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Parchi di Nervi, Aster e Centro Studi Sotterranei trovano nel sottosuolo una fortificazione della Seconda Guerra Mondiale

Stefano Saj, presidente del Css: «Eccezionale trovare una struttura simile, ad oggi sconosciuta, a 80 anni di distanza». La rappresentazione tridimensionale del rifugio antiaereo trovato nel sottosuolo di Villa Grimaldi

Tutto è cominciato, come spiega Diego Ubaldi di Aster, con la ricerca della ragione per si era causato un piccolo danno alla mattonata della passeggiata Anita Garibaldi si era danneggiato durante il maltempo di qualche giorno fa. «Abbiamo cercato di capire se ci fosse una perdita di una tubatura a monte – dice il geometra -. Non abbiamo trovato perdite, ma, grazie alla telecamera che usiamo per fare le videoispezioni delle tubature, abbiamo trovato un pozzetto che dava accesso a una superficie esagonale in cemento armato. Abbiamo, a quel punto, chiamato il Css, con cui collaboriamo per cose di questo genere».

«È un ritrovamento singolare – spiega Stefano Saj, presidente del Centro Studi Sotterranei – perché di questa fortificazione non ne sapeva niente nessuno, non esistono documenti, non è presente negli archivi. Anche gli appassionati curiosi e gli storici non ne sapevano niente e quindi è nel suo genere, per quanto limitata come dimensione, una cosa abbastanza eccezionale. È difficile trovare cose “nuove”, sconosciute, a 80 anni di distanza. Si tratta di una fortificazione che risale alla Seconda Guerra Mondiale».

«Non si tratta di un rifugio, è una fortificazione e più precisamente un cosiddetto tobruk, una sorta di piccolo bunker, quasi monoposto, che era stato inventato dagli italiani durante la guerra d’Africa, durante l’assedio dell’omonima località libica – aggiunge Saj -. È stato copiato e installato in larga scala dai tedeschi un po in tutta Europa. Soprattutto, dopo lo sbarco in Sicilia da parte degli alleati, i tedeschi rafforzano tutta la costiera italiana con postazioni di vario genere, quindi con bunker tipo quelli di Monte Moro, molto più articolati, possenti, come sono quelli presenti anche nel Vallo Atlantico, ma anche con rifugi più piccoli, come quello appena ritrovato».

A costruire le fortificazioni, i rifugi e tutte le costruzioni di carattere bellico era l’Organizzazione Todt, una grande impresa di costruzioni che operò, dapprima nella Germania nazista, e poi in tutti i paesi occupati dalla Wehrmacht impiegando il lavoro coatto di più di 1.500.000 uomini e ragazzi.

«Avevano addirittura calcolato che servivano 48 ore di lavoro per costruire un tobruk e così potevano pianificare quanti ne potessero realizzare in un mese» prosegue Saj, che poi racconta in cosa consiste lo spazio trovato sotto il parco di Villa Grimaldi «Consta di una camera ottagonale, del diametro di circa 2 metri e 20 centimetri – racconta il presidente del Centro Studi Sotterranei -. L’ingombro con un fornice rotondo di 80 cm circa, poteva ospitare una persona e aveva a disposizione una mitragliatrice che girava su una piastra circolare, tutto intorno. Alle sue spalle c’era un piccolo ambiente, una riservetta che era di circa un 3 metri per 1 metro e da lì si apriva un ulteriore spazio, più riparato ancora, di circa 2,50 per 2,20 m, alto 1.85. Erano proprio ambienti risicati, a misura di un solo uomo. E da questo ambiente c’era l’uscita – o entrata – che portava in superficie all’aria aperta. L’accesso era stato poi murato quando sono stati riaperti al pubblico i parchi di Nervi. Siano potuti accedere da un chiusino che è stato posto a seguito di un crollo che si era verificato nel parco tempo fa, ma il vero accesso al tobruk era stato murato e se ne era persa la memoria».

L’accesso allo spazio è stato effettuato attraversi scale rigide, senza dover quindi montare trabattelli o scendere legati con funi. «Siamo potuti così entrare in uno spazio dove nessuno metteva piede da un’ottantina d’anni – conclude il presidente del Css -. È emozionante aver ritrovato una postazione di questo genere dopo tanto tempo. La fortificazione era stata costruita lì, probabilmente nell’ambito del progetto di munire tutti i litorali di postazioni di sorveglianza in funzione anti sbarco. Tra l’altro, sulla vicina linea ferroviaria c’era anche un treno blindato con sopra dei pezzi di artiglieria, motivo per cui avevano abbassato i muraglioni delle ville, quelli che costeggiano la passeggiata, a mare rispetto ai parchi, i modo da poter brandeggiare i cannoni».

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