Attacco dell’Iran a Israele anche con i droni. Pace mondiale in equilibrio precario. Cruciali le prossime ore

Il 99 per cento dei circa 300 proiettili lanciati dall’Iran contro Israele durante la notte è stato intercettato dalle difese aeree. La Presidenza italiana del G7 ha convocato per il primo pomeriggio di oggi una videoconferenza tra i leader. Gli Stati Uniti non sosteranno un eventuale contrattacco di Israele contro l’Iran

L’Iran ha lanciato un attacco su larga scala contro Israele sabato sera, dopo giorni di tensione seguiti all’operazione israeliana all’inizio del mese, che ha ucciso 13 iraniani, inclusi due generali dei Guardiani della Rivoluzione, in un complesso diplomatico a Damasco.

Sono stati lanciati più di 300 droni e missili contro Israele, ma la maggior parte è stata intercettata prima di raggiungere il territorio israeliano, con l’assistenza degli Stati Uniti e del Regno Unito. Tuttavia, le sirene hanno suonato in Israele quando la prima ondata ha colpito il paese (intorno alla 23:00 italiane), e l’azione della difesa aerea era visibile nei cieli.
L’attacco iraniano ha causato danni lievi a un’infrastruttura militare in Israele. Alla difesa hanno collaborato aerei da caccia statunitensi e francesi. Una bambina di sette anni nel sud di Israele è in gravi condizioni dopo essere stata colpita da schegge in seguito all’intercettazione di un drone iraniano nell’area di Arad, dove la bimba si trovava. Gli attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza, solo nella nottata precedente, avevano fatto 9 vittime. Stanotte non ci sono stati bombardamenti sulla Striscia.
La missione permanente dell’Iran presso l’ONU ha dichiarato che l’operazione è stata una rappresaglia “contro l’aggressione del regime sionista” alle installazioni diplomatiche iraniane a Damasco e che “la questione può considerarsi chiusa”.
Il gabinetto di guerra di Israele si è riunito. Dopo l’incontro, il primo ministro israeliano Netanyahu ha parlato con il presidente americano Joe Biden.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà d’urgenza domenica, su richiesta di Israele.
Condanna e timore di escalation e caos nella regione sono i temi dominanti nelle reazioni all’attacco dell’Iran contro Israele. Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha condannato “fermamente la grave escalation rappresentata dall’attacco su larga scala lanciato contro Israele dall’Iran” e ha avvertito che il mondo “non può permettersi un’altra guerra”.
L’inizio della giornata è stato segnato dalla cattura da parte dei Guardiani della Rivoluzione dell’Iran di una nave con bandiera portoghese che però avrebbe legami con Israele.
Alle 7:30 locali (le 6:30 italiane) le autorità israeliane hanno riaperto lo spazio aereo del Paese e l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, dopo la conclusione dell’attacco iraniano, il quale, tuttavia, subirà variazioni di orario, secondo quanto rende noto il Jerusalem Post.
Il 99 per cento dei circa 300 proiettili lanciati dall’Iran contro Israele durante la notte è stato intercettato dalle difese aeree, afferma il portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari. Hagari ha poi riferito che “l’Iran ha lanciato 170 droni contro Israele, e nessuno è entrato nello spazio aereo israeliano. Sono stati tutti abbattuti fuori dai confini del Paese da Israele e dai suoi alleati”. Dei 30 missili da crociera lanciati – ha proseguito – “nessuno è entrato nello spazio aereo israeliano e 25 sono stati abbattuti”.
La Presidenza italiana del G7 ha convocato per il primo pomeriggio di oggi una videoconferenza tra i leader per discutere dell’attacco iraniano contro Israele. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a Rainews24 sull’attacco dell’Iran a Israele, ha dichiarato: “Mi auguro che non ci sia un peggioramento. Non vogliamo che ci sia un presupposto per quel salto di livello di cui nessuno ha bisogno”. Ha inoltre sottolineato che la reazione di Tel Aviv “sarà in relazione al danno che riceverà” e ha aggiunto: “Nessuno ha interesse a una escalation. Vedremo nelle prossime ore l’entità dell’attacco e cosa potrà succedere”.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera che «nessuno potrà mettere in discussione l’esistenza di Israele, il mondo si dovrà impegnare per la sopravvivenza dello Stato ebraico». Ha inoltre riferito di aver parlato con il suo collega iraniano Hossein Amir-Abdollahian venerdì scorso: «Gli avevo chiesto di convincere il suo governo a moderazione e senso di responsabilità». Tajani ha espresso preoccupazione riguardo alla ritorsione avvenuta la scorsa notte, affermando che «potrebbe mettere in moto una spirale pericolosissima». Il ministro ha detto di auspicare che l’Iran si fermi, ma ha aggiunto che è troppo presto per dirlo. Ha sottolineato la necessità di valutare la durata degli attacchi, i danni provocati, la profondità e gli obiettivi degli stessi. Tajani ha avvertito che «le dinamiche della regione subiscono una impennata, una accelerazione che potrebbe essere pericolosissima». Ha enfatizzato l’importanza dell’azione politica parallela alla valutazione dell’intensità dell’azione militare iraniana e dei danni provocati, indicando come primo obiettivo il tentativo di “gettare acqua sul fuoco”.
Gli Stati Uniti non sosteranno un eventuale contrattacco di Israele contro l’Iran, ha detto il presidente americano Joe Biden al premier israeliano Benjamin Netanyahu secondo quanto riportato da Axios.


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