Pusher tentano il lavoro di gruppo per evitare le manette, in tre arrestati insieme dal Gocs della Polizia Locale

Uno dei tre adescava i potenziali clienti per strada e faceva un segnale al secondo. Era questo ad andare dal terzo a recuperare l’hashish e poi lo consegnava. Era, però, il primo soggetto a incassare il pagamento dai compratori. Un escamotage per raccogliere più clienti nella concorrenza spietata del centro storico e minimizzare i rischi di perdere stupefacente se scoperti dalle Divise. In un’altra operazione sequestrate anche 34 pastiglie di “droga del cannibale”

Tre arresti del Gocs (Il Gruppo Operativo Contrasto Stupefacenti che fa capo al nucleo centro storico dell’Unità Territoriale Centro della Polizia Locale) rivelano l’ennesimo escamotage degli spacciatori per cercare di evitare di essere scoperti, nel caso questo accada minimizzare la perdita di stupefacente e, inoltre, dragare clienti sul territorio dove, attualmente, la concorrenza sta diventando spietata, come mettono in luce anche i confronti ormai sempre più frequenti tra pusher magrebini e centroafricani. L’ultimo questa notte, quando un ghanese è stato ferito con un collo di bottiglia da un cittadino marocchino in uno dei punti roventi dello spaccio del centro storico: piazza Caricamento all’altezza di vico del Serriglio.

Ieri, verso le 19:30, gli uomini del Gocs, che indagano sullo spaccio non solo nel centro storico, hanno visto due persone che si avvicinavano a un uomo, poi risultato essere tunisino come gli altri due arrestati con lui. Questi faceva un segnale al “collega”, che a sua volta andava da un terzo (che teneva il panetto intero di droga nelle mutande) a prendere la quantità di hashish richiesto. Il terzo uomo frugava nei pantaloni e tirava fuori la quantità di stupefacente richiesta e la consegnava al secondo che andava a consegnare. I soldi, però, venivano ritirati dal primo pusher, quello che aveva agganciato i clienti.
I due compratori sono stati fermati poco distante, in piazza San Luca, dagli agenti del Gocs, ai quali ammettevano di aver comperato l’hashish e venivano segnalati quali consumatori alla Prefettura.
Gli operatori hanno quindi fermato i tre pusher, i prima due senza molta fatica, mentre il terzo ha opposto attiva resistenza nel tentativo (non riuscito) di scappare. Addosso gli è stato trovato il panetto di hashish del peso di quasi 67 grammi, oltre a 227 euro, provento dell’attività illecita. Oltre che per spaccio, come i “colleghi”, è stato arrestato anche per resistenza a pubblico ufficiale. Una volta preso, ha tentato di dirsi minorenne per pochi mesi, dichiarando di essere nato negli ultimi mesi del 2005. L’anno reale di nascita, però, è il 1996 e ha, quindi, 27 anni. È stato, dunque, denunciato anche per false generalità.
Tutti e tre gli spacciatori saranno processati per direttissima lunedì prossimo.
Il giorno precedente, gli uomini del Gocs avevano sequestrato 34 pastiglie di droga del cannibale
Si tratta dell’ultima frontiera delle nuove droghe sintetiche, in grado di creare dipendenza ed effetti allucinogeni devastanti per la salute umana e viene anche chiamata “sali da bagno” perché sono spesso confezionati come quel prodotto, nella speranza che non diano nell’occhio e non vengano individuate dalle Divise.
Si tratta di sostanze sintetiche ottenute in laboratori fai-da-te (arrivate per la prima volta negli Stati Uniti direttamente dalla Cina) e sono estremamente pericolose. I danni provocati alla salute dipendono dal contenuto, sempre diverso, di queste misture, che includono un mix pericoloso di varie sostanze come il metadone, il PCP, lo speed, la ketamina, l’MDMA e altri cristalli simili.
I problema principale relativo a questa tipologia di prodotti è che la loro composizione chimica cambia continuamente, per cui l’identificazione del loro livello di pericolosità da parte delle autorità competenti è solitamente rallentato e ritardato a causa di una meticolosa «caccia alla molecola». Le tracce rilevate dalle analisi chimiche e presenti nella maggior parte dei sali sono quelle relative al MDPV (una sostanza psicoattiva con proprietà stimolanti ed effetti simili a quelli prodotti da cocaina e anfetamine) e alla lidocaina (un farmaco usato comunemente come anestetico locale).
La sovrastimolazione del cuore, della circolazione sanguigna e del sistema nervoso causate da questa droga sintetica possono provocare attacchi molto seri, con conseguenze anche mortali. Il rischio aumenta se a questa sostanza vengono associati l’uso di alcol o altre droghe. La droga del cannibale provoca dipendenza psicologica e induce a un suo utilizzo sempre più frequente, sviluppando una forma di ricerca compulsiva della sostanza e quindi determinando vera e propria dipendenza.
Poiché le sostanze sintetiche iperstimolanti sono in grado di azzerare i freni inibitori e istigare l’istinto alla violenza in chi le prende, si è diffusa l’idea nell’opinione pubblica che l’assunzione di questa droga induca al cannibalismo e da qui deriva il nome con cui è conosciuta.


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