualsiasi schieramento avevano rapporti con la comunità genovese originaria di Riesi di cui lui e il fratello, nonostante abitino altrove, sono referenti. Vincenzi, nella lettera alla comunità, auspicava un reale processo di integrazione e non come era avvenuto nel dopoguerra e augurava il successo per l’associazione culturale riesina a Genova.
Secondo le indagini, la raccolta e lo spostamento dei voti era attività ricorrente dei fratelli Testa: «Già nelle prime fasi successive alle elezioni regionali della Liguria del 20 e 21 settembre 2020, i fratelli Testa si sono interessati ad ulteriori tornate elettorali – scrivono gli investigatori coordinati dai pm Federico Manotti e Luca Monteverde – in particolare ad elezioni amministrative comunali che si dovranno tenere nei prossimi mesi a Treviglio (BG), Torino e Genova».
Il deputato Alessandro Sorte, dopo il successo della cena elettorale a Genova, propone ad Arturo Testa di trovare «una sala per realizzare un evento similare in occasione delle elezioni comunali di Treviglio (BG), in programma nel mese di ottobre 2021». In una telefonata del 6 ottobre 2020, Angelo Arturo Testa dice a Sorte di aver trovato una sala da 120 posti, mentre, se ha bisogno di una sala più grande, bisognerà rivolgersi alla “Muratella”, dove hanno una capienza di circa 150 posti. Nel corso della conversazione Sorte chiede: «ma, Arturo ma tu c’hai riesini anche a Treviglio?». Testa risponde di sì, ma spiega che sono appena una trentina. A febbraio Luigi Stracuzzi, politico di Treviglio, si rivolge a Italo Maurizio Testa domandando: «hai qualche amico nel treviglianese? (…) io farò questa lista civica che correrà assieme alla maggioranza». Nelle carte, gli investigatori della Guardia di Finanza scrivono che “Continuano i militari: «le elezioni amministrative di Torino si sono svolte nel mese di ottobre 2021. In data 17 maggio 2021 l’onorevole Sorte chiama Arturo Angelo Testa per chiedergli: “la tua comunità come è messa a Torino?” e ottiene la seguente risposta: “Come Genova, uguale…. Ti ho detto come a Genova, quindicimila sono a Genova e quindicimila sono a Torino”. Sorte prosegue: “allora puoi cominciare a muoverti che c’è… che quando ti vedo ti spiego… mettici un attimo la testa” e l’interlocutore risponde: “vediamo cosa cerchi e cosa vuoi vediamo di fare sempre il massimo”».
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