Manifestazione pro Palestina, bloccati i varchi portuali

Lungomare Canepa chiusa al transito in entrambe le direzioni. Corteo in atto altezza Varco Etiopia. Traffico in difficoltà

Un movimento di protesta si è svolto oggi a Genova, con partecipanti che si sono riuniti in Piazza Nicolò Barabino a Sampierdarena dalle prime ore del mattino. Intorno alle 7:30, il corteo è partito dirigendosi verso i varchi portuali di San Benigno, causando inevitabili disagi al traffico nella zona. La giornata di protesta è stata organizzata da diverse associazioni tra cui Bds Genova, Giovani Palestinesi d’Italia Genova, Si Cobas e Unione Democratica Araba Palestinese.

Gli organizzatori del corteo hanno spiegato che l’obiettivo era attraversare i principali snodi logistici e portuali della città, dove transita il traffico di merci e armi che, secondo loro, beneficia i capitalisti e gli sostenitori della guerra genovesi e italiani.
Durante la manifestazione, è stato lanciato l’invito a bloccare le navi della compagnia Zim e interrompere la logistica di guerra, insieme alla richiesta di rispondere all’appello della comunità palestinese d’Italia a scioperare il 23 febbraio, in occasione del secondo anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. Gli organizzatori ritengono che sia necessario passare dalle mere espressioni di solidarietà a azioni concrete per costringere il governo Meloni a ritirarsi da tutte le operazioni militari in cui l’Italia è coinvolta, inclusi gli invii di armi a Kiev e il supporto logistico, militare e politico al popolo palestinese.
Hanno sottolineato che ogni settimana a Genova transita un grande volume di merci e container destinati ai porti di Haifa e Ashdod, che sostengono direttamente l’esercito israeliano. La presenza di tre navi della compagnia Zim in porto il 23 febbraio è stata citata come esempio del supporto logistico, politico e militare al genocidio in Palestina, e in generale a tutte le guerre imperialiste, che, secondo gli organizzatori, deve essere fermato. Questa azione è stata definita come una continuazione del blocco del 10 novembre, in risposta alla chiamata del Calp e dell’Assemblea contro Guerra e Repressione.


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