Il Comune apre la procedura per l’affidamento in concessione del Cinema Teatro Verdi di Sestri

Il valore della concessione del servizio è stato stimato in 314mila euro annui, oltre all’Iva, per 5 anni. Si prevedono altre spese per il personale (100mila euro l’anno) oltre a 214mila euro per utenze, costi di ospitalità e produzione spettacoli e spese di gestione aziendali. Al Comune andranno garantite 30 giornate con tutte le spese a carico del gestore

È stata pubblicata oggi sul sito del Comune la determinazione dirigenziale firmata da Gloria Piaggio, direttore dell’Area Politiche Culturali, che avvia la gara per l’assegnazione del Cinema Teatro Verdi, di proprietà comunale. La concessione, della durata di 5 anni, sarà aggiudicata dalla ditta che avrà presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base dei criteri di valutazione stabiliti nel disciplinare di gara.

«Il servizio non dovrà comportare nessun onere economico a carico del Comune di Genova – si legge nella determinazione dirigenziale -. Il rischio operativo sarà trasferito interamente al concessionario e il suo corrispettivo sarà costituito dal diritto di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente il servizio oggetto di affidamento».
«Oggetto del capitolato è quello di individuare un gestore del Cinema Teatro Verdi nel pieno rispetto dei criteri di polifunzionalità, polivalenza ed integrazione con il territorio, per consentire la massima fruibilità da parte del pubblico, con particolare attenzione all’inclusività ed agli obiettivi del Piano strategico della Cultura del Comune» si legge ancora nel bando.
Il Cinema Teatro Verdi è in piazza Oriani a Sestri Ponente. La capienza massima consentita è di 610 posti, così articolati: platea da 394 posti a sedere; galleria da 216 posti a sedere. L’attuale dotazione di poltrone del Teatro, che può anche essere attrezzato come sala cinematografica, è di 500. L’immobile comprende teatro e locali annessi, spazio al piano superiore, bar con accesso aperto sulla piazza antistante.
«La concessione – recita il bando – viene effettuata per realizzare le seguenti finalità di rilevante interesse pubblico: concorrere in modo determinante alla produzione, fruizione e alla promozione dello spettacolo e della cultura in allineamento con gli obiettivi del Piano strategico della Cultura del Comune; valorizzare l’associazionismo per la promozione e diffusione culturale e per una maggiore integrazione con il territorio; salvaguardare il prestigio del Teatro ed il suo ruolo di presidio del territorio; improntare l’uso del Teatro alla massima fruibilità da parte di cittadini, del mondo dell’istruzione, di associazioni e compagnie teatrali, per attività ricreative, ludiche e sociali; promuovere, nel rispetto dei precedenti commi, altri eventi atti a garantire l’equilibrio economico finanziario della gestione nel suo complesso. La gestione del Teatro non potrà essere effettuata per altro scopo che quello per cui la concessione è disposta, salvo i casi formalmente autorizzati dal Comune».
La cifra richiesta, 314mila euro l’anno, deriva «dai servizi che caratterizzano la gestione economica del Teatro» e che Tursi ipotizza in 314mila euro l’anno (1 milione e 1 milione e 570 mila euro in 5 anni) oltre all’Iva. Le entrate presunte deriverebbero da introiti da bigliettazione teatro e cinema (biglietti, abbonamento a stagioni e rassegne) per 240mila euro; affitto della sala per 10mila euro, introiti da affitto locali e magazzini 12mila euro; utili da gestione diretta del bar e della concessione per 12 mila euro; contributi a sostegno della programmazione culturale da parte di Enti Pubblici (Ministero, Regione ed altri Enti Pubblici) per 15mila euro; sponsorizzazioni e contributi da fondazioni per 15mila euro; altre entrate di gestione per 10mila euro.
Il costo della manodopera è stimato in 100mila euro annui calcolato dal comune su un impiego presunto di unità, tarato su realtà analoghe ed in applicazione del CCNL soci lavoratori e i dipendenti delle imprese esercenti attività nel settore artistico, informativo, sport e spettacolo, svolte anche in forma cooperativa, pari ad euro 500.000,00 per la durata della concessione (cinque anni).
Le altre spese a carico del Gestore sono stimate in 214 mila euro annui e comprendono, tra le altre, utenze, costi di ospitalità e produzione spettacoli e spese di gestione aziendali.
«ll Piano di Utilizzo del Teatro – si legge, ancora sul bando, sarà composto dalle programmazioni di spettacoli e attività, ivi comprese quelle dedicate al territorio, alle scuole ed all’inclusività. Il gestore dovrà garantire l’apertura, di norma, seguendo i seguenti principi generali: l’apertura articolata su più giorni alla settimana; particolare attenzione alle aperture nei fine settimana (venerdì, sabato e domenica); durante il periodo estivo il gestore potrà chiudere per massimo due mesi tra giugno e settembre, se non ci sono richieste di utilizzo da parte di soggetti terzi o da parte del Comune; garantire al Comune almeno 30 giornate annuali a titolo completamente gratuito, facendosi carico il gestore anche delle spese di funzionamento, compresa la dotazione tecnica standard e le figure professionali per le attività proposte dal Comune. Il Gestore previo parere del Comune, è autorizzato a concedere in uso il complesso anche per attività istituzionali, politiche, conferenze, proiezioni, dibattiti, riunioni, attività ricreative ed altre attività analoghe».


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