Il tassista non accetta il bancomat, la Polizia locale gli sospende la licenza

Si è giustificato dicendo di aver finito i giga della connessione internet necessaria a far funzionare il Pos per il pagamento elettronico, ma leggi e regolamenti prevedono che sia obbligo del titolare della concessione comunale mettersi in grado di ottemperare alla regola

Il rifiuto di accettare il pagamento elettronico è avvenuto il 6 di novembre dello scorso anno. Il cliente ha avvertito prima della corsa che avrebbe pagato con la carta e allora il tassista, come da lui stesso dichiarato, ha rifiutato la corsa, adducendo proprio l’impossibilità di connettere il Pos. L’uomo ha dichiarato alla Polizia locale: «…se io prendo la carta ed ho finito i gigabyte come la mettiamo? Cosa gli dico alla signora? Infatti ho chiesto alla signora se aveva il contante. Appreso che la signora non aveva contante disponibile, la signora è stata dirottata ad altro taxi…».

La cliente si è rivolta alla Polizia locale che ha accertato i fatti, quindi ha erogato la sanzione, che è già stata pagata. Questo non evita al tassista inadempiente la sospensione della licenza che, in ragione del fatto che questa è la prima irregolarità contestata nel triennio, ha ricevuto la misura accessoria minima: non potrà lavorare per due giorni. La sanzione accessoria è progressiva in base al numero di inadempienze a va da due a dieci giorni.
La sospensione è stata pubblicata oggi sull’albo pretorio del Comune.
In copertina: foto di repertorio


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