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Centro storico, addio alle case dormitorio per gli stranieri. Nel B&B abusivo gli ospiti pagavano 500 euro al mese per una stanza

Al di là dell’arresto da parte del Gocs della Polizia locale di due pusher nell’appartamento a Campetto, c’è tutta la partita amministrativa (e in qualche caso anche penale) da approfondire. La casa era accatastata come ufficio, l’attività era completamente abusiva e non erano stati, ovviamente, comunicati alla Questura i nominativi degli ospiti. Diverse le irregolarità edilizie riscontrate, alcune anche penali

Le indagini sui pusher poi arrestati dal Gocs, il Gruppo Operativo Contrasto stupefacenti del Nucleo Centro Storico dell’Unità territoriale Centro della PL, hanno condotto come i sassolini di Pollicino all’appartamento del bel palazzo di piazza Campetto dove ci sono per lo più uffici. Come ufficio era accatastata anche quell’unità immobiliare, che in realtà è composta da due diverse abitazioni (è stato fondato un muro) più un soppalco, ovviamente pure quello abusivo.

Gli agenti della Polizia locale che hanno fatto irruzione per la perquisizione, hanno potuto stabilire che nell’appartamento dormivano in nove, di cui sette sono conosciuti come pusher. Soltanto due avevano al momento lo stupefacente nelle loro stanze in quel momento e per questo sono stati arrestati.

Secondo quanto dichiarato dalle persone che vivevano nella casa, ognuna di loro pagava 500 euro per una stanza in esclusiva e per l’uso delle parti comuni, tra cui la cucina e i bagni. Sul reale introito del gestore del B&B sconosciuto alle autorità ci saranno accertamenti specifici, ma si può calcolare che l’appartamento fruttasse intorno ai 4.500-5mila euro al mese. Che per 12 mesi fa tra i 54 e i 60mila euro l’anno, tutto in nero, perché alla Polizia locale non risulta che siano stati registrati contratti d’affitto perle diverse persone di fatto residenti.

C’è poi tutta una serie di accertamenti da fare, come si è detto, in primis sulle presunte irregolarità edilizie: muri abbattuti (nella speranza che non siano muri maestri, portanti) e altri ricostruiti per ottenere più stanze. Poi il soppalco, anche quello completamente irregolare.

Nemmeno risulta che sia stata data comunicazione alla questura delle persone ospitate nelle camere affittate. Una regola introdotta negli “anni di piombo” per intercettare i movimenti dei terroristi e mai abrogata e che ogni anno consente di arrestare moltissime persone ricercate, soprattutto provenienti dall’estero, dove non esiste una legge simile. Anche recentemente sono stati effettuati degli arresti dalla Questura, che deve ricevere le comunicazioni in tempo reale e che interfaccia i nominativi con la banca dati nazionale e con i mandati di cattura internazionali. L’ultimo caso è quello di un ricercato che era stato registrato in un B&B regolare di corso Torino. In questo caso, per i gestori del B&B scatterebbe la denuncia in base alle norme del Tulps, Testo Unico di Polizia. Anche alcune delle irregolarità edilizie sono soggette a denuncia: certamente la realizzazione del soppalco abusivo. Tutto il resto è da verificare con accuratezza e potrebbero uscire altri problemi.

Tutto quanto rilevato dagli operatori del Gocs sarà notificato alla Direzioni Commercio ed Edilizia privata del comune, all’Agenzia delle Entrate e alla Questura, ad ognuna per le proprie dirette competenze. Verosimilmente verranno comminate sanzioni amministrative, interdittive e denuncia in base al Testo Unico sull’Edilizia per il soppalco oltre che in base al Tulps per la mancata comunicazione degli ospiti. Sarà certamente interesse dell’Agenzia delle Entrate la valutazione del flusso di denaro in nero tra affittuari e organizzatore della struttura ricettiva fantasma.

Da segnalare c’è l’upgrade dell’ospitalità in nero agli stranieri nella città vecchia. Eravamo rimasti alle case dormitorio, tuguri in cui erano piazzati letti, anche più d’uno in ogni stanza, dove dormivano diverse persone, anche a turno. Una quindicina di anni fa, un letto per una notte costava 20 euro, ma il prezzo calava per permanenze più lunghe. Spesso non c’erano energia elettrica e acqua corrente, perché nessun fornitore fa un contratto a persone irregolari sul territorio. Nel B&B di Campetto, invece, c’erano luce e acqua. E, per quanto le condizioni igienicosanitarie in molte stanze non fossero ottimali, non eguagliavano le condizioni di certi dormitori scoperti negli anni passati, infestati da pulci e scarafaggi, dove l’acqua veniva portata in casa con le taniche e usata in minima quantità (soprattutto associata a sapone e detersivi) e non c’era riscaldamento, tanto che le stanze erano piene di bombole per alimentare le stufette a gas: una situazione potenzialmente pericolosissima. Qualche anno fa, una notte, si era verificato un incendio in un palazzo di Pré proprio a causa del malfunzionamento di una stufetta. Si era anche determinata l’esplosione di una bombola. L’intero edificio, danneggiato, era stato sfollato e si erano scoperti diversi dormitori al suo interno.

Nel centro storico, alcune case dormitorio, nel tempo, sono state individuate anche come centrale e magazzino di contraffazione perché sul posto, con le macchine da cucire, venivano ricamati i loghi delle griffe e cucite o attaccate le etichette. A Campetto, invece, per almeno due dei residenti di fatto, il business era quello della droga. Alcuni degli altri occupanti, non trovati in possesso di stupefacenti in occasione delle perquisizioni, sono comunque conosciuti come pusher da Polizia locale e Forze dell’Ordine.

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