Trentacinquenne circuisce 81enne e gli spilla circa 200 mila euro. Arrestata

L’anziano si è anche venduto una casa per assecondare le richieste di denaro della donna e, nonostante la buona pensione, s’è ritrovato a mangiare alla Caritas e a non riuscire a pagare le bollette del riscaldamento

La donna, di nazionalità romena e residente con tre connazionali in una casa popolare del Comune a Bolzaneto, si è presentata all’anziano con un nome falso: Maria Strozzi. Secondo le indagini della Polizia giudiziaria della Procura, coordinata dal sostituto procuratore Luca Monteverde, ha prima circuito l’ottantunenne muovendolo a pietà e raccontandogli di aver bisogno di un intervento al cuore da affrontare in Romania e da pagare 76 mila euro. Era il 2018.

L’anziano, vedovo e senza parenti diretti, le ha dato i soldi e, capito che poteva ottenere facilmente del denaro, lei è poi tornata alla carica, chiedendogli altri 110mila euro per fare fronte a una causa legale conseguente a un incidente, che sarebbe avvenuto sempre in Romania. Per sostenere il suo “stato di bisogno” ha fatto chiamare ripetutamente l’uomo sia da una sedicente giudice, sia da un’impiegata di banca, entrambe romene. Ha promesso all’anziano che gli avrebbe reso i soldi, dicendosi disperata, e lo ha convinto di nuovo. Lui ha venduto una casa per soddisfare la richiesta di denaro e non aveva più nemmeno i soldi per mangiare, tanto che si era ridotto a elemosinare i pasti alla mensa della Caritas, nonostante percepisse circa duemila euro di pensione al mese. Viveva senza riscaldamento perché non poteva pagare il gas.
Un amico di famiglia s’è reso conto di quanto stava accadendo e ha presentato un esposto alla Procura. Così sono cominciate le indagini. Il giudice tutelare ha assegnato all’uomo un amministratore di sostegno. L’anziano, a un certo punto, ha capito di essere stato vittima di un raggiro e ha firmato una denuncia, ma la donna è poi riuscita a riagganciarlo, alternando le minacce alle richieste di aiuto e alle manifestazioni di (falso) affetto, chiedendogli altri soldi. L’ottantunenne gli ha consegnato un bancomat di cui l’amministratore di sostegno non era a conoscenza e la trentacinquenne ha continuato a spillargli denaro. L’ultimo episodio è di pochi giorni fa: è stata ripresa dalle telecamere del bancomat della Bnl di Bolzaneto. In totale la cifra sottratta sarebbe di circa 200mila euro.
La trentacinquenne, che in realtà si chiama Cornelia Teglas, ora è finita in carcere ed è accusata di truffa aggravata. Nell’interrogatorio di garanzia si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Silvia Carpanini descrive «la pervicacia» e “I’estrema spregiudicatezza della giovane» che «non solo per anni ha sfruttato i sentimenti dell’anziano, la sua fiducia, il suo bisogno di affetto e considerazione per privarlo di tutto le sue risorse». Sempre nell’ordinanza, si fa riferimento a soggetti terzi, le false giudice e impiegate di banca romene che avevano telefonato all’ottantunenne. La PG della Procura indaga per individuare i complici.
È possibile che l’anziano sia sottoposto a una perizia medicolegale.
In copertina: foto di repertorio


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