Enti Pubblici e Politica 

Sabato la manifestazione dei comitati e delle associazioni genovesi e liguri per lo sviluppo sostenibile del territorio

Al centro delle rivendicazioni c’è un modello di sviluppo sostenibile e partecipato, investimenti per istruzione, sanità, trasporti pubblici accessibili e di qualità, manutenzione del territorio e del verde, politiche di contrasto al cambiamento climatico e stop alla cementificazione

Corteo nelle vie del centro di Genova, che coinvolge un ampio fronte di realtà provenienti anche dalle province di Imperia, Savona e La Spezia. La manifestazione è organizzata dalla Rete Genovese e dal Coordinamento dei Comitati del Ponente (GE), Fermiamo il Mostro e Quelli della Catena (SV), Comitato Posidonia e Rete Ambiente Altro Turismo (SP) e Attac (IM)


«Sono tante le opere insensate che stanno interessando la nostra regione, progetti e infrastrutture che vengono progettate per rispondere a interessi privatistici e non per il bene delle collettività e dei cittadini – dicono gli organizzatori -. Sono innumerevoli le opere che avranno ripercussioni negative su ambiente, salute, sicurezza sul lavoro, qualità della vita, sulle condizioni socio-economiche di territori anche densamente popolati e nessuna ricaduta positiva – nemmeno in termini occupazionali – per gli abitanti. Al di là di queste opere, quello che contestano gli organizzatori è l’idea di territorio promossa dalla Regione e da alcuni sindaci che continuano a destinare miliardi di euro a opere inutili mentre la sanità e l’istruzione pubblica vengono smantellate».

«Scendiamo in piazza per il bene di tutti: non siamo quelli del no, come molti ci vorrebbero raccontare, siamo una rete di cittadine e cittadini che vogliono una regione diversa. Scendere in piazza è un’azione necessaria a tutelare il benessere degli abitanti, difendere il territorio e l’ambiente e fermare lo sperpero di fondi pubblici per opere faraoniche che non rispondono ai. reali bisogni delle città e delle vallate, ma a interessi politici ed economici di pochi – continuano associazioni e comitati -. È la prima volta che un fronte così ampio di cittadine e cittadini scende in piazza unito: e questo è un primo risultato politico che va oltre il numero delle persone che saranno fisicamente presenti e denota un disagio diffuso per una gestione accentratrice delle scelte che riduce la partecipazione democratica a rito formale. «Abbiamo unito i puntini, come si fa nelle parole crociate, e quello che emerge è un disegno scellerato, una svendita del territorio in nome di una logica estrattiva che lo lascerà impoverito e invivibile per le generazioni future» continuano gli organizzatori. E così l’11 maggio in piazza scenderanno fianco a fianco le associazioni di La Spezia insieme ad Attac Imperia, alla Rete Genovese, al Coordinamento Comitati del Ponente e a molte altre realtà di Genova e della Liguria. Cosa abbiamo in comune? L’amore per il nostro territorio e la volontà di voler partecipare attivamente alle scelte che ci riguardano. La mancanza di processi partecipativi è infatti un elemento trasversale alle trasformazioni in atto: opere calate dall’alto, nessuna consultazione, fino a persone che apprendono per caso di essere oggetto di espropri».

L’appuntamento è per sabato 11 maggio alle ore 14:00 in via Fanti d’Italia a Genova.

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