Bavaglio alla Polizia locale, il Pd: «Chiaro intento di condizionamento dell’autonomia della Stampa»

Gambino sostiene di tutelare il lavoratori, tentando così di sostituirsi ai sindacati della categoria che mai hanno fatto richiesta in tal senso. Anzi, tra il personale serpeggia parecchio malcontento per la gestione diretta delle notizie da parte dell’assessore, interpretato come un segnale di sfiducia senza che mai si siano verificati casi di violazione del segreto istruttorio. Il personale è in subbuglio perché non vede valorizzato il proprio lavoro alla luce del fatto che gran parte di quello che fa viene deliberatamente sottaciuto e si chiede perché questo accada

Il Partito Democratico «appresa con sconcerto la denuncia dell’Associazione Ligure dei Giornalisti, del Gruppo Cronisti Liguri e dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria – si legge in una nota del gruppo consiliare comunale del partito – esprime vicinanza e solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti genovesi colpiti nella possibilità di svolgere il loro lavoro dall’imposizione dell’assessore Antonino Gambino alla Polizia Locale di non parlare più con la stampa. Sembra surreale dover ancora ribadire che, in democrazia, non è accettabile che i politici obblighino la stampa a vedersi filtrare le notizie di cronaca dai politici stessi, in un chiaro tentativo di condizionamento della loro autonomia. Nel nostro Paese, in particolare, il diritto di cronaca è garantito dalla Costituzione, che lo protegge all’articolo 21. Invitiamo l’assessore Gambino a prendere visione della Costituzione, qualora non avesse mai avuto modo di farlo, e a dedicare il proprio tempo a occuparsi dei veri problemi dei cittadini e delle cittadine genovesi».

Per Davide Natale, segretario regionale del partito «Questo centrodestra ligure dimostra completa avversione alla libertà di stampa e al libero lavoro dei giornalisti e disconoscono la grande importanza che quel lavoro riveste nella nostra società».
Così replica l’assessore Antonino Sergio Gambino: «Non posso evitare di rispondere al Pd, che, sempre più a corto di argomenti, non perde occasione di accodarsi a una legittima presa di posizione di una categoria, cercando, maldestramente, di cavalcarla a fini politici ed elettorali. Siamo arrivati al paradosso: il Pd, il partito che si direbbe vicino ai lavoratori, dà dei neofascisti a chi come la nostra giunta vuole tutelare semplici agenti e funzionari pubblici a una sovraesposizione mediatica, che in nessun contratto pubblico è prevista. Vadano a rileggersi gli accordi sindacali, i codici di comportamento e i contratti stessi: non troveranno di sicuro che tra i doveri del buon dipendente pubblico c’è il non rispetto del segreto d’ufficio previsto per alcune materie».
La “tutela dei lavoratori” risulta poco convincente alla luce del fatto che Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale di tutta Italia mantengono i rapporti con la stampa nei limiti e a favore del diritto di cronaca e della libertà di informazione garantite dall’articolo 21 della Costituzione.
Nel corpo c’è parecchio malcontento, un forte malessere del personale causato dall’informazione accentrata dall’assessore, personale che non vede valorizzato il proprio lavoro perché gran parte di quello che fa viene deliberatamente sottaciuto. Molti lavoratori hanno letto quanto sta succedendo come una sfiducia nella loro capacità, senza che mai si sia verificato, in questi anni, anche un solo problema di violazione del segreto istruttorio.
Gambino vuol sostituirsi alla Polizia locale, ma anche ai sindacati proponendosi, da amministratore pubblico, come soggetto che tutela dei lavoratori in questo ambito: un ruolo improprio, tanto più che i sindacati mai hanno richiesto di “tutelare” i lavoratori su questo fronte. Inoltre, per quanto riguarda le informazioni, quelle legate a operazioni di polizia giudiziaria, ma anche tutte le altre, giova ricordare che il livello politico non ha alcun titolo a “gestire”.
Non è l’assessore che lavora con la Procura, non è un ufficiale di polizia giudiziaria, è un politico. Il suo ruolo è semplicemente quello di orientare con scelte politiche gli interventi di controllo della viabilità e della vivibilità della città (venendo poi valutato positivamente o negativamente dagli elettori) , ma per quanto riguarda le attività di Pg non ha alcun titolo a intervenire né tantomeno a gestire notizie, che siano coperte o meno da segreto istruttorio.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.