Shar Pei morde al volto la padrona. Sessantacinquenne al San Martino

È successo alle 16:30 in via Monaco Simone, ad Apparizione. La donna è stata trasportata al pronto soccorso per una sospetta frattura al naso

Sul posto, il 118 ha inviato l’ambulanza della Croce Verde di Quarto che ha portato la donna al San Martino in codice giallo, di media gravità. Pare che la sessantacinquenne si sia limitata ad accarezzare il cane e che questo abbia reagito con aggressività.

Lo Shar Pei è un cane di razza antica, originaria della Cina meridionale, usato storicamente prima come cane da guardia e da pastore, poi per i combattimenti con altri cani. La razza fu quasi sterminata quando, dalla seconda metà degli anni 40 del Novecento, possedere e sfamare un cane fu considerato un lusso dal governo comunista cinese e gli Shar Pei furono usati come cibo. Non è raro vedere ancora cani, in gabbia, nei mercati alimentari di Canton (un detto locale dice che a Canton si mangia tuto quello che cammina, nuota, vola o striscia) insieme a gatti, tartarughe e scorpioni, specialmente d’inverno perché pare che il cane sia un “piatto invernale”. La razza è sopravvissuta solo perché Hong Kong, ex colonia britannica, è rimasta a lungo fuori dalla diretta influenza della Cina. È tornata sotto la sovranità cinese con lo status di Regione amministrativa speciale solo nel 1995. Nel frattempo, da lì, dove la razza era sopravvissuta, alcuni esemplari vennero portati negli Stati Uniti dove vennero allevati.

Per i secoli di addestramento alla lotta che ha subito, quella dello Shar Pei non è un razza “facile”. Spesso lo Shar Pei viene acquistato perché da cucciolo, con tutte le pieghe della sua pelle, appare tenero e tutto da coccolare. In realtà non ama le smancerie.
È leale, intelligente e si affeziona alla famiglia che lo adotta, ma non è socievole e giocherellone e spesso preferisce stare per i fatti suoi. Si tratta di una razza istintivamente territoriale e talvolta aggressiva con gli altri cani. Chi vuole un cane affettuoso dovrebbe scegliere un’altra razza: non è nella natura dello Shar Pei esserlo.
In copertina: foto di repertorio


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